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    Strage a Quargnento, arrestata moglie di Vincenti. Mamma Marina: “La giustizia faccia il suo corso”

    di Grazia Candido – “Nessuno mai mi restituirà mio figlio Nino ma la giustizia deve fare il suo corso”.  Mamma Marina attendeva con ansia e fiducia l’esito della Cassazione e, oggi durante una udienza tenutasi a Roma, ha rigettato il ricorso presentato dai difensori di Antonella Patrucco, moglie di Giovanni Vincenti, contro la custodia in carcere chiesta dalla Procura di Alessandria e concessa dal Tribunale del Riesame dopo il diniego del Gip.

    La Patrucco, rinviata a giudizio in quanto ritenuta responsabile insieme al marito della strage a Quargnento dove morirono i tre giovani vigili del Fuoco Antonino Candido, Marco Triches e Matteo Gastaldo,  è stata arrestata pochi minuti fa dai Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Alessandria ed è stata accompagnata al Comando su una gazzella dell’Arma.
    “Passo dopo passo daremo la giustizia che meritano ai nostri figli – afferma mamma Marina –  Ho sempre avuto e continuerò ad avere fiducia nella legge e anche se niente e nessuno potrà lenire il dolore per aver perso il mio Nino, questa sera vedo una luce che illumina quel buio nel quale vivo da sette mesi. Le nostre vite sono state stravolte, devastate, nulla è più come prima: l’assenza di Nino in casa, non poter sentire la sua voce, toccarlo, abbracciarlo, baciarlo, è una punizione che nessuna mamma e padre dovrebbe ricevere. Un figlio è un dono benedetto e me ne accorgo soprattutto adesso che Nino non è più qui con noi: è solo grazie a lui e alla forza che mi hai lasciato che ho il coraggio di guardare avanti e lottare affinchè chi ha sbagliato paghi per ciò che ha fatto”.
    Accanto a mamma Marina, a papà Angelo, alle dolci Ilaria ed Elena c’è una intera comunità che prova con discrezione a stare vicino alla famiglia, a far sentire meno quella profonda nostalgia e il senso di vuoto che modifica la vita per sempre e col quale si deve imparare a convivere. Chi ha ucciso Nino, Marco e Matteo deve ricordare che il dolore derivante dalla morte di un figlio non può essere ignorato o evitato.
    “Nino mi mancherà per tutta la vita ma nel mio cuore vivrà per sempre perché l’amore di un figlio è un amore eterno – aggiunge mamma Marina – Le parole non bastano per esprimere quanto sia asfissiante la sua assenza ma stasera, guardando il cielo, potrò dire: figlio mio, la giustizia è dalla tua parte”.
    La moglie di Vincenti attenderà ora il processo del 23 luglio in carcere.