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    Reggio Calabria – Imprenditori pronti a manifestare venerdì: “Non siamo noi i portatori di Covid”

    di Grazia Candido –  Imprenditori e commercianti sul piede di guerra.  Non hanno preso bene l’ultimo Dpcm i commercianti reggini riunitisi questo pomeriggio sul terrazzo all’aperto della “Luna Ribelle” per definire i dettagli della manifestazione organizzata per venerdì mattina a Piazza Duomo.  A farsi portavoce del mondo dell’imprenditoria, il Presidente della Confesercenti Claudio Aloisio, il presidente dell’associazione ImprendiSud Carmelo Crucitti e il presidente dell’Apar (Associazione Provinciale Pasticceri Artigiani Reggini) Angelo Musolino.

    “Siamo pronti venerdì a scendere in piazza, attendiamo l’autorizzazione da parte della Questura – esordisce il presidente Aloisio –  E’ una manifestazione pacifica, saranno rispettate tutte le norme di distanziamento e applicati i presidi di protezione personale, una manifestazione per dire che il commercio e i pubblici esercizi non vogliono essere il capro espiatorio di una situazione diventata incontrollabile non per colpa nostra. Non crediamo che i pubblici esercizi siano il problema di questi nuovi contagi ma che il picco sia dovuto ad una serie di concause e, soprattutto, all’apertura delle scuole e degli uffici che ha portato ad una serie di  problematiche. Non è da sottovalutare l’utilizzo dei trasporti pubblici che, non implementati come si doveva fare, in alcune fasce orarie sono stati presi d’assalto da studenti e persone che, giustamente, hanno ripreso a lavorare in presenza e non più in smartworking. Le entrate e le uscite delle scuole non controllate hanno provocato inevitabilmente assembramenti da parte dei ragazzi e questo ha portato all’aumento di positivi. Ma a pagare adesso, sono i pubblici esercenti e il commercio in genere”.


    Il numero uno di Confesercenti teme un impatto ancora più grave su una categoria già provata dal primo lockdown e tuona contro chi invece di tutelare queste categorie le affonda con “decisioni poco oculate”.
    “Non è pensabile scaricare il peso della crisi economica sulle spalle dei commercianti e dei piccoli imprenditori perché non siamo cittadini di serie B e dobbiamo essere ristorati in maniera veloce ed efficace rispetto alle perdite che si andranno a subire – aggiunge Aloisio -. In questi mesi, il fatturato è crollato dell’80% perché la gente non sta più uscendo di casa e il tessuto economico la cui spina dorsale è fatta dalle piccole imprese, sta precipitando vertiginosamente. Avevamo sconfitto la paura  durante l’estate tornando a vivere normalmente, sempre rispettando tutte le disposizioni di sicurezza e nei mesi di Luglio e Agosto, non sono aumentati i positivi durante la famosa movida che viene additata da tutti come causa del Covid”.
    Sulla stessa lunghezza d’onda, il presidente di Imprendisud Carmelo Crucitti che non ci sta ad essere etichettato dal Governo come “portatore di Covid”.
    “Ho vissuto la movida estiva sino al 13 di Agosto e, mettendo in atto in tutte le forme le normative vigenti, abbiamo portato avanti le nostre attività – afferma l’imprenditore Crucitti -. Abbiamo garantito ai nostri clienti sicurezza, distanze e un servizio come sempre impeccabile e, adesso, ci chiudono perché quasi quasi siamo noi che facciamo aumentare i contagi. Ci siamo rialzati dopo 3 mesi di lockdown e oggi, con questo Dpcm, ci ritroviamo di nuovo sul precipizio. Fra otto, dieci giorni si renderanno conto che non siamo noi i portatori di Covid e a quel punto che faranno, chiuderanno l’Italia? Non vogliamo arrivare a questo, perché falliremmo tutti. Non ci servono i trentamila euro di fondo perduto – conclude Crucitti -, noi vogliamo avere il diritto al lavoro e poter lavorare in onestà. Non vogliamo sussidi perché se siamo bravi imprenditori i soldi sappiamo farceli da soli”.