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    Reggio Calabria, i sindacati: “Clinica Villa Aurora nega ogni dialogo”

    La riunione che si è svolta in Prefettura il 10 giugno scorso dimostra che con la Clinica Villa Aurora Hospital di Reggio Calabria non è possibile avere un dialogo per affrontare le tante problematiche che abbiamo denunciato e che sono una parte del contenzioso che ci ha portato ad indire lo stato d’agitazione. Una cautissima e balbettante offerta di mediazione da parte datoriale è stata stroncata sul nascere dalla stessa delegazione aziendale che sceglie una strada che porta dritto a dirottare la vertenza in altre sedi non negoziali. Infatti, se si sostiene di non dover dialogare né tanto meno concordare nulla con il sindacato si nega in radice la possibilità di ogni sorta di mediazione cui, pure, i sindacati presenti hanno dato una disponibilità di massima, salvo entrare nel merito delle singole voci del contenzioso sindacale.

    Le risposte date, ad esempio, sulle misure di salvaguardia del personale e degli utenti della clinica hanno dimostrato, proprio tramite i documenti aziendali presentati, come effettivamente Villa Aurora abbia:

    1. predisposto con colpevole ritardo la prevenzione stabilita dai ripetuti DPCM;
    2. non abbia voluto confutare le tesi sindacali con la semplice esposizione, da noi richiesta, delle fatture di acquisto dei dispositivi di prevenzione;
    3. messo in piedi frettolosamentela struttura di triage solo dopo un sospetto caso di SARS cov2, quindi solo dopo 2 mesi di provvedimenti governativi e regionali per il contenimento della pandemia;
    4. prodotto, a dimostrazione della presenza del triage un modulo in bianco, non compilato e senza data, spingendosi anche a dichiarare che hanno effettuato il triage telefonico, praticamente una novità nel campo della medicina.

    Il protrarsi della riunione e la negazione di ogni dialogo ha impedito altre discussioni, pure accennate e che saranno oggetto di specifiche iniziative sindacali. Restano aperte questioni rilevantissime come il rispetto delle norme sull’accreditamento e dei CCNL, sulla sicurezza della struttura, del personale e dei pazienti, sulla arbitrarietà della scelta delle persone da mettere in CIG, facendo permanere in servizio, ben oltre i limiti consentiti,al posto dei dipendenti a tempo indeterminato, professionisti con contratti a prestazione. Infine ci sarà da affrontare la questione dei ripetuti e corposi errori nelle buste paga e la ritrosia dell’Azienda a corrispondere al personale quanto stabilito da provvedimenti dell’Ispettorato del Lavoro o, addirittura, del Giudice del Lavoro.

    Pur continuando a ritenere che le vertenze sindacali vadano risolte con il dialogo fra le parti, e pur avendo prospettato una sorta di azzeramento dei quasi 2 anni passati a fronte di una rinnovata volontà aziendale di discutere con serietà, non siamo più disponibili a lasciar correre le numerose ed ingiustificate carenze nella conduzione aziendale. E non aiuta la protervia con cui l’Azienda partecipa alle discussioni. Pertanto ci si aspetti la messa in campo di altre iniziative, a cominciare da un chiarimento con l’ASP, che ieri avrebbe dovuto fare un controllo in Clinica, come dichiarato dal proprio rappresentante presente alla riunione, sulle tematiche del rispetto di tutte le norme indispensabili ad operare come struttura sanitaria ospedaliera.

     

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    Francesco Callea     Mohammed AlkilaniFrancesco AnoldoAldo Libri             Aurelio Monte