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    Horcynus Festival a Reggio Calabria. Al via con la prima assoluta de “L’ira di Achille” di Mimmo Cuticchio al parco Ecolandia

    Incarna la profonda vocazione mediterranea dell’Horcynus Festival la parola araba “Ghadaan” (“domani”) scelta per rappresentarne l’ispirazione e la cornice tematica. In programma a Reggio Calabria dal 27 agosto al 9 settembre, otto appuntamenti che avranno luogo presso il Castello Aragonese, il parco Ecolandia ad Arghillà e la terrazza di Medinblu.

    Gli spettacoli proporranno, ripartendo ancora una volta dal territorio, una riflessione sull’attualità segnata da dilaganti diseguaglianze aggravate dai fenomeni della globalizzazione e del cambiamento climatico, ponendo l’accento sull’urgenza di praticare nuove strade, nuovi percorsi economici e sociali.

     

    Nel pieno rispetto delle norme antiCovid che garantiranno sicurezza al pubblico, Horcynus Festival tornerà a proporre un inedito e originale sguardo sul mondo, grazie all’impegno della Fondazione Horcynus Orca e della direzione artistica di Franco Jannuzzi per il cinema, Massimo Barilla per il teatro, Giacomo Farina e Luigi Polimeni per la musica, e al cofinanziamento della Regione Calabria.

     

    Il Festival alzerà il sipario giovedì 27 agosto alle ore 21:30 al parco Ecolandia con una prima assoluta. Si tratta de “L’ira di Achille”, di Mimmo Cuticchio, depositario dell’antica e nobile arte dei Pupari di Sicilia. La sua è una storia di resistenza durante la quale si è ritrovato, lontano dai riflettori, a costruire un ponte tra epoche e generazioni differenti, consentendo all’antica arte dei Pupi di Sicilia di abbracciare la modernità. Questa prima assoluta avrà Reggio Calabria come cornice e racconterà di una pestilenza e di un’aspra contesa tra Agamennone e Achille, durante il decimo anno d’assedio di Troia. Gli accadimenti, tratti dal poema omerico dell’Iliade, sono al centro della originale rielaborazione di Mimmo Cuticchio e, nel segno di una affascinante contaminazione tra tradizioni orali e performative, saranno trasposti in uno spettacolo animato da uomini/pupi, i sacerdoti/pupari e dei/attori.

     

    Una prima assoluta, quindi, in apertura del ricco programma di questa edizione di Horcynus Festival a Reggio Calabria che proseguirà con la suggestione della letteratura e il fascino della rappresentazione dal vivo, al centro dello spettacolo di Astragali Teatro ispirato all’omonimo romanzo di Georges Bataille “La storia dell’occhio”, in programma per venerdì 28 agosto alle ore 21 sulla terrazza del Castello Aragonese. Ancora contaminazioni culturali, sabato 29 agosto alle ore 21 sulla terrazza Medinblu con Ettore Castagna e il reading – concerto per presentare il suo volume “Della Grecia perduta” (Rubbettino Editore), uno spettacolo etnico-acustico alla ricerca dell’epica sospesa tra il suono e la parola.

     

    La musica farà il suo esordio nel Festival con l’inedito umanesimo proteso a generare un mondo plurale dei Radiodervish, in concerto lunedì 31 agosto alle ore 21:30 al parco Ecolandia.

     

    La lingua dell’anima e della memoria, ossia il dialetto, sarà protagonista del reading poetico – musicale “Ossa di Crita” (Edizioni Mesogea) di Massimo Barilla, con gli interventi musicali di Luigi Polimeni, in programma il 4 settembre alle ore 21 sulla terrazza Medinblu.

     

    Saranno protagonisti del canto nomade, in programma il 6 settembre alle ore 21 sulla terrazza del Castello Aragonese, il Glorius Vocal 4et e la ricchezza sonora e linguistica di un ensemble al femminile che canta in sette lingue diverse, tra queste il dialetto siciliano. Il fascino dell’innovazione musicale sarà il cuore del progetto di fusione di orchestra di fiati, elettronica e ritmi e canti del Maghreb firmato Fanfara Station, in concerto l’8 settembre alle ore 21:30 al parco Ecolandia.

     

    Sarà la coproduzione Horcynus Festival e Mana Chuma Teatro, Compagnia reggina Premio Nazionale Critica 2019, “Quanto resta della notte” a chiudere questo ciclo di appuntamenti, il 9 settembre alle ore 21 sulla terrazza del Castello Aragonese. Salvatore Arena sarà l’uomo dall’ urlo muto, quieto-inquieto, immobile sulla scena e ancorato ad una quotidianità senza scampo.

     

    Horcynus festival è una porta attraverso la quale condividere con i territori il nostro percorso continuo di ricerca e sperimentazione, incontro e confronto, cuore pulsante del nostro impegno ultraventennale sulle due sponde dello Stretto. Siamo sempre stati convinti  – hanno spiegato i direttori artistici del Festival – che le estetiche siano, tra tutte le espressioni artistiche, quelle che per prime siano in grado di anticipare visioni e bisogni dei territori e delle comunità; come una lente di ingrandimento molto importante da porre sulla società e sui luoghi. La fondazione Horcynus Orca, che da sempre ha una dimensione bifrontale essendo nata su impulso di Università, Enti, Associazioni calabresi e siciliani, si propone di essere questa lente di ingrandimento e di alimentare, attraverso le sue molteplici attività, uno sguardo attivo e creativo sulla realtà.

    A Reggio Calabria – hanno sottolineato i direttori artistici di Horcynus Festival – dove non abbiamo più una nostra sede, il Festival diventa anche occasione di valorizzazione di luoghi e spazi nuovi. Ciò offre un’ottima chiave per dare soprattutto forma e voce ai percorsi di approfondimento relativo alle arti performative. In realtà questa dimensione, che può apparire più tradizionale, nell’architettura generale del Festival è invece sempre ancorata ad una visione in continuo movimento che indaga le metamorfosi dei territori e il loro potenziale di rigenerazione, tracciando nuove forme dell’abitare. Attraverso un costante lavoro culturale e sociale, diamo il nostro contributo per alimentare progetti di sviluppo locale e circuiti di economia civile“, hanno concluso i direttori artistici di Horcynus Festival.

     

    In linea con la triplice e ormai consolidata articolazione incentrata su ricerca, sperimentazione e visione didattica e laboratoriale – Horcynus Educational Festival rivolta agli studenti e Horcynus Lab Festival, che i prossimi 21-22-23 settembre a Capo Peloro a Messina promuoverà dei seminari internazionali con intellettuali provenienti da tutto il mondo – Horcynus Festival si pone ancora un volta come piattaforma di analisi e indagine e non come mero contenitore di eventi.

     

     

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