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    Rifiuti, Falcomatà: “Consegneremo piano dettagliato alla Santelli”

    di Grazia Candido – “L’ordinanza regionale sancisce il primato della burocrazia sulla politica perché affronta in maniera esclusivamente tecnica, problematiche che invece richiederebbero scelte politiche nette e coraggiose”.

    Il sindaco Giuseppe Falcomatà visibilmente arrabbiato, questa mattina presso la sala Biblioteca di Palazzo Alvaro, si rivolge al Governo regionale che “ancora una volta, scarica sui Comuni responsabilità che risalgono ad ataviche inadempienze da parte della Regione Calabria e a pagare per questo metodo del tutto inadeguato sono sempre i cittadini sui quali ricadranno gli effetti dell’immobilismo e delle inadempienze della classe politica regionale degli ultimi 20 anni”.
    “L’incontro di oggi con i sindaci della Città Metropolitana si concluderà con la stesura di un documento dettagliato che consegneremo alla Presidente Santelli – afferma il primo cittadino – Dal primo gennaio, 5 mesi fa, la Città Metropolitana ha avuto conferita la delega alla programmazione e gestione del ciclo dei rifiuti. Da quel giorno, abbiamo fatto il possibile per affrontare le criticità del sistema ereditato dalla Regione Calabria. Abbiamo affrontato i problemi tecnici sull’impiantistica di trattamento delle frazioni organica e secca come anche l’avvio di trattative serrate con i privati per il subentro nei contratti stipulati e prorogati dalla Regione gestendo anche le difficoltà del sito di smaltimento sito in località Zingara. E le città, superando i vari ostacoli e la situazione durante la “Fase 1” dell’emergenza Covid-19, erano tornate ad una normalità perché grazie alle ordinanze 6 e 28 della Presidente, i gestori degli impianti e dei siti di smaltimento hanno garantito la continuità del servizio”.
    Falcomatà ricorda che “lo scorso 7 novembre, la stessa Regione aveva imposto a Sovreco di ricevere i rifiuti di tutto il sistema pubblico calabrese e vista l’emergenza di questi ultimi giorni, durante un incontro alla Cittadella era emersa la soluzione condivisa da tutti tranne che dall’Ato di Crotone, di aumentare il conferimento nella discarica crotonese per un quantitativo che avrebbe consentito di utilizzarla fino a fine 2020”.
    “Dal 6 maggio però, è piombato il silenzio nonostante le mie sollecitazioni – tuona il sindaco – e con una lettera del 19 maggio abbiamo chiesto di adottare un’ordinanza che individui un sito dove conferire immediatamente gli scarti di lavorazione delle diverse frazioni di rifiuto e, contestualmente, attribuisca alla Città Metropolitana i poteri per ripristinare e completare nel più breve tempo possibile, l’intera discarica di Melicuccà consentendo, nelle more del completamento dei lavori, di conferire nella porzione già realizzata”.
    Ma l’Ordinanza regionale 45 del 20 Maggio ha disposto che la società Miga srl riceva giornalmente per 60 giorni trecento tonnellate di rifiuti provenienti dagli impianti di trattamento regionali, pubblici e privati a fronte delle 800 tonnellate prodotte da tutti gli impianti pubblici e a servizio, “quindi, meno del 50% dell’ordinario – alza la voce il sindaco – Così non solo non si recupera nulla, ma aumenta la quantità di rifiuti a terra. E le ATO dovranno fare o completare quello che non è stato fatto o completato dal Commissario Governativo e dalla Regione”.
    Il primo cittadino più volte ribadisce che “l’ordinanza regionale oltre ad essere tardiva e parziale non tutela i diritti e i bisogni di una comunità calabrese” ma anche “dimostra che la Città metropolitana aveva le mani legate e per primi, noi già da Novembre scorso, abbiamo posto il problema di programmare la gestione dei rifiuti. Nei fatti, l’atto regionale dimostra che la Città Metropolitana non avrebbe potuto agire, secondo la normativa vigente”.
    Pienamente concorde il Sindaco di Campo Calabro Sandro Repaci che “non sa cosa dire ai cittadini se non che per risolvere questo problema emergenziale, passerà molto più tempo e che con questa ordinanza non riusciremo il 20 Luglio (data di scadenza dell’ordinanza) a completare l’iter richiesto. Tutti gli ATO dovranno individuare entro 10 giorni siti di stoccaggio temporaneo dei rifiuti prodotti dagli impianti di trattamento dei rifiuti urbani e procedere, entro i 30 giorni successivi, al loro allestimento e messa in esercizio. Inoltre, portare i rifiuti in Puglia non è una soluzione per noi percorribile”.
    Sulla stessa lunghezza d’onda, il sindaco di Melicuccà Emanuele Antonio Oliveri che sottolinea “la battaglia comune: togliere ai privati la gestione dei rifiuti” mentre il sindaco di Roghudi Pierpaolo Zavettieri aggiunge: “A fine giornata, stileremo una proposta condivisa all’unanimità perché questa situazione non è più tollerabile. Dobbiamo confrontarci con la Presidente Santelli e trovare una soluzione perché i nostri Comuni non possono essere sommersi di rifiuti sparsi per le strade. I cittadini non meritano questo e dobbiamo arrivare in modo congiunto ad una soluzione definitiva. Solo creando una regia condivisa in tutta la Regione in questa fase così delicata, forse, riusciremo a lasciarci alle spalle, questa brutta pagina amministrativa”.