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    Reggio Calabria – Nonna Catuzza taglia il traguardo dei 100 anni ai tempi del coronavirus, dopo aver vissuto Spagnola e Asiatica

    Nonna Caterina ha superato l’influenza Spagnola terminata il 1920, l’Asiatica del 1957, l’influenza di Hong Kong del 1969 e oggi in piena pandemia Covid-19 taglia il traguardo dei 100 anni. In 100 anni Catuzza, cosi la chiamano amorevolmente i parenti ed il personale della Casa di riposo, all’anagrafe Caterina Serra nata a Reggio Calabria il 25 aprile del 1920, di epidemie e pandemie ne ha viste almeno quattro. Oggi dalla casa di riposo dove vive, si gode i suoi 100 anni, sperando che tutto questo pandemonio possa passare in fretta sì da poter abbracciare i suoi adorati figli, nipoti e amici.

    Nonna Caterina non ha potuto fare festa per i suoi 100 anni con gli oltre 50 parenti che volevano venirla a festeggiare all’Opera Antoniana, in quanto in questo periodo è blindata per tutelare tutti i nonnini che vivono all’interno. Ma a fargli spegnere le 100 candeline ci hanno pensato il Personale della casa con il Responsabile della struttura, Domenico Talladira, e il direttore don Graziano, organizzando una festa degna di una Regina. Il regalo più bello che nonna Catuzza ha ricevuto, è stato il collegamento in videoconferenza, come fanno oggi i ragazzi e giovani su zoom, con i 6 figli, 12 nipoti e 13 pronipoti, che al taglio della torta, hanno intonato insieme ai presenti in sala il gioioso canto del “Tanti auguri a te” e al grido “sciuscia sciuscia” Caterina ha spento la sua candelina che ne valeva cento. Commozione da parte dei parenti, consapevoli della ristrettezza operata dai responsabili della struttura, i quali ci dicono con il nodo in gola, che avremmo brindato tutti insieme se avessimo potuto, ma appena sarà possibile, organizzeremo una grande festa. E allora sì che sarà ancora più bello stare tutti insieme”.

    Raggiungere i 100 anni è un dono per pochi e questa meravigliosa storia di vita della nostra Caterina è esempio di forza e di speranza. Nonna Caterina non riusciva a parlare per l’emozione ma diceva sempre e solo “grazie”. Mandava baci ai suoi figli, nipoti e pronipoti guardando lo schermo e con la mano tesa avrebbe voluto accarezzarli tutti.

    Abbiamo terminato il tutto con una bella preghiera e una santa benedizione.

    Grazie Signore per il dono di nonna Catuzza. Benedici e proteggi tutti i nonni e le nonne delle case di riposo e delle RSA duramente provate dal covid-19 e ti preghiamo di sostenere il lavoro di tutti coloro che responsabilmente lavorano in esse. Ave Maria e avanti!!!