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    Zes, Confartigianato Reggio Calabria: “Governi capaci di disegnare lo sviluppo di Gioia Tauro, ma non di realizzarlo”

    Le dimissioni del prof. Aiello, dal Comitato di indirizzo della ZES di Gioia Tauro, impongono delle considerazioni da parte degli attori economici del nostro territorio. Su queste dimissioni non può calare il silenzio , come è capitato con il gesto di Callipo, accolto con imbarazzo, fastidio, derisione, supponenza da una politica incapace di entrare nel merito delle questioni sollevate, perché rinchiusa in un bunker di tatticismi e di salvaguardia di proiezioni personali.

    Il già candidato pentastellato a Presidente della regione solleva una serie di questioni che la Confartigianato, in solitudine, aveva evidenziato, sin dall’approvazione della norma e che non ripetiamo. A Gioia Tauro non serviva e non serve un Commissario per la ZES, a Gioia Tauro serviva e serve speditezza e trasparenza delle procedure, a Gioia Tauro servivano e servono infrastrutture di ultimissima generazione per insediare aziende, servivano e servono garanzie di sicurezza dello Stato e tutte le condizioni per lavorare con efficienza e rapidità come anche tutte le agevolazioni fiscali previste. Le sole agevolazioni non sono sufficienti ad attrarre investitori veri. Tra l’altro, agevolazioni decurtate nell’ultima legge finanziaria. Le aziende per nascere o insediarsi e crescere hanno bisogno di un contesto eccellente che li accompagni e li accudisca. I veri imprenditori sanno che la leva finanziaria non rappresenta la sola condizione in grado di sviluppare le aziende: questa idea appartiene agli investitori mordi e fuggi e tale categoria non costruirà mai il futuro della Calabria. La ZES rischia di diventare uno dei tanti modelli di sviluppo previsti dai documenti, in e per la Calabria, incapaci di uscire dalle carte e vivere concretamente nella realtà economica e territoriale calabrese. La  Calabria , insieme ad altre regioni del sud, detiene il primato dello sviluppo disegnato sulle carte, uno sviluppo che non produce PIL e lavoro per i calabresi ma consulenze per gli esperti e una crescita smisurata di ego per politici e amministratori che, periodicamente, anticipano balzi in avanti della nostra economia sulla base di una programmazione che rimane teoria  e non diventa pratica e quindi  non modifica la nostra povertà. Il governo nazionale e le forze che lo sostengono non possono rimanere inerti rispetto a una crisi devastante, che non ha ancora prodotto tutti e per intero gli effetti negativi sul nostro territorio. Non possono essere di conforto, per il governo nazionale e per quello regionale, i dati che provengono dall’attività del porto. Quei dati, così come negli anni novanta, sono in gran parte conseguenza degli interessi del soggetto che gestisce la struttura. Sino a quando questi interessi coincidono con quelli del porto , la struttura cammina, altrimenti si ferma.  Occorre, quindi, costruire condizioni permanenti, forti e idonee a rendere Gioia Tauro , terreno oggettivamente e stabilmente attrattivo e dunque strumento di crescita per l’economia mondiale, capace di irradiare sviluppo e ricchezza sull’intero territorio della nostra provincia, con un processo virtuoso coinvolgente delle imprese locali .

    Demetrio Battaglia – CONFARTIGIANATO RC