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    Reggio Calabria, allarme del Coordinatore del MAP Marcianò: “Il credito illegale potrebbe farsi strada in misura spaventosa”

    La crisi economica generata dalla pandemia potrebbe avere delle conseguenze in ambito sociale drammatiche

        Il ricorso al credito illegale,  si legge in una nota del Coordinatore del Movimento Autonomo Popolare, Pietro Marcianò – la cosiddetta “usura” che ha origini antichissime ed sempre stato l’ultima spiaggia per molti imprenditori, prima di mettere in atto il drammatico gesto del suicidio.

    Pur essendo sempre stata contrastata dalle legge “anti-usura”: n° 108 del 7 marzo 1996 ( in vigore a tutti gli effetti il 3/4/1997), la pratica dell’usura non è mai stata del tutto debellata e ogni anno si registrano migliaia di casi (quelli conosciuti), molti dei quali hanno avuto un epilogo funesto.

    Grave ricaduta sull’economia

    Gli effetti del COVID-19 sull’economia (a dire degli esperti) avranno inizialmente una ricaduta al pari di quella subita nel secondo dopoguerra e non è improbabile che posa durare par alcuni anni, se lo Stato non interviene mettendo in atto misure di sostegno economico e agevolazioni fiscali vantaggiose; soprattutto per settori privati maggiormente colpiti e più a rischio chiusura.

    Al momento non sembra che ci siano concrete e rassicuranti misure economiche statali tali da supportare gli imprenditori e la partite IVA per affrontare la crisi economica causata dal Lock down.

    Per ovvi motivi, coloro i quali non riescono a ottenere abbastanza liquidità in maniera legale, cioè dalle banche; non esiteranno a percorrere la strada del credito illegale, per evitare la chiusura definitiva delle proprie attività. Purtroppo, il tentativo di risolvere i problemi economici usufruendo di crediti illegali non è mai la soluzione ottimale per affrontare la crisi economica della propria azienda.

    I finanziamenti illegali portano sempre i beneficiari a dover corrispondere interessi da ”strozzo”, impossibili da sostenere.

    Piccole e medie imprese le più colpite

    Le piccole e medie industrie e le attività individuali, c.d. partite IVA, sono state le più colpite dal COVID-19 e non sarà certamente facile per queste, riprendere l’attività senza una sostanziosa liquidità che deve necessariamente essere concessa da Istituti di credito legali con la dovuta e necessaria garanzia dello Stato. In modo tale da distrarre gli imprenditori da ogni altra forma di credito che, senza ombra di dubbio, porta soltanto a drammatiche conseguenze, spesso registrate in passato, e non certo per la crisi determinata dal COVID-9 che, inconfutabilmente è la causa della peggiore crisi economica mai registrata dal secondo dopoguerra ad oggi.

    I procacciatori finanziari illegali sono ovunque

    Gli usurai sono ovunque, territorialmente bene organizzati per avvicinare la preda che, spesso, a seguito delle gravi condizioni economiche in cui versa, cade nella trappola dalla quale difficilmente ne verrà fuori. Diventando così sempre più ostaggio degli “strozzini”.

    Oggi più che mai, lo Stato deve intervenire mettendo in campo tutte le possibili energie per contrastare il fenomeno dilagante del credito illegale. Sbarrando la strada sia alla domanda sia all’offerta che in ambedue i casi sono illeciti penali.

    Serve oggi più che mai, da parte dello Stato, un’attenta e capillare azione di controllo volta alla repressione delle organizzazioni criminali che spacciandosi per “benefattori”, tentano di sostituirsi agli Istituti di credito legali e allo Stato, che in questo momento non gode certamente della fiducia degli imprenditori che si trovano in grandi difficoltà a seguito delle restrizioni imposte per la pandemia che, fortunatamente, sembra, dalle notizie divulgate dal virologo Guido Silvestri, sia stata accertata l’efficacia contro il COVID-19 del farmaco antivirale Remdesivir che potrebbe mettere fine alla drammatica situazione sanitaria ed economica dell’itero pianeta.