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    Villa San Giovanni – La lotta contro il tempo e il freddo di Nuova Solidarietà

    di Grazia Candido – “Non siamo persone speciali né eroi, siamo uomini e donne in prima linea che amano rispondere al bisogno di solidarietà della propria comunità”. Così il presidente Fortunato Scopelliti dell’Associazione socio-culturale di volontariato “Nuova Solidarietà” descrive il quotidiano lavoro svolto dai tantissimi volontari che, anche ieri sera, hanno offerto il loro prezioso contributo agli automobilisti bloccati al piazzale di Villa San Giovanni perché non in regola con il Dpcm sull’emergenza Coronavirus.

    Sotto la pioggia e il freddo, tante famiglie con bimbi hanno atteso per ore sul molo il ripristino della situazione e a placare un po’ la tensione ci hanno pensato gli “angeli” della Caritas, della Croce Rossa e di Nuova Solidarietà fornendo un pasto caldo.
    “Per qualcuno, il nostro intervento di ieri sera è apparso come qualcosa di eccezionale ma per noi è una routine. Siamo riusciti a preparare una cena da asporto offrendo ai nostri fratelli bloccati agli imbarcaderi di Villa, un piatto caldo – afferma il presidente Scopelliti – Abbiamo cucinato in breve tempo, grazie sempre all’aiuto di cittadini che, da anni, donano beni di prima necessità e sostengono la nostra attività solidale, 10 chili di pasta e circa 100 panini con salame e mortadella. Nuova Solidarietà è una organizzazione radicata sul territorio e, quotidianamente, sa gestire le emergenze grazie ad una struttura pronta all’accoglienza per ospitare per qualche notte chi non trova posto per dormire, chi non ha da mangiare, chi ha bisogno di conforto. Non possiamo salvare il mondo ma ci proponiamo di renderlo più vivibile e a misura d’uomo combattendo la solitudine, l’emarginazione, la povertà in tutte le sue forme, il disagio giovanile, il pregiudizio e la ghettizzazione. Per fare questo bisogna essere in tanti e vivere come comunità. Fare volontariato è uno stile di vita che possono fare tutti. Da soli possiamo fare ben poco ma se siamo in tanti sicuramente, possiamo cambiare la vita dei nostri fratelli”.
    Sulla stessa lunghezza d’onda Bruna Mangiola, membro del direttivo Caritas diocesana di Reggio Calabria, una vera forza della natura, anche lei impegnata ieri sera a Villa San Giovanni, che rimarca la “forte rete costituitasi nel tempo con volontari, parrocchie del territorio, Croce Rossa e Banco Alimentare che garantiscono pasti ai più bisognosi”.
    “Prepariamo i pacchi per le famiglie povere, per chi non può uscire da casa e alle mense, e ce ne sono tante in città, la partecipazione è altissima – aggiunge Bruna – E’ una rete meravigliosa, non si fa niente di speciale, noi non ci sottraiamo e aiutiamo i senza dimora e le famiglie bisognose che ci chiamano dalle varie zone di Reggio. Quella di ieri sera è stata una emergenza nell’emergenza che, però, siamo riusciti a contenere grazie a “Nuova Solidarietà” e a “Progetto amico” di Stefano Patti ”.
    Per la volontaria mossa dallo spirito di carità che sia all’Help Center o in un centro d’accoglienza, per strada o al Porto di Reggio o di Villa Sa Giovanni non vi è alcuna differenza: “davanti a me, in quel momento, ci sono persone che hanno bisogno di aiuto e di ascolto”.
    “In questo particolare momento, dobbiamo riflettere e ragionare su cosa siamo, cosa stiamo facendo – continua Bruna – Ora, stiamo tornando all’essenzialità e nell’essenzialità si possono riconoscere i bisogni di tante persone, capire come aiutare l’altro. Periodicamente, i nostri volontari dell’Help Center telefonano alle famiglie per non farli sentire soli ed abbandonati. Molte persone si sono avvicinate alla nostra realtà per aiutarci e mi auguro che non sia l’emozione del momento ma che duri nel tempo perché i bisogni ci sono e ci saranno sempre. Le nostre battaglie continueranno e abbiamo chiesto alle amministrazioni le docce in strada e posti letto per i nostri amici senzatetto. Sembra che qualcosa si stia muovendo e, per fortuna, non siamo soli grazie alla bella rete con la Croce Rossa e il Banco alimentare. Abbiamo fatto una mappatura della gente che si trova in strada e riscontrato più di 60 persone delle quali parecchie hanno trovato una sistemazione – conclude la volontaria – Attualmente, 11 persone non hanno ancora una fissa dimora ma usufruiscono delle mense del Soccorso che serve tutta la zona Sud e Centro e quella di Archi che copre la perifera Sud e Nord”.