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    L’Associazione Attendiamoci entra nel ventesimo anno di attività

    Correva l’anno 2001, il mese era settembre e, più precisamente, il giorno era il 27. Alle 18 di un normale giovedì in cui l’estate lentamente si tramutava in autunno. Un gruppo di studenti universitari, animati e guidati dalla visione e determinazione di un giovane sacerdote, spinti dalla loro amicizia e dalla voglia di fare qualcosa di utile, si ritrovava fuori da uno studio notarile, subito dopo aver costituito un’associazione, avviando così un cammino avvincente, una piccola-grande storia.

    Una storia che ha accompagnato la vita di tanti, che ha segnato ed insegnato, che ha formato ed informato. Che ha servito e che è servita. Che ha accolto, e che ha colto i grandi cambiamenti che in questi anni hanno rivoluzionato il modo di comunicare, di socializzare, di vivere.

    Una storia di nome Attendiamoci, vissuta nel segno costante del servizio ai giovani.

    Contrariamente a quanto è diventato tradizione, quest’anno nessun evento pubblico ha potuto raccontare alla cittadinanza come e quanto lo spazio-tenda ha ospitato e ristorato. Ma, da raccontare, ci sarebbe comunque tanto. Nonostante la sospensione forzata delle attività – a causa della pandemia – abbia interrotto i cammini formativi, i laboratori, la preparazione del musical, i giovani di Attendiamoci hanno comunque trovato il modo di accompagnarei propri coetanei durante il lockdown.

    In particolare, lo hanno fatto attraverso incontri ed iniziative formative cadenzate chehanno adottato gli strumenti offerti dalla tecnologia per tenere dritta la barra dell’educazione. Su tutte, il formatonline “in diretta con”, pensato per essere vicini a tutti i giovani lontani fisicamente dagli ambienti deputati a garantire la loro formazione umana, coinvolgendo testimoni di spessore, così da poterli “incontrare” nell’arena virtuale e trarre utili spunti educativi dalla loro esperienza di vita. Un canovaccio straordinario, frutto di un dialogo serrato tra nuove e vecchie generazioni, che a breve diventerà un libro sul futuro dell’Italia raccontato da chi lo vivrà.

    Dalla fine di giugno, con molta cautela e nel rispetto delle normative, sono state realizzate alcune esperienze residenziali ed attività ricreative nei beni confiscati gestiti da Attendiamoci. A ottobre, poi, un gruppo di studenti dei vari collegi universitari di Pavia sarà al Villaggio dei Giovani per vivere e capire come si gestisce un bene confiscato alla ‘ndrangheta.

    Soprattutto,però, i mesi estivi sono stati utili per programmare, in modo attento, il nuovo corso delle attività. Un nuovo corso che informerà tutta la vita associativa, alla luce di un importante ed epocale cambio nella struttura di gestione: il 22 agosto, infatti, l’Assemblea dei Soci ha eletto l’avv. Demetrio Maltese – uno tra i soci più anziani – alla carica di Presidente, raccogliendo le dimissioni presentate da don Valerio Chiovaro: non un passo indietrobensì uno scatto laterale, nell’assunzione del ruolo di Assistente Spirituale, con l’obiettivo di accompagnare e provvedere ad assicurare la formazione spirituale dei soci e vigilare sulla realizzazione degli scopi di promozione umana e spirituale dell’associazione tutta. Un momento storico, alle soglie del ventesimo anno, che altro non è che una plastica ed ulteriore rappresentazione della volontà di servire sempre al meglio i giovani, mantenendo, anche nell’assetto organizzativo, la strategia formativa dell’educazione peer to peer. Tutta l’Associazione augura al nuovo presidente, Demetrio Maltese, un proficuo cammino alla guida di questa realtà, e ringrazia don Valerio Chiovaro per la spinta profetica ed il lavoro incessante che ha svolto in questi diciannove anni di presidenza ed accompagnamento.

    Tanti i frutti di quest’anno, tra cui ricordiamo, in ordine sparso, l’avvio delle attività nel bene confiscato a Radda in Chianti, parte di un progetto più ampio a livello nazionale; la nascita dell’Associazione studentesca Attendiamoci UniRC con l’obiettivo di essere più incisivi nel contesto universitario; la creazione di un ulteriore luogo di aggregazione giovanile, denominato “Sottofondo Educativo”, in memoria del prof. Carmelo Chiovaro; la positiva partecipazione al bando“Ang in Radio” con l’Agenzia Nazionale Giovani, per consentire una diffusione di contenuti positivi via web attraverso podcast; il nuovo sito internet (www.attendiamoci.it), frutto di un’opera di restyling per adattarlo alle nuove esigenze di comunicazione.  E infine, la scommessa delle donazioni regolari con la campagna CiPermettiDi(www.cipermettidi.it): un sistema per sostenere l’Associazione ed i suoi giovani e, più in generale, supportarli nel riutilizzo dei beni confiscati avuti in gestione, attraverso la donazione di un contributo periodico.

    Un dato è certo. Attendiamoci continuerà le proprie attività: sull’asse dei percorsi formativi, della gestione dei beni confiscati, dei campi residenziali e della formazione imprenditoriale. E tante sono già le iniziative formative messe in piedi e pronte a partire, all’insegna – quest’anno – del tema della comunicazione.

    Vogliamo pensare ad un anno pieno, vogliamo credere nella possibilità di continuare a fare bene, servendo ed offrendo opportunità formative in linea con le sempre nuove necessità del mondo giovanile e dei territori in cui siamo presenti.

    È questa la missione; questo è quanto ogni socio e volontario sposa, nel servizio che sceglie di prestare e che fa da motore principale ad una storia, iniziata 19 anni fa, che vuole continuare. Ancora.

    Per maggiori info su Attendiamoci vai su www.attendiamoci.it

    Per maggiori info sulle donazioni regolari vai su www.cipermettidi.it