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    Operazione “Sbarre”, Bombardieri: “Sgominate due associazioni dedite al narcotraffico, miravano ad espandersi al Nord”

    di Grazia Candido – Sgominato dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria un asse criminale di due associazioni dedite al traffico illecito di sostanze stupefacenti, sequestro e lesioni personali aggravate, tentata estorsione, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo e clandestine, ricettazione.

    Le organizzazioni, con base nel quartiere di Sbarre, avevano avviato una fiorente attività di spaccio, anche con ramificazioni in Veneto e Lombardia e con collegamenti con la locale ‘ndrangheta. A sciorinare tutti i dettagli dell’operazione “Sbarre”, questa mattina presso il comando provinciale dei Carabinieri, insieme al capitano Vito Sacchi e al Maggiore Cristian Tedeschi, il Procuratore Capo Giovanni Bombardieri che nel ringraziare e salutare il comandante Giuseppe Battaglia “per l’impegno e la sensibilità dimostrata in questi tre anni nei confronti del personale, del reparto, della cittadinanza, sacrificando a volte, altri servizi ma rendendo al massimo su operazioni giudiziarie che hanno permesso di sgominare la criminalità organizzata”, mette in luce l’ottimo lavoro degli uomini dello Stato che hanno assicurato alla giustizia 19 persone (17 in carcere e 2 obblighi di presentazione alla P.G.).
    “E’ una indagine che nasce da un fatto inquietante, il sequestro di due ragazzini uno di appena 13 anni, che avevano sottratto dello stupefacente all’organizzazione alla quale appartenevano. I ragazzi vengono portati in alcuni locali, legati, minacciati con pistole, picchiati e la paura di ulteriori ritorsioni, spinge i due soggetti a denunciare – afferma il Procuratore Bombardieri – Durante l’esito dell’attività di riscontro con monitoraggio telefonico e servizi Ocp (osservazione, controllo e pedinamento), la compagnia di Reggio Calabria sotto l’attenta direzione del Comando provinciale, ha consentito di delineare due organizzazioni riferibili per contatti e per una serie di rapporti con le cosche di ‘ndrangheta storiche della città di Reggio anche se non è stato accertato un collegamento diretto con queste organizzazioni criminali”.
    L’attività d’indagine, condotta durante il periodo da Ottobre 2017 a Marzo 2020, ci tiene a precisarlo il Maggiore Tedeschi, ha consentito di evidenziare l’esistenza di due distinti gruppi criminali dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti, operanti in maniera non concorrenziale in zone contigue del quartiere Sbarre, uno sotto la direzione di Luigi Chillino e Gabriele Foti, l’altro guidato da Antonio Sarica numericamente inferiore rispetto al primo ma intratteneva rapporti con soggetti di elevata caratura criminale vicini alle famiglie della ‘ndrangheta locale Tegano e Molinetti.

    “Questo dimostra che le attività di spaccio in piazze importanti come Sbarre e in altre aree centrali cittadine era possibile grazie a questi contatti – continua Bombardieri – L’attività investigativa si collega a precedenti operazioni della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e delinea un quadro in cui i soggetti gravitanti intorno alla figura del Chillino si erano organizzati in modo da assicurare, nella zona dello spaccio, un costante controllo del territorio, stabilendo turnazioni a tutela dell’attività criminale e secondo le direttive fornite dai capi gruppo mediante un penetrante servizio di “guardiania”. Inoltre, il gruppo aveva mire espansionistiche tant’è che alcuni degli associati si sono spostati sul territorio nazionale per svolgere una parte della propria attività di spaccio in Veneto, dove potevano contare del sostegno di alcuni associati e familiari”.
    Si sofferma sull’attività di indagine e sulle metodologie tradizionali applicate per il controllo delle attività criminali, il Maggiore Tedeschi sottolineando la “smania dei due gruppi di avere proventi maggiori”.
    Spetta invece al Comandante del nucleo operativo e radiomobile Sacchi fare una analitica ricostruzione della contabilità dei proventi e della struttura delle due associazioni criminali.
    L’ultima parola è del comandante Battaglia che, emozionato ma felice di “aver trascorso tre anni di attività intensa con un gruppo di lavoro straordinario e una Procura sempre vicina al Comando provinciale dei Carabinieri”, saluta Reggio Calabria, “una città che porterò sempre nel cuore”.