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    Reggio Calabria – Il Covid-19 non ferma i B.A.C.A, motociclisti contro l’abuso sui minori

    di Grazia Candido – Ridare ai bambini il loro diritto a non aver paura del mondo nel quale vivono. E’ questo l’obiettivo primario dei B.A.C.A. (Bikers Against Child Abuse) “motociclisti contro l’abuso sui bambini” che insieme ad Enti locali e statali già presenti sul territorio, sono impegnati a proteggere e creare un ambiente sicuro per i bambini abusati rendendoli parte integrante della loro organizzazione.

    I minori infatti, entrano nella “famiglia a due ruote” e hanno il supporto fisico ed emotivo dell’associazione ma, soprattutto, sono preservati da ulteriori abusi. A causa del Covid-19 però, i motociclisti non possono svolgere appieno le normali attività facendosi vedere in moto ma ci tengono a rimarcare la loro costante presenza sul territorio in questo particolare momento in cui le statistiche evidenziano un aumento di violenze tra le mura domestiche.
    B.A.C.A. è un’organizzazione no-profit internazionale, nata negli Usa, più precisamente nello Stato dello Utah, nel 1995, con l’intento di combattere la piaga delle violenze e dei maltrattamenti sui minori, di dar loro sostegno, sicurezza e conforto, aiutarli a non vivere più nella paura e far recuperare fiducia nel mondo, in particolare negli adulti.
    A Reggio Calabria, la sezione B.A.C.A. è presente sul territorio da circa tre anni e, come tutte le altre sezioni, opera in contatto diretto con il minore creando intorno a lui e alla sua famiglia, una rete di sicurezza e di rapporti con figure adulte diverse da quelle istituzionali.
    “Nonostante la pandemia, i B.A.C.A ci sono sempre per i bambini. Non giustifichiamo in alcun modo l’uso della violenza o della forza fisica tuttavia, se per qualsiasi motivo noi dovessimo rappresentare l’unico ostacolo fra il bambino ed un ulteriore abuso, noi siamo pronti ad essere quell’ostacolo – scrivono i motociclisti -. Gli innocenti entrati a far parte della nostra grande famiglia, si sentiranno sempre a casa e protetti. Un biker non porta solo se stesso come adulto di riferimento positivo, ma dà ai minori abusati qualcosa in più, di cui loro hanno estremo bisogno: il senso di famiglia; una famiglia fondata sull’onore, rispetto e lealtà, in cui ognuno, garante della propria integrità, mette il proprio cuore, la propria passione, il proprio impegno. Noi facciamo sentire i bambini importanti, amati, protetti, cerchiamo di fargli riacquistare fiducia e se ciò non bastasse, noi siamo la barriera fra loro e ciò che li minaccia. Siamo pronti e preparati a questo, siamo pronti a spezzare le catene dell’abuso”.
    L’amore di tanti motociclisti va oltre ogni ostacolo e punta sempre alla meta: il sorriso di ogni bimbo che deve riappropriarsi della propria serenità perché “nessun bambino merita di vivere nella paura”.
    Per ulteriori info sul sito italy.bacaworld.org