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    Reggio Calabria – Teatri chiusi, Piromalli e Calabrese: “Rispettiamo tutte le prescrizioni, solo così abbatteremo il Covid”

    di Grazia Candido – “E’ la fase dell’attenzione, la fase per stare vicino alla gente e trovare in questo particolare momento di difficoltà, un qualcosa di positivo. Non è facile poter conciliare il diritto alla salute con il diritto al lavoro, ma dobbiamo farcela tutti insieme. Dobbiamo mettere all’angolo la bestia Covid-19”.
    Gli attori Peppe Piromalli e Gennaro Calabrese, davanti alle porte del “Francesco Cilea”, rigorosamente chiuso all’arte, fanno il punto della situazione sulle scelte del Governo di non riaprire i teatri e lanciano dalla riva dello Stretto, un messaggio di speranza per tutti i settori culturali, economici, sportivi messi a dura prova da una pandemia purtroppo, in continua crescita.

    “Ho sentito parlare di teatro dopo 9 mesi nell’ultimo Dpcm del presidente Conte perché prima di teatro, di quello che organizziamo e facciamo in questi luoghi di cultura e crescita, non è stato oggetto di interesse da parte di nessuno – afferma il direttore artistico dell’Officina dell’Arte Peppe Piromalli – La mia compagnia aveva già pronta la nuova stagione teatrale ma come tanti altri artisti, dobbiamo fermare la nostra attività ma non i nostri sogni. La situazione purtroppo, è drammatica. Credo che lo Stato debba salvaguardare la salute di tutti noi e non vi nego che mi piange il cuore non poter fare ciò che amo più al mondo, far sorridere la gente ma dobbiamo fare tutti ancora un sacrificio. Ora, dobbiamo pensare alla salute per poter rinascere. La gente è impaurita dall’aumento dei contagi e non sarebbe venuta comunque a teatro né tantomeno le compagnie potevano portare avanti una stagione con tutte queste restrizioni imposte dal Governo”.
    L’attore e imitatore Gennaro Calabrese, avrebbe aperto lui la nuova stagione dell’Officina dell’Arte con lo spettacolo “Un Calabrese su Marte”, prova a stemperare il delicato momento, calandosi per qualche minuto nei panni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, imbarazzato “perché non sa cosa deve fare”.
    “Ci troviamo di fronte alla necessità di conciliare il diritto al lavoro al diritto alla salute ed è complicato – continua Calabrese – In questi giorni, sono scesi in piazza tante categorie per protestare lo stato di crisi che segna un popolo ma l’unico modo per vivere questo momento di chiusura, è dare senso alle misure restrittive. Se chiudono e non facciamo il nostro dovere utilizzando i dispositivi di protezione e rispettando ciò che ci viene consigliato, non cambierà nulla e continueremo a piangere tanti morti. Dobbiamo sfruttare questo periodo per studiare, creare cose nuove, progettare un futuro diverso, noi artisti realizzare nuovi spettacoli, migliorarci e salvare l’umanità. Spero passi presto questo brutto momento, dobbiamo stringere i denti e visto che la gente mostra una sentita solidarietà verso chi perde il lavoro, l’unico modo per essere veramente solidali, è rispettare tutte le prescrizioni altrimenti questo periodo oltre ad essere dannoso risulterebbe vano”.