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    Cna Reggio Calabria: “Protrarsi emergenza covid-19 fa crescere la preoccupazione nelle piccole imprese reggine”

    Il protrarsi dell’emergenza Covid-19 fa crescere la preoccupazione e il  disorientamento nell’artigianato e nelle piccole imprese reggine, soprattutto, rispetto a questioni che riguardano la mancanza di liquidità e i tempi per la ripartenza delle attività.

    Per quanto riguarda il primo aspetto il crollo dei fatturati sta trascinando le imprese in una situazione di grave crisi finanziaria che blocca i pagamenti delle fatture dei fornitori, causa l’impossibilità di corrispondere i salari e di pagare eventuali affitti. Le misure di sostegno alla liquidità disposte nel Decreto Cura Italia non sono sufficienti a far fronte alla crisi di liquidità in cui versa il settore dell’artigianato. Si consideri che, anche ad attività chiusa, le spese (utenze, affitti, rate per forniture, ammortamenti) variano da circa 2.000 euro al mese per le imprese più piccole fino ad arrivare a 6.000 euro al mese per le imprese più strutturate. A fronte di tutto ciò le misure di sostegno non solo sono inadeguate ma tardano ad arrivare alle imprese. Le banche ancora una volta continuano ad esercitare la valutazione del merito creditizio anche per le richieste inferiori a 25.000 euro dettando le condizioni applicabili e la durata del finanziamento. In molti casi gli istituti di credito, avendo avuto le mani libere dal Decreto Liquidità, riescono anche a sostituire posizione già in essere con crediti totalmente garantiti dallo Stato e senza concedere credito aggiuntivo. Garantire abbondante liquidità alle imprese in difficoltà rappresenta una misura necessaria e urgente, poiché la scarsa patrimonializzazione delle stesse porterebbe alla chiusura di migliaia di attività. È necessario mettere immediatamente a disposizione delle imprese nuovo credito senza burocrazia, senza procedure valutative, a zero interesse e portando a dieci anni il periodo di restituzione del finanziamento.

    Sull’altro tema che riguarda la riapertura delle attività è quanto mai necessario fornire alle imprese la previsione dei tempi del riavvio e la conoscenza delle procedure igienico-sanitarie per contrastare e contenere la diffusione del virus negli ambienti di lavoro. Le linee da seguire e l’organizzazione delle imprese è la questione più sentita dai diversi settori: dalla ristorazione alla pasticceria, dagli affittacamere alle imprese manifatturiere. Con particolare riferimento ai settori dell’acconciatura e dell’estetica, per via dell’elevato rischio di contagio, la cui riapertura delle attività è condizionata da regole stringenti in materia utilizzo di specifici dispositivi di protezione e dell’organizzazione del locale: numero di dipendenti che possono operare e numero di clienti che è possibile ospitare.

    In questo quadro di incertezze, che potrebbero trasformarsi in caos, se si dovessero sommare ai provvedimenti governativi a quelli regionali, le imprese stanno subendo il “pressing” da parte di fornitori che propongono l’acquisto dei più disparati dispositivi. La CNA inoltre denuncia come i settori dell’acconciatura e dell’estetica, in questi giorni, sono colpiti da atti di sciacallaggio e di abusivismo da parte chi svolge l’attività illegalmente a domicilio. La CNA ritiene che oggi più che mai la lotta all’abusivismo è indispensabile per essere vicini alle imprese che hanno sospeso la loro attività.