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    Ospedale di Gioia Tauro (RC), Fp Cgil: “Depotenziamento da parte dell’Asp, dipendenti ‘Giovanni XXIII’ in stato di agitazione”

    “Stiamo assistendo ultimamente, con grande preoccupazione, a comportamenti precisi ed inequivocabili, da parte dei vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, tendenti a ridimensionare, o ancor meglio, a cancellare, l’assistenza ospedaliera nella Piana di Gioia Tauro, colpendo in modo particolare l’ospedale “Giovanni XXIII” di Gioia Tauro”. Lo affermano i segretari della Fp Cgil, Patrizia Giannotta e Vincenzo Callea .

    “La mancata riapertura presso tale presidio della S.C. di Chirurgia Generale: avvenuta malgrado le ingenti risorse economiche spese per l’ammodernamento del reparto; il conseguente trasferimento di tutto il personale ivi operante presso altre strutture; la mancata messa a concorso del posto di direttore della S.C. di Medicina Generale, il tentativo (fortunatamente rientrato) di trasferire in altra sede alcuni medici in servizio presso la cardiologia e, infine, il trasferimento in altra sede del CUP, la dicono lunga – spiegano i sindacalisti – sulle reali intenzioni della direzione strategica di mantenere in vita il “Giovanni XXIII”, malgrado questo, al pari dell’Ospedale “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo, è stato previsto dall’Atto Aziendale dell’ASP (delibera n. 133, del 03/03/2017), come ospedale generale a valenza territoriale (CAPT), prevedendo: una Struttura Complessa di Chirurgia Generale con 20 posti letto: di cui 16 in regime ordinario e 4 in day surgery; una struttura complessa di ortopedia: con 10 posti letto in regime ordinario; una struttura complessa di medicina generale: con 20 posti letto, di cui 15 in regime ordinario e 5 in day Hospital; una Struttura semplice di Cardiologia ambulatoriale; una struttura semplice di Lungodegenza con 15 posti letto; un servizio di radiologia struttura semplice; un servizio di anestesia e rianimazione struttura semplice; oltre al Pronto soccorso struttura semplice con posti in OBI; il tutto validato con Decreto del Commissario ad Acta per il piano di rientro (DCA) n. 57, del 29/03/2017.

    “Come diverse volte manifestato, questa O.S. è fortemente preoccupata, sia per l’impatto sulla salute dei cittadini della Piana di Gioia Tauro che potrebbe avere una eventuale chiusura del Presidio ospedaliero “Giovanni XXIII”, sia per l’impatto che una tale chiusura potrebbe avere nei confronti del personale sanitario ivi operante, per cui, con la presente, questa organizzazione sindacale – dichiara lo stato di agitazione del personale dell’Ospedale “Giovanni XXIII” di Gioia Tauro, preannunciando sin d’ora che, qualora non si avranno serie garanzie sul mantenimento e potenziamento di detto presidio, nei termini di cui all’atto aziendale dell’ASP di Reggio Calabria, attuato con delibera della stessa ASP n. 133, del 03/03/2017, e validato con DCA n. 57, del 29/03/2017, si ricorrerà ad ogni forma di lotta prevista dalla legge per ripristinare il diritto violato. Si richiede, pertanto, l’esperimento della procedura preventiva di conciliazione, con la presenza anche del sindaco di Gioia Tauro, nella sua qualità di Autorità Sanitaria Locale”.