• Home / In evidenza / Otto mesi fa moriva il giovane vigile del fuoco, i ricordi di mamma Marina e la città sollecita l’intitolazione della via

    Otto mesi fa moriva il giovane vigile del fuoco, i ricordi di mamma Marina e la città sollecita l’intitolazione della via

    di Grazia Candido – Il dolore ci insegna a viaggiare a marcia indietro, ci fa passare dal superfluo all’essenziale, ci impone un nuovo inizio svelandoci una verità spaventosa: chi è andato via da questa vita, fisicamente, non tornerà più da noi. Ma sempre questo stesso dolore può renderci più profondi, può conferire un maggiore splendore ai cuori e una risonanza più ricca alle nostre parole. Ce lo sta insegnando ogni giorno, la mamma di Antonino Candido, il giovane vigile del fuoco ucciso nella strage a Quargnento insieme ad altri due suoi colleghi Matteo Gastaldo e Marco Triches e, sul social Facebook, scrive parole d’amore per quel figlio andato via troppo presto, quel figlio che “meritava di vivere ancora”.

    Parole così laceranti come quel dolore di una mamma che non può accettare la morte cruenta, ingiusta, orribile che, oggi più che mai, rivendica giustizia. In quella dichiarazione d’amore per il figlio, scomparso da 8 mesi, mamma Marina affida i suoi teneri ricordi ormai rilegati a qualche foto incastonando un altro tassello di quella vita solare di un ragazzo 32enne così maturo, legato alla sua famiglia e a quella divisa da sempre sognata. E sono parole che dovrebbero farci fermare un attimo per riflettere sul senso di questa vita così bella e dannata, sul valore della famiglia, dei legami, del rispetto di chi è rimasto su questa terra e di chi non c’è più.
    “Ciao cuore mio, sono già passati 8 mesi ed oggi voglio ricordarti così: due anni fa, di questi periodi, eravamo venuti tutti insieme a te ad Albenga, per sistemare la casa che avevi preso subito dopo aver ricevuto la tua prima destinazione di lavoro. Finiti i lavori, sarei dovuta rientrare insieme a papà, ma tu hai voluto farmi rimanere ancora qualche altro giorno – scrive Marina – “Dai mamma, abbiamo lavorato tanto, rimani, così andiamo a Nizza, ci rilassiamo un po’ e passiamo una giornata al mare” e mentre scattavo delle foto al panorama, tu: “Siediti qui mamma, ti scatto una bella foto”. Infatti è bellissima, perché me l’hai fatta tu. Purtroppo, non ho le foto dove siamo tutti insieme perché le avevi scattate col tuo cellulare, ma sono stampate nella mia mente e le conserverò tra i ricordi indelebili di te. “Mamma, sono felice che sei rimasta!” Oggi ti rispondo che sono felice anch’io per aver condiviso con te tanti bei momenti e tanto tanto amore. Mi manchi”.
    Sotto quel post così tenero ma pieno di sofferenza, si incolonnano tanti messaggi di amici di Nino, di persone che in questi mesi hanno imparato ad amare un giovane uomo diventato un figlio prezioso ed indimenticabile di Reggio Calabria.
    Ed è proprio la comunità reggina a sollecitare l’Amministrazione Comunale a dar seguito a quanto promesso: l’intitolazione di una via per ricordare Antonino.
    Non sarà certo una strada ad alleviare il vuoto e le pene di mamma Marina, papà Angelo e delle dolcissime Ilaria ed Elena ma, sicuramente, sarà un dovuto atto di riconoscenza ad un ligio uomo dello Stato che, per mani crudeli, ha perso la vita insieme ai suoi colleghi onorando quella divisa che indossava con orgoglio.
    Intanto questa sera, alle ore 19 durante la messa al Santuario di San Paolo alla Rotonda officiata da don Giacomo D’Anna, la comunità si stringerà alla famiglia di Nino perchè a volte, è meglio mettere l’amore in un abbraccio che nelle parole.