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    Presidente Rete Sociale: “Frasi di Feltri vanno contro qualunque idea di unità”

    Di seguito la nota diffusa dal presidente dell’Associazione Rete Sociale – Non sono solito cadere nelle provocazioni di chi è solito usare come mezzi di dialogo e di diffusione delle proprie idee urla e dita puntate, ma oggi in qualità di cittadino di Reggio Calabria e di Presidente di un’associazione socio-culturale, che lavora da sempre con scopi apolitici e di servizio verso il prossimo e la comunità tutta e che professa solidarietà, servizio, pace e rispetto del prossimo, Non accetto più gli sfoghi di figure al quanto dannose per il paese Italia, soprattutto in questi momenti di difficoltà e di unione, come quelli del dott. Feltri.

    Mi unisco perciò alle posizioni prese già da varie figure istituzionali locali e nazionali come la governatrice Santelli e il Sindaco Falcomatà o l’onorevole Cannizzaro, o il Consigliere Metropolitano Quartuccio o il sindaco di Cinquefrondi ecc.; tutte figure distinte e diverse per ideologie, credi e passioni ma che capiscono che tali frasi portate avanti da una figura celebre come il Feltri non fanno altro che alimentare sentimenti dannosi per il Paese e tendono solo ad alimentare stereotipi e dissidi interni, in un momento in cui si necessita sempre di più cooperazione, collaborazione e unità. Credo, però, che questo non sia sufficiente ad esprimere l’indignazione di un Popolo che si sente offeso nella propria dignità ogni qualvolta il direttore di Libero si abbandona a dichiarazioni cariche di odio nei confronti dei cittadini del Sud Italia. Frasi e parole come quelle espresse dal Feltri o anche da altri giornalisti nazionali vanno contro qualunque idea di unità e di cooperazione anche professata dalla nostra Costituzione e stona anche con le parole dette da altri uomini più lungimiranti e ispirati del giornalista in esame, come il governatore Bonaccini per esempio, governatore di una delle regioni più colpite di Italia come l’Emilia Romagna, che citandolo esprime:“Nei momenti più difficili (o drammatici) chi ha responsabilità politiche e istituzionali dovrebbe impiegare il proprio tempo a dare soluzione ai problemi o suggerirne per risolverli, piuttosto che alimentare polemiche. Io la penso così.” Che si rifletta signori su queste parole e si faccia fondamento di riflessione e azione.Si è fatta l’Italia ora si devono fare gli Italiani” ma ad oggi nel 2020 ancora sembra lontana la realizzazione di questo auspicio! Ci si dimentica che dai problemi ci si risolve pensando ai perché strutturali e portando avanti soluzioni e aiuti non con abbandono e classificazioni. Il Sud è terra di miti, storia e storie, terra di ricchezze artistiche, paesaggistiche, culturali e umane; patria di grandi uomini e delle eterne incoerenze a volte, terra di amore e odio, terra di cuore! Abbiamo i nostri problemi, abbiamo le nostre paure, abbiamo i nostri disagi ma questi non sono peculiarità solo nostrane e nemmeno nostre peculiarità, noi siamo altro! Chi ama ed è del sud è altro e al pari di costoro odiano allo stesso modo il sud e l’Italia intera chi non riuscendo a vedere oltre ik proprio naso, approfittando anche di momenti difficili come questi, imputa e sbraita contro di esso insulti e generalizzazione! Maestri, artisti, specialisti, professionisti e grandi uomini sono i veri figli del Sud e non accetto che si dimentichi ciò e si incominci a ragionare per luoghi comuni e campanili! Dita puntate e lingue taglienti per categorizzare e creare stereotipi, miti e dogmi per creare mostri o confermare quelli vecchi, con aggiunta di odio, infamia, a volte insulti e violenza verbale SONO PIÙ DI MODA OGGI CHE MANI CHE LAVORANO ASSIEME, DI TESTE CHE RAGIONANO E POPOLI CHE CAMMINANO CON DIFFERENZE MA VERSO UN UNICO SCOPO! Siamo nel 2020, vogliamo ancora persistere in questo autolesionismo in contesti in cui le persone muoiono di virus e fame, intere famiglie da nord a sud si privano di libertà e lavoro e in cui ci sono Problemi seri da discutere e affrontare anziché arroccarci in torri o fortezze di miti e false certezze. Il virus ci poteva dimostrare che non esistano DIFFERENZE così elevate e distanze così accentuate che questo arrivava per tutti. Ha dimostrato che non esistono muri o confini che tengono, ha dimostrato che ora si doveva e poteva capire che si doveva ragionare da Noi collettivo e non da Io e Voi/Loro! Si incomincia a ragionare, vagliare e a riflettere realmente su dove e come siamo ridotti e sui veri problemi che però solo una VISIONE COMUNITARIA, PONDERATA, RAZIONALE E LUCIDA POTRÀ PORTARE RISULTATI!Non mi stancherò mai di dirlo, per quanto io mi consideri un cittadino del Mondo e abbia viaggiato molto, non dimentico mai da dove vengo, dove sono cresciuta e dove mi sono formata e per chi non lo sapesse sono uno studente fuorisede che vivendo a Bologna, sa che il vero Nord è altro e ha un altro cuore! Concludendo ricordo qualche informazione ai nostri cari amici, per ribadire che il SUD NON E’ UN COLTELLO, MA UN CUORE, condividendo qualche pubblica informazione recente a dimostrazione dell’infondatezza della tesi feltrista:

    -quando la Lombardia era al collasso poche settimane fa, il Meridione (tanto inferiore) ha prontamente risposto all’emergenza, accogliendo i pazienti più gravi provenienti dal Nord presso i propri ospedali, e molti di loro adesso sono ancora vivi anche grazie alle cure che gli sono state prestate al Sud.

    – il Commissario Straordinario Domenico Arcuri è nato a Melito di Porto Salvo (RC);

    -la Dott.ssa Annamaria Malara (la prima a diagnosticare il primo caso di coronavirus all’ospedale di Codogno) ha il padre di Reggio Calabria;

    -Francesca Colavita (una delle tre ricercatrici che per la prima volta in Europa hanno isolato il coronavirus) è del Molise.

    Non male per un popolo di inferiori!