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    La fase 2 a Reggio Calabria vista da maggioranza e opposizione

    di Gianfranco Cordì – Ordine, disciplina, controllo, contenzione, regole, dominio, sottomissione: i filosofi politici (e io ho conosciuto molto bene Remo Bodei) hanno tanti nomi per descrivere quello che succederà dopo il 4 maggio e l’allentamento delle misure (preventive?) che il Governo (e il governo regionale e quello locale, cittadino) hanno messo in atto per il contenimento e la regimentazione del flagello, del contagio, della catastrofe chiamata Covid-19. Vediamo e diamo un’occhiata a quanto è accaduto in questi giorni a Reggio Calabria fra maggioranza e opposizione. Innanzitutto il sindaco: «Potremo tornare a fare visita ai nostri congiunti: parenti ed affetti stabili, in cui rientrano fidanzati e fidanzate». I coordinamenti provinciali di Forza Italia, Fratelli d’Italia, lega e UDC per il Centro-Destra di Reggio Calabria hanno risposto con una nota. In sostanza l’opposizione cittadina afferma che «Il Sindaco di Reggio Calabria sta dimostrando in queste ore tutta la propria schizofrenia rispetto a una situazione emergenziale in cui avrebbe dovuto dimostrare maggior pacatezza e moderazione. Dapprima ha vestito i panni dello sceriffo, firmando ordinanze molto più restrittive per il territorio reggino rispetto ai Dpcm del governo Conte e andando in giro a rimproverare i suoi concittadini che in realtà hanno rispettato le norme con enorme senso di responsabilità. Poi, dopo che Reggio Calabria è stata la prima Provincia d’Italia, il 15 Aprile, a raggiungere il “contagio zero”, si è opposto all’ordinanza della Regione che consentiva dal 30 Aprile, quindi in piena sicurezza, alcune libertà come il passeggio all’aria aperta, la pesca individuale e il permesso per i pescatori di manutenere le loro imbarcazioni, la possibilità per bar e pizzerie di servire i clienti nei tavoli all’aperto. Contemporaneamente, però, ha fatto disperati appelli affinchè si aprissero le porte della Regione ai nostri concittadini fuori sede rimasti bloccati nel focolaio del Nord Italia, e stamattina ha detto a parrucchieri ed estetisti che è d’accordo ad anticipare le riaperture che il Governo centrale formato anche dal suo Partito (Partito Democratico) ha previsto dal 1° Giugno, ribadendo però che deve essere il Governo a decidere”. Vediamo di orientarci – come direbbe Francesco De Gregori – in questo «ginepraio»! Se apriamo il «Dizionario dei Sinonimi e dei Contrari» alla voce «Ginepraio» troviamo scritto: «casino, garbuglio, guaio, imbroglio, impiccio, pasticcio». Il sindaco di Reggio Calabria, in una diretta facebook, ha aggiunto: « Dal 4 maggio riaprono parchi, ville e giardini pubblici. Poi vedremo come lo faranno. In questi mesi ci siamo attrezzati, abbiamo fatto le manutenzioni ed anche negli ultimi giorni abbiamo ripreso affinché i nostri spazi riaprano nel migliore modo possibile”. Il centro-destra risponde: «
    “Se davvero Falcomatà è d’accordo a riaprire qualcosa, con tutte le cautele del caso, avrebbe potuto evitare di opporsi all’ordinanza della Regione: anche Reggio, come la vicina Villa San Giovanni, o come Cosenza e Tropea, avrebbe potuto iniziare gradualmente a ripartire
    ». Ecco il punto. Si tratta di divincolarsi e atteggiarsi dentro un ginepraio (un casino) nel quale sono previste due linee di pensiero diametralmente opposte: riapertura graduale o riapertura totale. E’ un bel quesito. Ma andiamo avanti! E veniamo a un punto che sta molto a cuore anche a chi scrive. La ripresa delle attività sportive. L’avv. Giuseppe Falcomatà ha proseguito: «Si potranno fare allenamenti per discipline sportive individuali. Tutti gli sportivi professionisti o non professionisti che siano riconosciuti di interesse nazionale potranno re-iniziare ad allenarsi». Il centro-destra risponde al sindaco: «Con le ordinanze n° 33 e 34 del 30 Aprile, molto confuse, non solo ha annullato l’ordinanza regionale, ma ha addirittura vietato le passeggiate dopo il 4 Maggio, quando invece il Dpcm del Governo le consente. E adesso fa la faccia di quello che vuole riaprire con parrucchieri ed estetisti». Ecco il secondo punto: iniziare le attività sportive, le semplici passeggiate, le attività di cura personale del corpo e della sua motricità, le uscire con il cane eccetera, oppure attenersi alle regole del Governo Conte (implementate da Vittorio Colao) è attendere ulteriori chiarimenti legislativi per le singole attività. Ci pare a questo punto di poter dire che a Reggio Calabria (perché stiamo parlando solo della Fase 2 a Reggio Calabria) la «questione» aperta è quella (del tutto politica e non «impolitica» come amerebbe dire Roberto Esposito: cioè la questione se sia giusto o non rispettare le «regole») che ci divide (centro-destra e centro-sinistra) fra un ossequio al «dettato» del Governo Centrale (ed eventualmente del «Governo Regionale») oppure un clima più «rilassato» e «amichevole» di «recupero graduale» della normalità «seguendo norme di buon senso». Una riflessione – come al solito oggettiva e pacata, quella che è propria degli intellettuali e non degli «uomini di parte» – ci tocca farla. La nostra «politica» cittadina è divisa tra buon senso e rispetto delle regole; cioè tra ragione e buon senso: come recita il titolo dell’ultimo libro di Ferruccio De Bortoli, ex direttore del «Corriere della Sera». Ma tra ragione e buon senso c’è, in mezzo, la Realtà. E la Realtà quale’è? Che a tutti ci piace uscire (ragione) e che vogliamo rispettare le regole (buon senso): per cui alla fine non c’è «conflitto» tra maggioranza e opposizione ma solo normale dialettica democratica. In questo «senso» viene da chiedersi: «Che cos’è la Realtà»? Che ci stiamo avvicinando alle elezioni comunali tra ragione e buon senso. Tra Falcomatà e il suo possibile avversario; tra una marea di liste che si stanno formando e tanti volti nuovi che invaderanno il campo. Ci sembra poco? No. La politica non è mai stata ferma; è tornata prepotentemente a dire la sua su questo Covid-19 ma Falcomatà stesso ha detto che numerosi lavori cittadini sono stati portati a compimento nel periodo della quarantena. Il centro-destra ha svolto correttamente la sua opera di opposizione e di contrasto alle iniziative del sindaco. Allora non c’è niente? C’è che con la riapertura del 4 maggio si torna a fare politica attiva, politica bella, politica fra le persone. Si torna non più a guardarsi con una diretta on line ma, viva Dio, ancora una volta negli occhi. Bentornata Realtà fino a un certo punto… Bentornata politica. E come si sa… i centri estetici e i parrucchieri piacciono anche alla destra. Bentornata destra. Bentornata sinistra. I giochi, come si usa dire, sono finiti. Che inizi a ruotare la palllina…