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    Reggio Calabria – Alla villa comunale il camaleontico Marco Capretti, un fiume di parole e risate

    di Grazia Candido (foto Antonello Diano) – Il senso dell’umorismo è l’asta che dà equilibrio ai nostri passi mentre camminiamo sulla fune della vita e lo sa bene il comico Marco Capretti protagonista ieri sera, del secondo appuntamento della rassegna “Cabaret alla Villa”, ideata dall’associazione culturale arte e spettacolo “Calabria dietro le quinte” con il patrocinio del Comune di Reggio Calabria ed inserita nell’ambito dell’Estate Reggina 2020.

    Direttamente dalla trasmissione di Raidue “Made In Sud”, il mattatore romano con il suo spettacolo “Stanno in mezzo a noi”, ha sfatato il ricordo del lockdown trascorso chiusi in casa e il ritorno lento alla normalità quotidiana. Un one man show esilarante, schietto, nel segno della spensieratezza che mette in evidenza i pro e i contro di una “reclusione forzata”.  Per più di un’ora e mezza, Marco da solo sul palco ma coadiuvato dall’aiuto del fonico Andrea Rosati, riesce a catalizzare l’attenzione del pubblico tornato “comicamente normale”.

    “Diventerò vecchio, il giorno in cui diventerò serio: mi piace pensare che il comico non invecchi mai , che abbia sempre nuove storie da raccontare alla gente – dice Marco prima di salire sul palco – Il Covid-19 è stata una cosa talmente drammatica che ci ha scosso e spero davvero, che questa brutta pagina storica finisca al più presto. Nel mio show parlo delle forzature che hanno creato una nuova realtà che è quella della prigionia forzata, degli arresti domiciliari che abbiamo subito. Io li ho passati con due donne, mia moglie e mia figlia di tre anni e non vi nascondo che stare chiuso in un luogo con due donne è davvero difficile. Sono stati quattro mesi di silenzio ma, stasera, mi sfogherò”.
    Marco, già dalle prime gag, annulla immediatamente le distanze tra artista e pubblico consolidando quell’atmosfera che diventa subito familiare. Nei suoi monologhi, sciorina la crisi, le tessere sconto dei supermercati, il rapporto con la sua compagna vegetariana che ama tantissimo gli animali e ha un chihuahua (“un essere così piccolo dal nome Tyson”), delle attese al centro commerciale degli uomini mentre le proprie donne fanno shopping, della tecnologia, dei regali di Natali, dello sport.

    “Io e mia moglie abbiamo in comune lo sport, solo che lei lo applica in palestra, io invece a casa: lo guardo in tv – postilla Marco – Ad un certo punto della vita, arriva il desiderio della donna di diventare mamma. Tre anni fa, è nata la mia piccola Giulia che è l’amore di papà ma anche dorme al posto di papà”.
    Durante i suoi racconti, Marco è “disturbato” dai rumori ambientali di una piazza piena di imprevisti ma riesce con nonchalance ad incastonare battute inaspettate che strappano risate e continui applausi. La bravura dell’artista è riuscire a conciliare momenti di divertimento a momenti di emozione e riflessione e in questo, Marco non sbaglia mai anzi riesce pure a proporre un’analisi comica del vivere.
    Il pubblico vorrebbe che lo spettacolo continuasse ad oltranza perché sembra di essere a casa a parlare e ridere con un amico di vecchia data. Ma Marco è alle battute finali e non può che concludere lo show con il suo cavallo di battaglia o, come dice lui, “il suo capretto di battaglia”: legge alcune improponibili domande e risposte della piattaforma web Yahoo Answers e qui, arriva il culmine della contraddizione umana metabolizzata dall’ottimismo di un artista vincente e positivo in ogni situazione.
    Il camaleontico Capretti è riuscito a fare affiorare la sua autenticità e semplicità di professionista e uomo che ci tiene a ricordare che, a volte, il vero repertorio dell’attore non risiede in ciò che l’artista fa ma in ciò che l’artista è.