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    Grido di allarme per aeroporto di Reggio, lettera al Prefetto

    Riceviamo e pubblichiamo –

    Egregio Signore,

    Siamo i dipendenti reggini di Alitaliache le scriviamo per informarLa, nella Sua qualità di rappresentante del Governo, del comportamentomesso in atto dai vertici del nostro gruppo, in contrasto con le affermazioni del Primo Ministro.

     

    Mentre, infatti, il Prof. Conte si prodiga a riportare in ambito pubblico Alitalia ed il servizio che la stessa svolge a favore del Paese e mentre lo stesso Presidente del Consiglio  afferma ripetutamente che il Governo lavora per impedire licenziamenti, la direzione di Alitalia manda in CIG la maggior parte del personale dipendente e nasconde la “polpetta avvelenata” a noi dipendenti di Reggio Calabria.

    L’operazione di CIG è infatti più che legittima, stante il blocco operativo conseguenza del corona-virus: è “polpetta avvelenata” per noi dipendenti di Reggio Calabria, perché il nostro è l’unico aeroporto che non sarà più operativo alla ripresa.

    Questa affermazione non è una nostra paura, ma si evince dall’operato dell’azienda.

    Mentre per gli altri scali chiusi ha previsto per i mesi futuri operatività e voli già da oggi in vendita sul sistema delle prenotazioni, rinunzia agli slot di Reggio Calabria ed annulla l’attività sul nostro aeroporto.

    Noi non siamo alla ricerca di pubblicità o di promozioni personali; non intendiamo allargare le schiere dei “quaestuantes” di questo o quel politico né culturalmente potete pensare, se in buona fede, che ci faremo mai condizionare da mafiosi o capipopolo: noi vogliamo riportare il nostro aeroporto a servire Reggio come e meglio di prima.

    Ricordi da parte nostra al Governo che quest’anno ricorre il 50° della rivolta della nostra popolazione contro l’ingiustizia, opera di chi pensava di poter decidere sulla vita degli altri.

    Lettera firmata da alcuni dipendenti che chiedono anonimato