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    Calabresi all’estero ai tempi del coronavirus: Gran Bretagna

    Teresa Mello è una giovane avvocatessa reggina che da anni vive e lavora in Inghilterra.

    Lei è sempre stata, tra l’altro, un’attenta studiosa delle dinamiche socioeconomiche territoriali, insomma un ponte ideale per cercare di comprendere cosa accade fuori dalle nostre frontiere, in questo caso oltre Manica, dunque fuori dalle frontiere europee:

    • Come vanno le cose là sul piano sanitario?

    • Qui, come del resto in tutti i paesi coinvolti dalla pandemia, si sta vivendo un’emergenza che non ha precedenti e purtroppo, nonostante gli sforzi immani da parte di tutto il personale medico sanitario (quasi totalmente sprovvisto di DPI adeguati alla pandemia…), il sistema non riesce a fare fronte alla crescente richiesta di assistenza. A ieri (2 aprile 2020, ultimo dato disponibile su https://www.gov.uk/guidance/coronavirus-covid-19-information-for-the-public#number-of-cases-and-deaths) , i numeri riportati a livello governativo sono i seguenti: su 163,194 testati, 33,718 risultano positivi ed i decessi, di soggetti ospedalizzati, sono 2,921. Il numero dei morti sta salendo a livello esponenziale e la mia sensazione (ma non solo mia…) e’ che, il sistema sanitario, per molti, non stia facendo abbastanza…per non dire nulla…credo ormai siano arrivate anche in Italia le notizie sulla carenza totale di intervento in molti casi…        
    • Quando ha preso coscienza della pandemia il Paese?
    • Seriamente? Da circa 10 giorni.
    • Ma prima iniziativa di Johnson era un atto di leggerezza folle autonomo o rappresentava qualcosa, qualcuno? E a quale “pancia” del Paese parlava?
    • A mio avviso, la prima iniziativa del Premier era perfettamente in linea con lo stile Inglese e difatti non ha sollevato grandi clamori o polemiche. Lui non se l’e’ sentita di imporre sin dall’inizio una chiusura totale del Paese, cio’ avrebbe scatenato una reazione furiosa, non erano ancora preparati ed in pochi erano disposti a prendere la cosa sul serio…Questo lo so per certo perche’ l’ho vissuto in prima persona e posso confermarlo. 
    • Jonson ha aspettato il giusto tempo per farsi’ che la richiesta di lockdown arrivasse in un certo senso “dal popolo”. Questo gli ha permesso di prendere una decisione severissima che ha limitato drasticamente la vita economica e sociale dell’intero paese, senza sollevare troppe polemiche rilevanti.  
    • La struttura sanitaria britannica è di tipo assistenziale? Riesce a garantire tutti i cittadini?
    • Generalmente NHS (National Health Service) garantisce l’assistenza sanitaria a tutti i residenti su suolo britannico (cittadini britannici e non), non e’ un sistema di tipo assicurativo (all’americana per intenderci…). 
    • Non e’ assolutamente adeguata per far fronte al COVID-19, mancano i test kits, posti letto, DPI, personale…tutto. Stanno richiamando medici ed infermieri in pensione…ed il sistema, soprattutto a Londra, e’ al collasso
    • Sul piano economico che conseguenze si prevedono in Gran Bretagna, in un Paese che, tra l’altro, sta anche assorbendo il post-Brexit, appena cominciato?
    • Purtroppo le previsioni non sono delle migliori ovviamente. 
    • Il Governo inglese ha gia’ garantito interventi per circa 350 miliardi di Sterline (in aiuti e sovvenzioni) per ridare “linfa” all’economia ed i primi aiuti stanno arrivando, soprattutto per i lavoratori dipendenti ed i self-employed (conosciuti in Italia come i soggetti “a partita IVA”) per i quali il Governo ha garantito aiuti fino all’80% del salario mensile con un tetto massimo di 2,500 sterline al mese. 
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    • Ma il Britannico si fida dei suoi governanti?
    • Ovviamente anche qui c’e’ chi si fida e chi no…ma di certo, qui i politici sono piu’ diretti…tutto e’ piu’ alla luce del sole ed il Britannico pretende chiarezza…ecco perche’ si sono stupiti poco quando Boris ha annunciato alla Nazione che molte altre famiglie avrebbero perso i loro cari (“Many more families are going to lose loved ones”)…questo ha suscitato scalpore in Italia, ma qui, quanto detto, e’ stato percepito come un semplice dato di fatto!

     

    • All’inizio anche là erano convinti che fosse la solita sceneggiata italiana?

    Qualcuno ha pensato che per gli Italiani fosse una buona scusa per lavorare meno…! Ma posso assicurare che e’ stata la pensata di pochi…in tanti mi hanno chiesto sin dall’inizio come stavano le nostre famiglie e come stavo vivendo la distanza, non passava giorno senza che qualcuno mi chiedesse notizie…

    • Che mondo ne uscirà, sul piano delle relazioni socio-economiche secondo il pensiero dei Sudditi della Corona?

    Nella mia esperienza, confermo che il Britannico e’ un soggetto molto positivo ed ottimista…non si disperano…per ora!

    • Le aziende britanniche quanto stanno risentendo di questa situazione? E l’occupazione?

    Le aziende e l’occupazione stanno risentendo molto del lockdown, tuttavia qui e’ stato piu’ facile organizzare il lavoro da casa perche’ e’ gia’ molto usato.

    Come ho detto prima, il Governo ha gia’ garantito interventi massicci per salvare l’economia e catene di solidarieta’ sociale, molto attive in questo Paese (le famose “Charities”), si stanno gia’ attivando da settimane per supportare le famiglie in difficolta’ facendo loro la spesa, portando dei pasti caldi, fornendo laptop ai figli per l’home schooling…

    Ultima nota: anche qui c’e’ tanta gente che lavora “in nero” e per loro il governo non fara’ sicuramente granche’…

     

    Hai due bimbe, di 6 e 4 anni, tuo marito è italiano. Che Europa, più o meno è politicamente unita, consegneremo ai nostri ragazzi?

     

    Con il clima che viviamo, non e’ possibile prevedere nulla! …l’Europa che viviamo oggi, con tutti i suoi pro e contro, potrebbe non essere piu’ la stessa nel giro di poco…

    Secondo me, ai nostri figli e’ giusto trasmettere quei valori che consentiranno loro di affrontare con lucidita’ e flessibilita’ qualunque situazione dovranno vivere nel prossimo futuro, e soprattutto inculcare loro il valore del rispetto: di se stessi, verso il prossimo e verso cio’ che li circonda.

     
    With kind regards
    Teresa Mello