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    Morosini agli studenti: «Coltivate con amore il sapere»

    L’arcivescovo metropolita di Reggio Calabria–Bova, Giuseppe Fiorini Morisini trasmette un importante messaggio di incoraggiamento a dirigenti scolastici, genitori, insegnanti e ragazzi in occasione del ritorno sui banchi di scuola.
    «Si ritorna a scuola tra tanti problemi e incertezze – esordisce l’arcivescovo – e anche con tanta paura per questa epidemia che non dà  segnali di essere sazia del male che ha già arrecato in tutto il mondo. Il mio augurio è che possiate essere sostenuti tutti dalla fiducia e dalla speranza. Non è tempo di abbattersi, ma di lottare contro questo mostro invisibile, e, allo stesso tempo, anche di affrontare tutte le inefficienze delle nostre strutture, che, purtroppo son ben visibili e misurabili. Ciascuno al suo posto e per quello che è chiamato a fare e può concretamente fare. Gran parte di noi sarà sul fronte di questa lotta attraverso la prudenza e la prevenzione, che vuol dire, in poche parole, essere docili alle indicazioni che ci vengono offerte per prevenire il coronavirus. Per le altre inefficienze non ci resta che sperare ed aspettare che alle promesse di rinnovamento seguano i fatti. Il Covid-19 ha imposto ai nostri governanti di fare passi indietro su molte decisioni prese negli ultimi decenni in riferimento all’organizzazione scolastica. Mi auguro che tali decisioni segnino una svolta nel segno della irreversibilità, che darà certamente respiro alla scuola: la riapertura di edifici scolastici abbandonati, la riduzione del numero degli alunni per classe, il restauro degli edifici, l’aumento del numero degli insegnanti ecc. Queste decisioni non siano espedienti momentanei, ma segnino un vero ritorno della politica a considerare la formazione scolastica ed universitaria al centro delle proprie attenzioni e programmazioni. Mi rifierisco in modo particolare alla speranza di riportare la scuola dell’obbligo, naturalmente assieme ad altre strutture, nei nostri piccoli centri per farli tornare a vivere. In questo inizio di anno scolastico – continua l’arcivescovo – invito soprattutto voi, cari giovani e ragazzi, al coraggio della speranza, perché voi stessi siete segno di speranza, con la voglia che avete di andare ancora avanti; continuate a dare voce al vostro cuore, che ė capace di progettare!  Il cuore umano è sempre misterioso e, come una sentinella, scruta l’orizzonte finché non arrivi il compimento delle sue attese. Non spegnete allora la speranza! Sotto la guida dei vostri docenti e sostenuti dai vostri genitori, coltivate con amore il sapere, perché il rinnovamento della società viene anche dal sapere: più si eleva il tono culturale della nostra società, più potremo sperare nella soluzione di tanti problemi, non ultimo quello della delinquenza organizzata. Voglio richiamare l’attenzione di voi genitori, dirigenti, personale docente e non, su due allarmi lanciati recentemente in riferimento ai nostri ragazzi e giovani: quello del dottor Di Palma, Procuratore facente funzioni del Tribunale dei minorenni di Reggio Calabria, e quello del dottor Luciano Squillaci, presidente nazionale della Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict). Il primo ha parlato di adolescenti arruolati come manovalanza della mafia, che riesce a colmare i vuoti di speranza che la nostra società ha creato in giovani e ragazzi; l’altro ha richiamato il dramma della droga e la dipendenza da cocaina, che ormai si registra anche tra in minori.
    Questi due allarmi ci spingono a richiamare l’attenzione sull’elevazione della cultura nei nostri ambienti, a partire da adeguati processi educativi nelle scuole. E lo faccio soprattutto nei confronti di voi genitori e docenti: non sottovalutiamo i pericoli che vengono denunciati per non piangere poi sui nostri insuccessi educativi. Auguro a tutti voi ragazzi e giovani che tornate sui banchi di scuola di fare tesoro di questo tempo e di impegnarvi in ogni modo perché possiate trarre profitto dai corsi che frequentate. Affrontate con coraggio tutte le difficoltà e siate disposti ad ogni sacrificio. Apritevi con i vostri insegnanti e sappiate comunicare anche con loro, oltre che con i genitori, i problemi che la vita vi presenta. La scuola diventi per tutti la palestra della vita. A voi tutti, dirigenti, docenti e personale non docente, che in vario modo entrate in contatto con gli alunni e contribuite in vario modo alla loro formazione, raccomando: state accanto ai ragazzi come padri e madri. Ricordate S. Giovanni Bosco: l’educazione è una questione del cuore. Chiedo a voi genitori una presenza discreta, ma assidua, nell’attività della scuola, rispettando e favorendo il ruolo educativo della scuola stessa. Non lasciatevi trascinare dalle emozioni così da esercitare nei confronti dei vostri figli una protezione esagerata ed irrazionale, che tornerà a discapito della loro formazione. A quanti hanno scelto di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica – conclude l’arcivescovo – l’invito a saper utilizzare al meglio quest’ora settimanale per affrontare i problemi della vita, alla luce dei grandi valori contenuti nel Vangelo. Agli insegnanti di religione rivolgo l’invito a non presentare contenuti religiosi aridi, ma di presentare le grandi verità di fede e i grandi valori morali del Vangelo come risposta agli interrogativi perenni dell’uomo e ai problemi che la vita quotidianamente ci presenta. Su tutti invoco la benedizione del Signore».