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    Maria, professione cassiera. “Vi prego, non mandate tutto a puttane!”

    Riceviamo e pubblichiamo

    Caro direttore, si parla tanto di riapertura e tutti non vediamo l’ora, so che il mio modesto parere nn conta, ma so solo che tutto sembra fare un passo indietro.
    Sono cassiera da diversi anni in una catena di piccoli pdv della città, quattro in totale.
    Luoghi dove ci si sente una famiglia, perché chi ne è a capo ha sempre messo prima noi dipendenti davanti a tutto, e soprattutto in questo periodo ci guarda con occhi da genitori, fornendoci tutto il necessario x essere più al sicuro possibile, garantendo anche spesa a domicilio x evitare a tanta gente di uscire.
    È vero noi a differenza di altri lavoriamo perché garantiamo i beni di prima necessità le ore sono le stesse ma il lavoro è triplicato di fatica sia fisica che mentale, ma tante volte avremmo preferito stare a casa e salvaguardare di più noi stessi.
    Siamo stanchi, ma tiriamo avanti perché il nostro è un lavoro necessario.
    Non siamo eroi, ma ripeto siamo stanchi, le dichiarazioni degli ultimi tempi di pochi contagi x fortuna e di una prossima apertura sta rovinando tutto lo sforzo fatto finora.
    È dal 9 marzo che chiediamo ai clienti distanza tra loro, distanza da noi, misure di contenimento e di attesa x entrare a fare la spesa, guanti, mascherine, e  finora con un po’ di fatica tutto andava bene.
    Ma ora con l’aspettare la riapertura tutto è peggiorato, siamo tornati ai primi giorni, a chiedere distanza tra loro, di nn stare vicini, di attendere x entrare x non creare assembramento, ma le risposte nn sono quelle dei primi giorni quando la paura del Covid regnava sovrana.
    Ora tutti a non aspettare, a farci sgolare, a farci insistere in un modo che alcune volte sembra imporre e noi siamo persone che ci siamo sempre poste con educazione.
    La maggior parte non ci ascolta e fa come vuole, ci vengono date risposte stupide e con maleducazione come ( basta con sti guanti, basta con sta mascherina, non ho niente che distanza devo tenere), insomma tutto peggio di prima.
    A mio parere le persone si sono adagiate e non hanno capito che tutto si può capovolgere facendoci vivere quello che la nostra città x fortuna finora è riuscita a contenere.
    Io faccio casa-lavoro-lavoro-casa, perché è questo che ci è stato chiesto e questo ci ha aiutato finora.
    Ma ora siamo stanchi noi lavoratori e no chi sta a casa e si lamenta che non può uscire.
    Lo vogliamo e lo gridiamo tutti in coro e con tutto il cuore CONTINUATE A SEGUIRE LE REGOLE NECESSARIE X VOI E X NOI, xké anche noi abbiamo famiglie e vorremmo godere della loro presenza.
    Non mandate tutto a puttane.
    Sperando nell’apertura della mente della gente, le chiedo scusa x le chiacchiere.
    Cordiali saluti
    Maria.