• Home / CITTA / Reggio Calabria / Scempio paesaggistico-ambientale della Costa Viola. Appello del Cabs alla Procura di Reggio Calabria

    Scempio paesaggistico-ambientale della Costa Viola. Appello del Cabs alla Procura di Reggio Calabria

    Il CABS interviene sullo scempio paesaggistico compiuto sulla Costa Viola. Nel tardo pomeriggio di sabato 23 maggio scorso, mentre era in corso un intenso passaggio di uccelli rapaci migratori, alcuni volontari dell’associazione tedesca in perlustrazione antibracconaggio nella zona di Favazzina di Scilla hanno individuato 2 persone appostate su un ripido costone in direzione Nord che sparavano agli uccelli in transito. Nei giorni successivi i volontari si sono portati sul luogo, situato a valle della frazione di Tagli del Comune di Scilla, scoprendo che i bracconieri avevano raggiunto la zona percorrendo una strada sterrata in corso di realizzazione.

    La strada, nel tratto iniziale di amplissime dimensioni, stava provocando un gravissimo sfregio al paesaggio, caratterizzato proprio dai magnifici costoni boscosi che scendono ripidi in direzione del mare.

    Erano evidenti gli insensati sbancamenti posti in essere, con la terra di riporto riversata negli impluvi e nei pendii sottostanti (cosa che alle prime piogge provocherà inevitabili fenomeni erosivi e franosi). L’area infatti è molto simile e non distante dalla frana del Favazzina, che tanti danni ha provocato all’ambiente naturale ed alle sottostanti Statale 18 e linea ferroviaria tirrenica.

    Per tale motivo il CABS ha provveduto ad informare la Stazione dei Carabinieri Forestale di San Roberto, competente per territorio.

    L’indagine ha accertato che sono stati compiuti veri e propri misfatti ai danni dell’ambiente della Costa Viola “deturpando e destabilizzando un’intera pendice montana”per i quali sono stati indagati per i reati di lavori di ampliamento e rettificazione di piste forestali in assenza di autorizzazione e di distruzione di bellezze naturali il titolare di una ditta boschiva ed il direttore dei lavori.

    Il CABS, nel ringraziare la Stazione dei Carabinieri Forestale di San Roberto, si augura che la Procura della Repubblica di Reggio Calabria agisca con la massima severità per questo caso di inaudita gravità; che venga mantenuto il sequestro del cantiereper evitare che la strada possa essere utilizzata per la realizzazione del previsto taglio boschivo; che in caso di condanna venga ordinata la rimessione in pristino dello stato originario dei luoghi a spese dei condannati, come prevedono l’art. 734 del Codice Penale e l’art. 181 del d.lgs.42/2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio).

    Auspica, infine, che sotto la lente dell’Autorità Giudiziaria finiscano anche il piano di taglio e l’autorizzazione rilasciata dalla Regione Calabria, nonché il relativo nulla osta paesaggistico, dal momento che lo stato dei luoghi ed i vincoli esistenti (paesaggistico, idrogeologico e Zona di Protezione Speciale Rete Natura 2000) avrebbero dovuto impedire qualsiasi tipo di intervento sull’area, in forte pendenza e dunque a gravissimo rischio idrogeologico.