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    Reggio Calabria – Vicepresidente Villani: “Nuovo DPCM, un infinito manuale di parole inutili per la disabilità”

    di Grazia Candido – “Il nuovo DPCM, un infinito manuale di parole inutili per la disabilità”.
    Sono arrabbiati e delusi, ancora una volta, i tanti disabili e le loro famiglie che credevano che questo decreto ministeriale cambiasse le cose e, soprattutto, che venissero prese a cuore le difficoltà di tutte le persone più fragili.

    “Il decreto prevede la possibilità di accompagnare le persone con disabilità motorie o con disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva o sensoriale o problematiche psichiatriche e comportamentali o non autosufficienti con necessità di supporto, riducendo il distanziamento sociale con i propri accompagnatori o operatori di assistenza, operanti a qualsiasi titolo, al di sotto della distanza prevista. È una contraddizione – afferma Angela Villani, mamma di un bimbo autistico di sei anni – Ancora una disabilità trattata con insufficienza ed incompetenza da un Governo che non ha interesse a proteggere i più fragili. Una persona autistica, o affetta da disabilità mentale o motoria, non può avere un accompagnatore a distanza, per ovvie esigenze, crisi comportamentali, disorientamento e disorganizzazione mentale. Molti di questi soggetti vanno accompagnati per mano, perché scappano di fronte ad un rumore, a qualcosa che li disturba o che attira totalmente la loro attenzione. Hanno bisogno di una supervisione ravvicinata da parte dell’operatore che, molto spesso, li rassicura e li guida. L’articolo 9 dell’ultimo DPCM è solo un modo per lavarsene le mani – tuona la Vicepresidente dell’associazione “Il Volo delle Farfalle – Evoluzione autismo” – Un modo per lasciare sole le famiglie, ormai stremate, ad affrontare esigenze primarie che sono compito di chi ci governa e contenute nei diritti costituzionali”.
    La mamma del piccolo Matteo, ormai da anni in prima linea per la difesa dei diritti di tutte le persone con disabilità ribadisce che “non si può costringere i portatori di handicap a rimanere chiusi in casa e, soprattutto, vorrebbe chiarezza su quando saranno riattivate secondo piani territoriali, adottati dalle Regioni, le attività sociali e socio-sanitarie erogate dietro autorizzazione o in convenzione”.
    “L’emergenza sanitaria prevede delle misure che vanno rispettate ma tutto ciò non significa non trovare le giuste e dovute modalità di assistenza e supporto terapeutico per chi non ha voce – conclude la Villani – Non bastano i permessi dal lavoro per chi assiste una persona disabile, servono assistenza specializzata e servizi. Da mamma di un bimbo autistico e da Vicepresidente dell’associazione ricordo alle Istituzioni, Governo e Regione che le parole servono a ben poco. Sono i fatti che contano per cambiare questa triste e amara realtà”.