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    Gioia Tauro, Vasta: “Sindaco, serve dialogo con le fasce deboli”

    Il virus del Covid-19 ha posto l’intera umanità di fronte alla necessità di porsi una profonda riflessione.

     

    Alla comparsa di questa grave e inaspettata pandemia sono emerse due realtà apparentemente contrastanti fra loro; il virus, che ha colpito donne e uomini, anziani e bambini appartenenti ad ogni classe sociale e categoria, ha agito come una sorta di “Livella”, ed  ha posto tutti indistintamente  di fronte alla questione della transitorietà e fragilità della vita umana e del rapporto fra uomo e Natura.

     

    L’altro aspetto della realtà emerso a seguito delle necessarie misure di contenimento e distanziamento sociale prese, soprattutto, in un primo momento in cui nessuno, neppure i più eminenti esperti virologi ed immunologi, conosceva nulla di questo virus, di come trattarlo e degli effetti sulla popolazione, ha evidenziato in maniera molto grave le disuguaglianze che, purtroppo, caratterizzano negativamente la nostra società.

     

    Queste disuguaglianze, se la politica non prenderà responsabilmente delle decisioni importanti, con il decorrere del tempo, non potranno che rafforzarsi.

     

    Penso che da questo momento in poi dovremo entrare in una nuova ottica di vita, e cioè che questo virus, ormai entrato nella sfera umana, ci accompagnerà ancora per lungo tempo e che, a causa di questo, occorre essere coraggiosi e non farsi prendere dal panico.

    Ma questo coraggio presuppone un grande senso di responsabilità verso se stessi, ma, soprattutto, verso il prossimo ed i più deboli.

     

    Ieri, ho appreso dai giornali e dai social, della lettera inviata al nostro Sindaco da parte della presidente de “Gli Angeli di Pollicino”, una associazione di famiglie che ha in cura bambini e ragazzi “speciali” affetti da disturbi dello spettro autistico e/o con disabilità intellettivo-relazionali, con la quale chiedeva all’Amministrazione di adottare una serie di “misure assistenziali in grado di sopperire le carenze del momento a copertura della inattività di scuole e centri diurni e a garanzia della tutela della fragilità, con priorità per le famiglie a più intenso carico assistenziale, le cui urgenze, (…) oggi diventano allarme”.

     

    La risposta del nostro Sindaco, secondo me, è stata fin troppo scarna e perentoria. Mentre avrebbe dovuto fornire un atteggiamento di apertura e dialogo verso tutte le associazioni che operano in questo delicato settore e che, sicuramente, lamenteranno le stesse problematiche dell’associazione scrivente.

     

    Comprendo quanto l’Amministrazione, ed in particolare il nostro Sindaco, sentano il peso di questa responsabilità troppo grande se consideriamo l’unicità e la gravità del momento del tutto inaspettato che stiamo vivendo.

     

    Tuttavia vorrei farlo riflettere sulla decisione presa, secondo me, dettata da una particolare ansia di agire e di dare risposte il più adeguate possibili in rapporto alle necessità imposte da questa emergenza sanitaria.

     

    Ma alcune problematiche, secondo me, nonostante il momento molto grave, andrebbero affrontate in maniera collegiale, con la giuste calma e riflessione che talune questioni necessitano.

     

    Spero, pertanto, che il nostro Sindaco, che ha sempre agito da “buon padre di famiglia”, con senso di grande responsabilità, prenda in considerazione le difficoltà troppo grandi che, in questa fase di chiusura totale, stanno gravando sui nostri concittadini più fragili.

     

    Pertanto lo inviterei a considerare, al momento, come sta avvenendo in molte altre città della nostra Provincia e nel resto d’Italia, l’ipotesi di alleggerire il lock down e di concedere a questi nostri amici “speciali” di poter usufruire di permessi di uscita oltre i 200 metri dalle proprie abitazioni, accompagnati da un tutore in possesso di autocertificazione e di potersi recare in spazi aperti adibiti appositamente, tenendo conto di tutte le disposizioni in materia di sicurezza per la salvaguardia della salute, in maniera assolutamente contingentata e regolamentata.

     

    Spero che questo mio invito non finisca inascoltato e trovi l’appoggio della mia Maggioranza e dall’Assessore alle Politiche Sociali.

     

     

     

    Adriana Vasta

    Consigliera Comunale – Capogruppo  “Città Futura”