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    Emergenza rifiuti, Ripepi: “Falcomatà accusa Santelli, ma la giunta Oliverio lo aveva sonoramente richiamato per inefficienza e incompetenza”

    Di seguito la nota diffusa da Massimo Ripepi – Sono quasi sei anni che siamo sotto il giogo di Falcomatà e della sua armata Brancaleone. E’ sotto gli occhi di tutti che il Sindaco Falcomatà non ha fatto il suo dovere di amministratore comunale, sottraendosi volontariamente alle responsabilità di governo che i reggini votandolo gli avevano affidato. A testimoniarlo sono i continui richiami al lavoro e all’efficienza, fatti attraverso lettere ufficiali, dall’amico e collega del Partito Democratico Mario Oliverio. Una lettera scarlatta che inchioda Falcomatà alle sue responsabilità le quali, diventano incriminanti di fronte alla disastrosa situazione dei rifiuti nella Città Metropolitana. A differenza di Catanzaro e delle province ben ordinate e pulite, l’emergenza sanitaria e ambientale di Reggio è un dato oggettivo a cui non possono più sottrarsi i cittadini inermi che, ogni giorno rischiano di ammalarsi, e non certo di Covid 19. La pesante colpevolezza della giunta Falcomatà è supportata dalla stessa missiva di Oliverio del settembre 2019 (protocollo n. 0341930 del 3/10/2019), nella quale si richiamava all’ordine il primo cittadino di Reggio, perché prendesse atto della problematica e si attivasse per organizzare le discariche in tutta sicurezza, e con tempi rapidi. Oliverio intimava a Falcomatà di non continuare a tergiversare, sbattendogli in faccia l’accusa di scansafatiche e concedendo 20 giorni “in via d’urgenza” per ripristinare la gestione ordinaria dei rifiuti di competenza “esclusiva” degli enti locali. Oliverio dunque, rimandava al mittente le insinuazioni sulla Regione. Non dimentichiamo, invece, che è il sindaco il primo referente per la salute del territorio comunale e non può lavarsi le mani sulla raccolta dei rifiuti, ovvero lasciando che le cose degenerino mettendo in pericolo la salute pubblica. Onere a cui non si è sottratto il sindaco di Catanzaro. Solo per questo Falcomatà, che oggi ha il coraggio di accusare anche la presidente Santelli per un mancato supporto regionale, dovrebbe dimettersi da un incarico che non è stato in grado di ricoprire con onore. Perché la competenza, la preparazione, la capacità di cogliere i bisogni del territorio sono qualità chiave del buon amministratore: il sindaco è l’interlocutore più immediato dei cittadini. A cosa serve del resto un amministratore se non sa governare al meglio il territorio a lui affidato? Il mal governo è frutto di non idoneità al ruolo, di imperizia, di strategie ambigue che, alla base, tradiscono la fiducia dei cittadini. Con quale programma inedito il sindaco dovrebbe presentarsi al rinnovo del mandato? Eppure Falcomatà ha avuto l’arroganza di portare avanti una feroce campagna elettorale, strepitando a destra e a sinistra per il progetto della raccolta indifferenziata a domicilio. Il sindaco però non ha fatto bene i conti prima con Oliverio e poi con i reggini, perfettamente in grado di sottolineare tutte le mancanze della raccolta differenziata, specie quando i sacchetti dell’organico rimangono per giorni in strada sotto il sole cocente, esalando miasmi nauseabondi. A ciò si è aggiunta la semplificazione dei procedimenti, delle parole, degli atti, la negazione dell’istituzione democratica e l’appiattimento dei bisogni della città, e questo per sei lunghi anni durante i quali sindaco e giunta hanno oziato senza mai prendere in mano la situazione dei rifiuti, oggi ormai a montagne persino nelle strade più centrali. Per non parlare delle periferie, discariche a cielo aperto che i residenti sono costretti a bruciare per non dover combattere con i ratti. Quale futuro per la Città Metropolitana, se nemmeno i servizi essenziali sono garantiti? L’ordinanza della Santelli ha messo le carte in tavola e oggi Falcomatà sta cercando di correre ai ripari facendo sfilare i suoi tecnici nei luoghi deputati a convogliare i rifiuti della conurbazione reggina. A questo punto, e dopo questo vergognoso e arbitrario richiamo dalla Regione Calabria, tutto il centrodestra reggino auspica che il sindaco faccia il suo dovere e lo faccia nel migliore dei modi, almeno per non doversi coprire la faccia quando dovrà lasciare lo scranno di Palazzo San Giorgio. Ci auguriamo che almeno abbia un moto di pietà per la sua città facendola ripulire da cima a fondo, sottoponendola ad un’attenta manutenzione, perché i reggini non meno degli altri calabresi, non meritano di essere trattati come italiani di serie B.

     

    Massimo RIPEPI

    Commissario Metropolitano FDI