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    Giordano (RESET): “Valorizzare Reggio come polo universitario”

    “Ogni giorno più di 6 mila universitari vivono la città e i suoi spazi, utilizzando i servizi di trasporto pubblico, aggregandosi nelle piazze, beneficiando delle aree verdi. Ogni giorno, vivendo la città, contribuiscono a costruire la Reggio Calabria di domani. Ecco perché è necessario rendere Reggio Calabria città universitaria attraendo un numero ancor maggiore di studenti.

    Si tratta di un investimento non solo sul presente, ma anche sul futuro, puntando sulle professionalità che uscite dall’Università potranno contribuire allo sviluppo economico della città”. E’ quanto dichiara Giuseppe Giordano candidato al consiglio comunale di Reggio Calabria nella lista RESET a sostegno di Falcomatà.
    “Per fare questo – aggiunge Giordano– bisogna rafforzare ed implementare l’accordo sottoscritto nell’aprile 2017 tra quest’amministrazione e l’Ateneo per realizzare obiettivi che permettano a Reggio Calabria come città, e soprattutto come comunità di persone, di essere sempre più una città che beneficia della presenza dell’Università e nello stesso tempo che aiuta l’Ateneo a essere sempre più consapevole del suo ruolo”.
    “Immagino agevolazioni IMU per le unità immobiliari ad uso abitativo concesse dai proprietari in locazione a studenti universitari, a tariffe agevolate dei parcheggi per gli studenti frequentanti l’Università così come a quelli sulla mobilità sostenibile, alla promozione e valorizzazione delle competenze e del patrimonio immobiliare, culturale e artistico, in settori di comune interesse ed infine allo scambio di conoscenze tra università ed istituzioni, nell’ambito di attività formative, di studio e di ricerca”.
    “Come scritto da Stefano Paleari quindi, già Presidente della CRUI, occorre che venga riconosciuto all’università non solo un ruolo tecnico di trasmissione della conoscenza, ma anche un compito di rinascita, di nuova speranza e di sguardo al futuro, che non sia solamente di natura economica (spin-off, nuova conoscenza), ma sociale e culturale”.