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    Ad un anno dalla sua scomparsa, Giacomo Battaglia grande esempio di vita e di umanità

    di Grazia Candido – Se ne è andato il primo Aprile di un anno fa, lasciando sgomenta una città, amici, familiari che, sino all’ultimo, si sono aggrappati al filo della speranza, un filo che però, si spezzò proprio il giorno degli scherzi noti come Pesci di Aprile.

    La notizia della sua prematura scomparsa fu un duro colpo che scosse il mondo dello spettacolo, della cultura, della politica, quello civile e religioso perché Giacomo Battaglia nato e cresciuto a Reggio Calabria, era riuscito negli anni a farsi amare e, soprattutto, a fare amare la sua città. Con orgoglio, in ogni sua intervista diceva di essere “un puro sangue reggino”, era fiero delle sue origini, della sua terra, della sua gente.
    Il “gigante” buono, gigante non per l’aspetto fisico ma per la sua grandezza umana e morale, sempre al fianco degli ultimi e dei più bisognosi, ha fatto della sua provenienza geografica il suo punto di forza, ma in modo molto originale: niente autocommiserazione o piagnistei ma solo una grande ironia per sottolineare nei suoi sketch insieme al fratello in arte Gigi Miseferi, la bellezza della sua Calabria, del suo Sud.
    Giacomo raggiunse un successo straordinario con mamma Rai, fu uno dei protagonisti delle stagioni Mediaset del “Bagaglino” di Roma, indimenticabili le sue imitazioni di Bruno Vespa di cui era imitatore ed estimatore o del telecronista sportivo Sandro Ciotti.
    Il pubblico italiano si affezionò subito a quell’irresistibile attore comico dalla straordinaria umanità e sensibilità, il ragazzo della porta accanto che non cadde mai nelle tentazioni della fama ma continuò a studiare, a lavorare sodo per diventare il prezioso interprete delle grandi contraddizioni della nostra società.
    Alternando il registro comico a quello drammatico, Giacomo super tifoso della squadra di calcio, la Reggina, in coppia con l’attore Miseferi, diventò il pupillo di Pier Francesco Pingitore partecipando a grandi show televisivi e teatrali dell’autore televisivo.
    Il suo “must” era “Chi non ride è fuori moda” e sino a che le sue condizioni di salute glielo hanno permesso, ha proseguito la sua attività culturale ed artistica strappando sempre un sorriso alla sua gente perché “un giorno senza il sorriso è un giorno perso”.
    E Giacomo il sorriso non lo perse nemmeno quando a Gennaio del 2018 gli diagnosticarono una terribile malattia per la quale è stato operato e sottoposto a diversi cicli di terapia ma come un leone ha continuato a combattere e ad illuminare i teatri italiani con un’intensa tournèe insieme ai compagni Gigi Miseferi e Pippo Franco.
    A Giugno, però, improvvisamente, fu colpito da un ictus e  un lungo sonno, durato 10 mesi, spense quel dolce sorriso ma non il suo ricordo sempre vivo in chi lo ha amato e lo ama ancora.
    “Trascorso un anno dalla sua scomparsa sentiamo il bisogno di ricordare Giacomo e nel contempo di ringraziare tutti. Ogni giorno da quel primo aprile riceviamo manifestazioni d’affetto, tra aneddoti e racconti, riscopriamo la sua immensa carica di umanità – scrive Angela Battaglia – Questo testimonia il grande vuoto che ha lasciato nel cuore di tutti e ancor di più manifesta il bisogno di conforto di chi lo ha tanto amato. Tutt’Italia, in quest’anno trascorso, ha reso omaggio all’uomo e all’artista, dalle televisioni ai teatri, dai festival al web. Anche noi in questa occasione avremmo voluto celebrarlo nel suo amato teatro cittadino. Abbiamo istituito il “Premio Giacomo Battaglia”, un evento che avrà un richiamo ed un importanza nazionale per quel che riguarda il mondo dello spettacolo e non solo, ma il triste evento di questa pandemia ci ha obbligato a posticipare gli eventi in programma – continua la sorella di Giacomo – Avremmo voluto celebrare la Vita, si perché questo è l’insegnamento più grande che ha lasciato Giacomo. La vita va amata e vissuta, infatti invece di lamentarsi di quanto fosse stata ingiusta con lui, aveva scelto di continuare ad assaporarla con una carica, una forza ed una determinazione straordinaria. Aveva scelto di credere nella magia di questo mondo, pieno di piccoli e grandi misteri ed insieme a lui, noi tutti, siamo riusciti a trovare per il tempo vissuto insieme una felicità autentica”.
    Non sbagliamo a dire che Reggio Calabria e non solo, ha conosciuto realmente la felicità dal rumore che ha fatto andandosene.