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    Reggio Calabria – All’attore Piromalli il “Premio di cinematografia e teatro Ubaldo Lay”

    Un importante riconoscimento per il direttore artistico dell’Officina dell’Arte Peppe Piromalli, il “Premio di cinematografia e teatro Ubaldo Lay”.

    L’Accademia Internazionale Italiana Arte nel Mondo consegnerà il prossimo 19 luglio all’Auditorium Castello Comunale di Mesagne, il premio “Ubaldo Lay” al noto attore reggino per l’impegno, la passione e la professionalità dimostrata in questi anni verso il meraviglioso mondo del teatro.
    Emozionato e felice di essere entrato nella schiera dei premiati che hanno dato il loro contributo alla cultura e all’arte, il numero uno dell’Oda non può che ricordare i sacrifici, i successi, le attese e, adesso la voglia di ripartire dopo questa terribile pandemia causata dal Covid-19.
    “Non me lo aspettavo ma sono onorato di ricevere un premio così prestigioso – afferma l’attore Piromalli – Un riconoscimento che condivido con la mia città, il mio pubblico che, in questi anni, ha supportato l’Oda, tutto lo staff ed un enorme ringraziamento va alla mia amica e poliedrica artista Antonia De Salvo che ha creduto in questo “menestrello” che come lei conosce la dedizione e il sacrificio. Ricevere questo premio alla memoria dell’attore mai dimenticato Ubaldo Lay, il famoso tenente Sheridan della televisione degli anni ’70, è per me sprone per continuare a sognare e a fare teatro nella mia amata Reggio consolidando ancor di più, la sinergia instaurata con le compagnie teatrali e gli attori italiani con i quali abbiamo messo in moto una fantastica macchina dell’arte”.
    Piromalli con la sua compagnia teatrale è riuscito non solo ad aprire una delle più prestigiose “case dell’arte” del Sud, il teatro “Francesco Cilea”, ai giovani ma anche a tracciare attraverso le sue magistrali interpretazioni ed una grande competenza nell’arte del teatro con un’impronta innovativa e metodica, un percorso di crescita e sviluppo di un settore che, adesso, deve immediatamente ripartire.
    “Il Covid-19 ha fermato le attività, le vite ma non i sogni. Il virus ha influenzato in profondità il nostro essere, le nostre abitudini, anche il nostro modo di agire e pensare ma ci ha concesso la possibilità di riflettere e di migliorare tutto ciò che non va bene per noi, per la società, per il mondo – continua Piromalli – Oggi, l’arte dovrà prima di tutto combattere per la sua sopravvivenza, nel senso più pratico e concreto del termine superando le numerose difficoltà, le paure della gente, convivendo con il distanziamento sociale e tutte le restrizioni imposte. Ma ce la faremo anche questa volta, perché la creatività è una strategia di sopravvivenza e quello che è successo potrà almeno aiutarci a ricordare cos’è l’arte, quella vera e come riconoscerla”.