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    Reggio Calabria – Linfovita, un questionario per approfondire la malattia onco-ematologica

    di Grazia Candido – Linfovita, l’associazione nata per migliorare i servizi ai pazienti affetti da linfoma, una guida sicura per aiutarli a comprendere la malattia e farli sentire meno soli nelle diverse fasi di questo difficile percorso, ha fatto sentire la sua presenza anche durante il Covid-19. Un periodo difficile per un intero Paese e per tantissimi ammalati che hanno continuato, nonostante le numerose difficoltà causate dalla pandemia, le loro terapie presso il GOM di Reggio Calabria grazie ai nostri preziosi specialisti impegnati in prima linea per la cura dei linfomi.

    “Da sempre l’associazione Linfovita ha avuto come mission l’idea di costruire un’alleanza terapeutica tra medico e paziente e, finalmente, si parla di un modello di medicina che vede il “paziente al centro”, una vera e propria rivoluzione culturale nell’ambiente medico – spiega la dottoressa del reparto di Ematologia del Grande Ospedale Metropolitano Caterina Stelitano – Oggi, questo modello è uno strumento fondamentale ed imprescindibile dell’intero percorso diagnostico-terapeutico: la presa in carico del paziente deve prevedere non solo la cura della patologia, ma anche la costruzione di un rapporto di fiducia, basato sull’ascolto e sull’impegno reciproco per raggiungere il fine comune della guarigione”.
    Da qui, l’esigenza di stilare un questionario rivolto a tutti coloro che stanno vivendo o hanno vissuto (direttamente o sui propri familiari), un’esperienza di malattia onco-ematologica che tratta argomenti quali la comunicazione medico-paziente; la cultura dell’accoglienza; la soddisfazione nei confronti del personale sanitario; la qualità delle strutture del centro specialistico presso il quale si è in cura; la tutela dei diritti del paziente oncologico e come recuperare, dopo la malattia, il proprio benessere psicosociale.
    “L’obiettivo di questa indagine è quello di individuare i punti di forza e quelli di debolezza del centro ematologico di riferimento, ricavando spunti e informazioni fondamentali per capire cosa è davvero importante per il paziente, durante e dopo la malattia e cosa si può e si deve fare per migliorare il livello qualitativo dei servizi offerti e per facilitare il recupero del proprio benessere psicosociale – aggiunge l’ematologo Stelitano – Chiediamo di dedicare qualche minuto alla compilazione del questionario, le risposte saranno trattate in modo anonimo e i risultati saranno presentati nel prossimo evento scientifico dell’associazione. Un piccolo grande aiuto per aiutarci a combattere e sconfiggere la bestia linfoma”.