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    Reggio Calabria, Falcomatà: “L’Hospice Via delle Stelle non può chiudere”

    Questa mattina, presso gli uffici della Città Metropolitana, il sindaco Giuseppe Falcomatà ha incontrato Vincenzo Trapani Lombardo, presidente della Fondazione “Hospice Via delle Stelle”.

    Nel corso del confronto, l’inquilino di Palazzo Alvaro ha avuto modo di raccogliere tutte le preoccupazioni rispetto alla fase, quanto mai delicata, della più importante struttura territoriale per le cure palliative nei malati terminali.

    «L’Hospice – ha spiegato Falcomatà – sta probabilmente attraversando il momento più critico della sua esistenza. Nonostante, a dicembre, abbia incassato un’importante tranche del credito vantato con la Regione, adesso si è aperta un’altra partita fondamentale giocata sul terreno della compensazione debiti-crediti fra la realtà sanitaria e la Cittadella di Catanzaro. Anche se potrebbe apparire superfluo rimarcarne l’importanza, è quanto mai obbligatorio tornare a sottolineare la grandezza e la rilevanza etica, sociale, medica ed umana del lavoro svolto dal personale e dai volontari dell’Hospice. Quindi, è bene che si trovi, al più presto, una soluzione ad un problema che rischia seriamente di minare la continuità di uno dei luoghi del cuore e dell’anima della nostra città».

     

    «In questi mesi così complicati – ha aggiunto Falcomatà – le difficoltà per l’Hospice si sono acutizzate. Da qui a breve, dunque, potrebbe definitivamente chiudere i battenti qualcosa che è francamente unico in tutto il contesto metropolitano e, probabilmente, persino regionale. Non possiamo permetterlo. E’ dovere di ognuno di noi, allora, mettere in campo ogni iniziativa possibile affinché non si spenga l’ultima fiammella di speranza. Chi di competenza, fra le stanze della Regione Calabria, non perda mai di vista ciò che rappresenta l’Hospice per Reggio e per tutte le famiglie che, da lì, hanno accompagnato i propri cari ad una miglior vita. Soprattutto, consideri il talento, la professionalità e l’amore che animano medici, operatori e volontari che interpretano il loro agire come una vera e propria missione».

     

    «L’auspicio – ha concluso il sindaco – è che prevalgano, ma ne sono sicuro, buon senso e comprensione nell’affrontare una questione che vede al centro l’uomo, il saper essere umani e la necessità di dare stabilità ad una realtà formidabile e indispensabile per ognuno di noi».