• Home / In evidenza / Reggio Calabria – L’intenso viaggio d’amore di Simona Molinari chiude Catonateatro

    Reggio Calabria – L’intenso viaggio d’amore di Simona Molinari chiude Catonateatro

    di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – E’ una delle artiste più “ricercate” per la sua bravura, eleganza, per il modo in cui riesce ad approcciarsi ad ogni stile musicale ma soprattutto, per il modo con cui “sfoglia” la musica attraverso la sua voce dolce e allo stesso tempo, possente.  Gli “Sbalzi d’amore” della cantautrice napoletana Simona Molinari, ieri sera hanno chiuso la XXXV edizione del festival Catonateatro della Polis Cultura segnando una kermesse che, anche quest’anno, grazie al suo patron Lillo Chilà, è riuscita a far sognare Reggio Calabria restituendole quella ricercata normalità.

    In un viaggio autobiografico che attraversa le varie fasi della vita, Simona conduce il pubblico in quei percorsi dell’amore, in quelle esperienze differenti in ogni sua fase. E lo fa riproponendo con umiltà, passione e grande professionalità, canzoni che hanno segnato la storia della musica.
    La cantautrice già dai primi brani, si fa apprezzare per la sua versatilità nel canto e nel repertorio proposto e, nonostante, sappia quanto sia difficile raccontare l’amore, a volte si rischia di essere retorici o banali, si mette in gioco perché sa che siamo modellati e plasmati da ciò che amiamo.
    Accompagnata sul palco da musicisti eccelsi con i quali suona e scherza (lì definisce “sabotatori”) anche in simpatici siparietti, Simona si lascia andare in alcune conchiglie autentiche della sua collezione come “In cerca di te”, “Mr Paganini”, “Over the rainbow”, “Nell’aria”, “Amore a prima vista”.
    Ascoltando le canzoni in scaletta, spicca l’inconfondibile stile che l’ha finora caratterizzata ma su tutto, si impone l’impressione di trovarsi di fronte una cantante meno ingessata rispetto al passato e più libera e felice.
    In questa sua “catarsi musicale”, la Molinari non teme il confronto con le grandi voci che hanno nel tempo fatto brillare i classici e ripropone la “Carmen” cantata in cinese, “Back to black”, “A natural woman”, “Dr. Jekyll”, “When You’re Smiling”, dove dimostra una classe ed eleganza che si mescolano a sonorità più moderne, che danno un senso di maggiore libertà e che, a conti fatti, si rivelano vincenti.
    “Sono onorata di chiudere stasera questa prestigiosa rassegna e non potevo farlo se non parlandovi di amore – afferma Simona – Ognuno ha la sua storia d’amore, la mia iniziò quando ascoltai per la prima volta Ella Fitzgerald e cominciai a cantare chiusa dentro un armadio per riprodurre i suoi stessi suoni. Ogni storia inizia con un sogno, cominci a desiderare e fai di tutto per realizzarlo”.
    Simona apre il suo cuore al pubblico incantato da quelle armonie che rispecchiano un’anima delicata e sensibile soprattutto, quando ricorda un amore prematuramente scomparso e sempre in quell’armadio si chiuse “non per cantare ma, per la prima volta, trasformare il dolore in musica”.
    Dentro quel mobile, la cantante cresciuta all’Aquila, aveva buttato le fondamenta di un progetto di vita che, giorno dopo giorno, prendeva sempre più forma. Ma le mancava il pubblico, il contatto con la gente che arrivò con il festival di Sanremo nel 2009.
    Simona non nasconde di aver sofferto per amore, di aver vissuto “un amore intenso, libero, una storia talmente libera che dopo qualche tempo, scoprii che lui aveva un’altra donna dalla quale tornò. E io di nuovo nell’armadio”.
    Ma “la felicità” bussa quando meno te l’aspetti e anche per la giovane artista arrivò il momento di abbandonare l’armadio e “camminare con una persona che mi prese per mano e, insieme, iniziammo a sognare in due”.
    Quell’incantevole viaggio nei sentimenti sta per giungere alla meta e, anche se il pubblico non vuole farla andare via, Simona non teme a dire che “oggi non ha capito cosa sia l’amore ma penso a quell’armadio dove ho conosciuto la paura, la speranza, la cura e dove ho imparato a superare gli ostacoli. L’amore ti fa sognare e ti fa credere in progetti che tengono vivi i desideri. Mai smettere di sognare, continuate a farlo per tutta la vita”.
    I lunghi applausi accompagnano l’uscita di una grande artista e sigillano una serata unica, indimenticabile organizzata da un valido team di professionisti reggini che, nonostante le numerose difficoltà del periodo, hanno dimostrato a chi non ci credeva, che i sogni possono diventare realtà e in questi sogni respirano le nostre anime e scivola la grandezza dell’uomo.