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    Reggio Calabria – Lo “tsunami” Siani si abbatte su CatonaTeatro e fa di nuovo sold-out

    di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – “L’atmosfera è un po’ particolare, la preoccupazione, la mascherina, la distanza, abbiamo sempre il pensiero del Covid però, stasera avete fatto un regalo meraviglioso, un grande miracolo perché fare gli spettacoli significa non solo regalarsi un momento di felicità e mi auguro che un poco vi sia arrivata, ma qui dietro, ci stanno tante persone che lavorano grazie a voi. Quindi, avete fatto due cose straordinarie. Spero di vedervi la prossima volta senza più mascherine e, vi prometto, che faremo 300 fotografie perché penso che quando scendo da casa mia, io sono della gente sennò mi sto a casa. Ci date talmente tanto”.

    Alessandro Siani è davvero il ragazzo della porta accanto, è genuino, sensibile, ironico, a volte pungente e sincero, insomma è uno di quegli artisti che, nonostante il successo, non ha dimenticato le sue origini, la sua famiglia, l’essenza della vita e dei valori.
    Ieri sera, all’arena “Neri” di Catonateatro, l’attore napoletano è riuscito per due ore, da solo con i suoi monologhi, ad “inchiodare” gli spettatori e a far annotare sul taccuino dei successi della Polis Cultura di Lillo Chilà, un altro incredibile sold-out.
    Con “Felicità tour – Speciale edition”, Siani riprende il feeling con il suo pubblico perché “lo spettatore, è l’unico vero metronomo della vita di un’artista” sciorinando la sua ricetta semplice a base di empatia, felicità e momenti di condivisione vera, ma anche prova a cancellare quel lockdown che ha davvero destabilizzato un Paese. Racconta le sue esperienze, una quotidianità che ci appartiene e lo fa sempre con una naturalezza e genuinità guardando negli occhi il suo pubblico che coinvolge nelle sue storie diventando anche il protagonista della scena.
    Su un videowall si impone la domanda “Che cosa è per voi la felicità?” e le bizzarre risposte della gente strappano i primi sorrisi di una serata che prova a mettere alla porta le fobie del momento.
    “Queste mascherine sono un guaio, ognuno la mette dove vuole, sotto il gomito, sotto il mento, in tasca – racconta Siani – Ci sono quelli che la mettono pure a mare o quelli che la mettono solo in macchina e se la cacciano quando scendono. Di questo triste periodo, ci rimarrà il ricordo speciale dell’amuchina, dei congiunti, della collaborazione con l’Europa che non abbiamo però visto, dei virologi (“tutti bravissimi, ognuno diceva la sua e io mi affezionavo a quello che diceva la cosa più bella”), dei 600 euro. Hanno preso i 600 euro anche alcuni parlamentari e un noto presentatore. Spero un giorno, di vederlo non in tv ma in Procura perché queste persone tolgono risorse a chi davvero non ha soldi per mangiare”.
    I continui applausi avvolgono il mattatore partenopeo, un vero “tsunami” di comicità che travolge tutti con le differenze tra Nord e Sud, tra uomo e donna, tra ottimisti e pessimisti, tra disperati di professione e sognatori disoccupati, parla delle nuove tendenze culinarie e poi, sviscera il suo grande amore per Napoli, “una città straordinaria, sofferente ma dove c’è il compromesso tra gioia e dolore”.
    “Mi fa soffrire quando parlano male di Napoli perché non è possibile che per il 10% delle persone che non la amano ci vada di mezzo il resto della gente che lavora, fatica, ama i suoi figli e li cresce nei sani principi – tuona Alessandro – In questo Paese devono cambiare tante cose ma, durante la pandemia, abbiamo dimostrato una cosa per nulla scontata: il coraggio di andare avanti e salvare le nostre città, il nostro Paese e di riprenderci tutto, soprattutto i nostri abbracci”.
    Il pubblico lo acclama, ride ininterrottamente per tutto lo show e anche quando siamo al rush finale, lo invita a non lasciare quel palco vuoto che lui solo è riuscito a colmare con le parole, quelle stesse parole che hanno il potere di distruggere e di creare ma che quando sono sincere e gentili, possono davvero cambiare il mondo. E ieri sera, Alessandro Siani ha innescato un meccanismo di ricerca della propria felicità perché la vita stessa è felicità, dobbiamo solo imparare a ricercarla in noi stessi e non negli altri e, una volta trovata, a meritarla.