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    Strage a Quargnento, niente rito abbreviato per Vincenti. Mamma Marina: “Giustizia per i nostri figli”

    di Grazia Candido – “Abbiamo sempre creduto nella giustizia e anche se nessuno ci restituirà mai nostro figlio, oggi è stato fatto un primo passo per dare a Nino, Marco e Matteo la giustizia che meritano”.

    Mamma Marina con un filo di voce spezzata da quel dolore con il quale convive dal 5 Novembre scorso quando un incendio a Quargnento le ha strappato il figlio Antonino, da qualche anno in servizio presso il Corpo dei Vigili del Fuoco di Alessandria, commenta l’udienza odierna per decidere se è valido o anticostituzionale applicare la legge che vieta la concessione del processo in abbreviato, con la riduzione di un terzo della pena, a chi ha compiuto reati che prevedono l’ergastolo.
    Sul banco degli imputati, i coniugi Gianni Vincenti e Antonella Patrucco accusati della morte di tre vigili del fuoco Antonino Candido, Marco Triches e Matteo Gastaldo e di avere deliberatamente fatto scoppiare la cascina di loro proprietà a Quargnento.
    “Abbiamo appena saputo che saranno due i processi per la strage – commenta Marina – il primo si svolgerà il 23 luglio davanti al Giudice Monocratico e l’altro l’11 settembre in Corte d’Assise. Il Gip ha rigettato l’istanza dei legali del Vincenti che chiedevano il processo abbreviato e questo per noi è un atto importante. La paura è ormai una mia compagna di vita così come il dolore e l’assenza di mio figlio Antonino ma, in questi giorni, ho sperato e pregato tanto perché chi ha ucciso i nostri figli paghi ciò che ha fatto. Ormai, le nostre vite sono spezzate, non ci sono più sorrisi a casa nostra ma un vuoto incolmabile e, solo una pena esemplare, potrà forse consolarci”.
    I due responsabili dell’esplosione della cascina a Quargnento, l’11 Settembre dovranno rispondere di omicidio volontario plurimo, dove rischiano la pena dell’ergastolo mentre è stato accolto il ricorso all’abbreviato solo per gli altri capi d’imputazione di cui è accusata la coppia, al di fuori dell’omicidio. Intanto, il 24 giugno la Cassazione dovrà decidere se mandare in carcere Antonella Patrucco (su richiesta della procura, respinta dal gip di Alessandria e poi accolta in appello a Torino) attualmente a piede libero, su cui pendono le stesse accuse a carico del marito Gianni Vincenti, reo confesso.
    “Nino era gioia, allegria, era vita, era tutto per noi – conclude con la voce rotta dalla commozione mamma Marina – Mi aggrappo all’idea che, un giorno, lo rivedrò e solo questa forza riesce a farmi vivere come se non fosse mai andato via. E’ disumano essere privati dall’amore di un figlio solo per un bieco egoismo. Ho il cuore pieno di dolore e tante domande affollano la mia mente ma ho una certezza: presto, sarà fatta giustizia per Nino, Matteo e Marco e, finalmente, i nostri figli potranno riposare in pace”.