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    Reggio Calabria – La prescrizione “medica” di Guarneri e La Rosa: “Per non morire, andate a teatro”

    di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – “Mi piacerebbe che tutti i politici comprendessero che il teatro non è l’ultima delle arti ma la Madre di una cultura che forma il popolo italiano”.
    L’attore siciliano Enrico Guarneri, ospite del rinomato festival Catonateatro insieme al collega e giornalista Salvo La Rosa, prima di salire sul palco con il suo spettacolo “Di nuovo insieme”, sprona il Governo, visto il drammatico periodo sanitario ed economico causato dalla pandemia, a non lasciare soli gli artisti e tutte le maestranze che lavorano dietro ad “una macchina sociale, il teatro, alla quale hanno tolto il carburante per poter continuare a camminare”.

    “Nello spettacolo, un revival di storie passate tra Litterio Scalisi e Salvo La Rosa, aggiungiamo una quotidianità che affronta finanziamenti europei, il Covid-19, il distanziamento sociale, le mascherine e lo facciamo con il sorriso che non deve mancare mai – afferma Guarneri – Nonostante il difficile periodo, gli organizzatori di Catonateatro sono riusciti a riorganizzare un festival che ci permette di far vivere la nostra arte. Il Covid-19 ci ha tolto molto, ci ha profondamente segnati e noi operatori del teatro, abbiamo tristezza e rammarico perché di tutto si è parlato, persino dell’opera, anche se in modo superficiale, ma non si è spesa una parola per il teatro”.
    L’attore catanese, ormai prezioso “figlio adottato” dalla Calabria, ci tiene a precisare che “chi fa ridere, non è secondario rispetto ad un artista che fa opere classiche anche perché, nei miei spettacoli porto gli scritti di grandi uomini della letteratura italiana e della storia del teatro”.
    “Anche in questa commedia che è una farsa nel senso più nobile del termine, dove il pubblico ride in modo sano senza masturbazioni mentali, omaggio Pirandello con “L’uomo dal fiore in bocca”, un atto unico piuttosto breve ma di intensa carica emotiva e grande drammaticità. Il teatro è questo: con ironia possiamo trattare tutto e far crescere i nostri giovani. Spero che torni la normalità e che una specie di sortilegio determinato e voluto dall’alto, faccia capire a tutti i politici che per non morire, si ha bisogno di forti dosi di teatro. Una dose prescritta dal medico: se vuoi vivere, devi andare a teatro tre volte a settimane – aggiunge l’attore catanese – In un paese come l’Italia con una presenza artistica a tutti i livelli, è inammissibile che nessuno prenda un provvedimento. Con noi, lavorano tantissime maestranze, dietro ad uno spettacolo ci sono molte famiglie che devono portare il pane a casa. Noi non facciamo solo divertire ma crescere, maturare, pensare, riflettere, creiamo sensibilità”.
    Enrico oramai da anni, si avvale di una “preziosa spalla” artistica, il conduttore televisivo Salvo La Rosa che stempera il carattere fumantino del signor Litterio e, allo stesso tempo, mostra la classe di un anchorman di razza.
    “Torno sempre con piacere in Calabria perché c’è tanta gente che ci accoglie con affetto, ci segue in televisione, aspettava questo ritorno sugli schermi con Enrico e poi, è una terra vicina alla nostra, siamo dirimpettai – afferma La Rosa – Siamo contenti di festeggiare i 35 anni del festival Catonateatro in questa struttura straordinaria. Certo, dispiace non poterla utilizzare per intero in questo momento delicato che, però, dobbiamo superare con attenzione, prudenza e rispettando le regole. Speriamo con l’autunno, che la situazione si normalizzi non solo per una questione di salute, di sicurezza per tutti ma anche per l’economia italiana, che il teatro e il nostro settore possa tornare alla normalità”.
    Prima di indossare i panni da “attore”, Salvo ribadisce la leggerezza dello spettacolo che punta sulla simpatia del personaggio Litterio, “uno di noi, un rappresentante del popolo che, con semplicità, bacchetta i saggi su cose importanti”.
    “Dovremmo prendere spunto proprio dal signor Litterio, una maschera del teatro sempre attuale e mai banale – continua La Rosa – E’ un momento veramente brutto, sono stati per tutti noi due mesi e mezzo difficilissimi nei quali siamo stati costretti a rimanere a casa, ma siamo stati bravi. Adesso, non possiamo rovinare tutto. Dobbiamo agire con prudenza ed equilibrio, le mascherine e le distanze sono importanti, evitiamo di ritornare indietro. Auguro alla Sicilia e alla Calabria che sono le regioni dove la crisi economica si è fatta sentire in maniera fortissima, di tornare alla normalità. Un augurio che faccio a tutti voi “cututtuucori”.