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    Continua odissea al centro vaccini di Reggio Calabria

    Riceviamo e pubblichiamo – A medici, infermieri, volontari e forze dell’ordine è giustamente e meritoriamente riconosciuta l’abnegazione con cui stanno lottando senza risparmio di energia e di tempo contro la strage che il covid19 sta diffondendo.
    L’ammirazione acquisisce ancora di più valore e nobiltà d’animo perché in molti casi lo fanno pagando un prezzo molto alto anche con la loro stessa vita.
    Non è dunque sufficiente che qualche comportamento miserabile vanifichi tutto ciò.
    Nel sottobosco di questa guerra infatti c è anche chi continua a brillare per abuso di idiozia, di inettitudine, di arroganza e maleducazione. Per esempio chi, ahimè, continua a considerarci numeri e non persone trincerandosi dietro regole fittizie ed eticamente non solo improbabili ma anche prive di buon senso.
    Se non fosse per la tristezza del momento che richiede un briciolo di compassione più del solito, ci sarebbe da ridere, anche se amaramente.
    Sparare sulla sanità regionale, ma anche locale, e sulla sua organizzazione è come sparare sulla croce rossa. Non ci dobbiamo meravigliare quindi, come purtroppo ho dovuto sperimentare sulla mia pelle per un intera settimana, se continuiamo ad assistere ad interminabili code che iniziano inesorabilmente alle sei del mattino per conquistare il famigerato numerino che ci consente per esempio di poter somministrare ai nostri bambini i vaccini obbligatori.
    E’ quello che ho vissuto giorno nove aprile c.a., al centro vaccini di Reggio Calabria sito in Traversa XI Sbarre centrali n.10.
    Alle 9:30 del mattino arrivata per somministrare il vaccino a mio figlio, mi hanno rispedita a casa (discutibili le modalità poco garbate) comunicandomi di tornare il giorno dopo nella speranza di prendere il trentesimo numero. Altrimenti ritornare il giorno dopo ancora e così via. La mia vicinanza a chi è da solo con figli piccoli a carico. La prenotazione, solo per dieci persone, è consentita per i soli vaccini a pagamento. È altrettanto discutibile la regola che vige, sempre al centro vaccini di Reggio Calabria, nei casi di normalità e non di emergenza. Erogano a propria discrezione, giornalmente numeri che variano da 70 a 80.
    Sarebbe stato sufficiente predisporre, come per altro avviene nella stragrande maggioranza delle asl e non in situazioni di emergenza come oggi, ma nella normalità, un servizio di prenotazione telefonica, evitando tra l’altro il rischio di assembramento e permettendoci perché no un paio di ore di riposo in più.
    Ci hanno sempre detto e ne sono convinta che chi non trae insegnamento dai propri errori è destinato alla reiterazione degli stessi e in questo senso la nostra sanità è campione indiscusso.
    L’auspicio è quello che, terminata questa infelice fase, questa pletora di incapaci scompaia. Ma per il momento è solo un miraggio perché la storia ci ha anche insegnato che il nostro più acerrimo nemico siamo noi stessi perché siamo un popolo indolente e senza memoria.

    A.R. Una mamma amareggiata