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    Calabresi all’estero ai tempi del coronavirus: Texas, Stati Uniti d’America

    Loro sono Angela Laganà e Antonino Calabrò, sono di Villa San Giovanni ma dal 2008 vivono in Texas, Usa. Precisamente a Dallas.
    Sono sposati, hanno 2 figli, Eleonora di 14 anni e Domenico di 11 anni, si occupano di Ingegneria Elettronica – Qualità’ nel campo dei semiconduttori (Antonino) e Agente Immobiliare specializzata in Vendite e Investimenti Residenziali (Angela).
    • Come vanno le cose in Texas?
    Prima di dare i numeri del Texas per quanto riguarda il COVID19, penso sia importante dare un po’ di prospettiva su questo Stato Americano:  il Texas e’ il secondo Stato degli USA per estensione. E’ grande più’ del doppio rispetto all’Italia, più’ grande di Francia e Svizzera messi insieme . Ad oggi, 7 Aprile 2020, sono stati riportati 7.276 casi COVID19 in Texas con 140 morti. Nella sola Contea di Dallas ci sono più’ di 1.100 casi positivi al virus. Ma anche qui i dati sono influenzati dalla difficolta’ di essere testati. In pratica, si e’ iniziato con molto ritardo a testare per il COVID19, lo si fa per i pazienti con gravi sintomi, e non sempre. Ci sono molte zone rurali in Texas, dove e’ difficile per le persone raggiungere uno dei pochi punti dedicati al testing.

    Il virus vi ha colti impreparati? 
    Si può’ dire di no, perché essendo noi Italiani, e avendo famiglia in Calabria, ci siamo tenuti in stretto contatto con i nostri Familiari. Abbiamo condiviso le loro paure e siamo fieri e orgogliosi dei nostri concittadini che hanno preferito isolarsi piuttosto che mettere in pericolo se stessi e gli altri.

    Il texani la vivono con paura questa storia? 
    Adesso si, perché’ New York, la città’ più’ dinamica e affollata degli Stati Uniti e’ stata pesantemente  impattata dal virus. I telegiornali nazionali, qui da noi, danno sempre poco spazio alle notizie internazionali, ed e’ per questo che secondo me il pubblico americano era poco preparato a quello che stava succedendo in Cina ed Europa. Inoltre il Presidente Trump ha ripetutamente minimizzato il pericolo, dicendo che era tutto sotto controllo. Anche dopo il 9 Marzo, data in cui l’Italia e’ stata messa in lockdown. Solo l’11 Marzo Trump ha annunciato la sospensione dei viaggi negli USA dall’Europa e comunque la restrizione non e’ stata estesa ai cittadini Americani che rientravano a casa.


    Le vostre giornate come sono organizzate?
    I nostri ragazzi sono a casa dal 9 Marzo, abbiamo scelto noi di tenerli a casa in un momento in cui ancora molti Texani partivano in vacanza in osservanza dello Spring Break-le vacanze di primavera. Letteralmente tutti i miei vicini caricavano la macchina e partivano, soprattutto per New Orleans in Louisiana e la Florida, che ora risultano tra le zone più’ impattate dal virus dopo New York e la California. Per questo riteniamo che i  dati ufficiali qui in Texas non riflettono il reale numero delle infezioni.

    E il lavoro come lo portate avanti? 
    Antonino deve ora più’ che mai continuare a supportare il lavoro in laboratorio visto che le sedi Italiane e Francesi sono state impattate dal lockdown.  Io continuo a lavorare ma faccio molto affidamento alle video consultazioni con i miei clienti. Qualche volta incontro un cliente che vuole vedere una casa, ma adotto gli accorgimenti sia di distanza che di utilizzo di mascherina. Qui da noi non siamo ancora in lockdown. Inoltre insegno via videoconferenza tre classi di Italiano presso la Scuola di Italiano di Dallas.

    Il Texas è uno Stato del sud, la socializzazione è sempre stata abbastanza spinta; cosa è cambiato?
    E’ vero, il Texas e’ uno Stato notoriamente amichevole, noi siamo stati accolti con calore anche perché’ qui amano davvero molto l’Italia. Inoltre e’ uno stato che contrariamente a quanto si pensa, ha una mentalità’ molto aperta perché c’e’ davvero la presenza di tutto il mondo qui. Gente si trasferisce da ogni posto del mondo, specialmente negli ultimi anni. Si può’ dire che nulla e’ cambiato da quel punto di vista. La gente tende ad aiutarsi molto, specialmente nei momenti di difficolta’.

    Pensate che il governo usa abbia sottovalutato la cosa all’inizio? 
    Senza dubbio. Ed era frustrante per noi perché’ vedevamo cosa stava succedendo in Italia. Quello che impedisce un lockdown nazionale e’ proprio la caratteristica – federale- degli USA. Ogni Stato e’ abbastanza indipendente e solo il Governatore può’ decidere sulla limitazione di movimento della popolazione. Il Governatore del Texas ha addirittura lasciato la scelta ai singoli giudici delle Contee di decidere. E quindi la Contea di Dallas si può’ dire che e’ in lockdown mentre la Contea di Denton-che e’ confinante-ha scelto di permettere una lunghissima lista di attività’ – tra cui quella degli agenti immobiliari come me.

    E l’assistenza sanitaria come sta funzionando?
    Si teme anche qui una limitata disponibilità’ di ventilatori e posti letto in terapia intensiva. Le mascherine anche qui scarseggiano e molti se le fanno a casa.

    Quali prospettive ha il Texas, come Stato, per il futuro? 

    Io ritengo molto buone. Teniamo conto che nelle ultime classifiche nazionali, il Texas e’ sempre risultato lo Stato più’ in crescita per popolazione, PIL, business e innovazione. Nelle top ten delle città’ americane più’ a rapida crescita, sono costantemente presenti almeno 4 città in Texas. Inoltre, Frisco e McKinney qui vicino Dallas, sono risultate più  volte le prime due a livello nazionale. Tra le compagnie che hanno la loro sede centrale qui in Texas, ci sono AT&T (telecomunicazioni) , American Airlines (Compagnia aerea) , Dell (Elettronica/Computer) , e Toyota North America (Auto) ha spostato il suo headquarter qui a Dallas dalla California. Anche McKisson (il più  grande distributore di prodotti farmaceutici) si e’ spostato a Irving proprio questo mese. Noi siamo arrivati in Texas nel 2008, in un periodo in cui la crisi finanziaria cominciava a sentirsi a livello nazionale. Il Texas si può’ dire che non ha subito il numero di foreclosures (mancato pagamento dei mutui e ri-possessamento delle case da parte delle banche) perché’ il mercato immobiliare e’ sempre  stato molto stabile qui, la crescita degli immobili e’ costante ma non e’ mai stata in una c.d. “bolla”, come e’ successo in California, New York e Florida. In Texas, sono escluse per legge dalla compravendita quelle clausole che hanno come effetto di a portare il prezzo degli immobili alle stelle. Questo si rivela molto utile per i proprietari di case, che non si ritrovano a dovere pagare un mutuo per una casa che vale molto meno solo perché’ c’e’ una crisi. E le crisi ci sono, periodicamente, ormai questa e’ statistica.