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    Reggio Calabria, Cannizzaro (Fi) propone il ritorno alle circoscrizioni

    L’on. Francesco Cannizzaro (Forza Italia) ha depositato alla Camera una proposta di legge che chiede l’istituzione nel Comune di Reggio Calabria delle circoscrizioni: Reggio, infatti, è l’unica città Metropolitana d’Italia che non ha più le circoscrizioni poichè con meno di 250 mila abitanti, limite di popolazione che prevede l’utilizzo di questo strumento. Cannizzaro chiede che vengano istituite con una pdl che potrebbe diventare presto un emendamento alle iniziative del Governo sugli enti locali, affinchè sia da subito operativa. Si tratta di una riforma in linea anche con le leggi regionali a statuto speciale che consentono a città metropolitane, come Messina e Cagliari, anch’esse inferiori a 250 mila abitanti, di avere le circoscrizioni. Un’iniziativa di grande peso, che è stata sposata dal gruppo parlamentare di Forza Italia anche con la firma del Capogruppo, Mariastella Gelmini, oltre che dei deputati calabresi e del Vice Presidente Nazionale dell’Anci, Roberto Pella, anche lui Deputato di Forza Italia.

    In termini operativi, sarà il Comune di Reggio Calabria a stabilire i termini delle nuove circoscrizioni: quante saranno e in che termini verranno gestite. È fondamentale che sul territorio siano protagonisti i cittadini eletti nelle rispettive circoscrizioni di decentramento comunale per essere costantemente a contatto con la popolazione per affrontare le emergenze e le criticità che insistono nei quartieri della città.

    Il disegno di legge è composto da due articoli. L’articolo 1 novella l’articolo 17, del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, prevedendo che per il comune capoluogo della città metropolitana non sussista il limite di 250.000 abitanti per la costituzione delle circoscrizioni di decentramento. In questo modo, le circoscrizioni torneranno ad essere il vero punto di raccordo tra territori ed amministrazione centrale. L’articolo 2 prevede che i comuni provvedono ad apportare le modifiche necessarie ai rispettivi statuti e regolamenti entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge e, comunque, in tempo utile per le prime elezioni successive alla medesima data di entrata in vigore.

    Nella proposta di legge “CANNIZZARO” si evince che “Le circoscrizioni si configurano come un elemento di straordinaria differenziazione da comune a comune, anche quando ancora si negava agli enti locali qualsiasi forma di autonomia decisionale in merito al proprio assetto fondamentale, e a maggior ragione a seguito del riconoscimento delle autonomie statutaria e regolamentare in capo ad essi, a partire dal 1990. Diverse sono le soluzioni organizzative adottate, come pure diverse sono le funzioni attribuite dalle singole amministrazioni, oscillanti tra attività consultive e compiti di gestione”.

    Sulla città calabrese dello Stretto, il documento recita: “Reggio Calabria è il primo comune della regione Calabria, e presenta una conformazione territoriale peculiare essendo situata alle pendici dell’Aspromonte, al centro del mediterraneo. Il territorio si sviluppa lungo la costa orientale dello stretto di Messina per circa 32 km e da mare a monti planimetricamente per altri 30 km circa le zone di mezza costa, collinari e montuose”.

    “Per una maggiore e più efficiente gestione della città, in considerazione delle sue peculiarità e per il numero degli abitanti, sarebbe senz’altro auspicabile procedere ad una riforma dell’assetto territoriale attraverso le circoscrizioni di decentramento comunale. L’esempio di Reggio Calabria è fondamentale per capire che un intervento in tale direzione si rende necessario anche in quadro più generale proprio perché la soppressione delle circoscrizioni di decentramento comunale, operata dalla legge finanziaria 2010 sopra richiamata, si è rilevata tuttavia una esperienza fallimentare poiché gli enti medesimi sono stati privati di organismi di partecipazione che consentono una gestione amministrativa più efficiente”.

    “La partecipazione è infatti uno dei cardini della vita democratica e le esperienze fin qui maturate hanno dimostrato come le circoscrizioni sono stati banchi di prova di una democrazia diffusa e alimentata dal contributo di tutti. Le circoscrizioni rappresentano una importante “palestra” politica perché si imparano e sperimentano i fondamenti della vita amministrativa prima di passare, eventualmente, al più importante contesto istituzionale del Consiglio comunale”.