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    Reggio Calabria – Emergenza coronavirus, partita dai cittadini raccolta fondi a favore del Gom

    L’emergenza coronavirus impone sforzi.   Sono sociali per la popolazione, ma saranno anche e soprattutto economici per il sistema sanitario nazionale.
    Il rischio che l’epidemia possa propagarsi impone agli ospedali di farsi trovare pronti e, per questo, è nata anche a Reggio Calabria una raccolta fondi finalizzata a sostenere il grande ospedale di Metropolitano di Reggio Calabria.
    L’iniziativa ricalca fedelmente quella vista in altre città e, nelle prossime ore, saranno superate anche le ultime criticità burocratiche necessarie a canalizzare la raccolta fondi a favore del nosocomio reggino, come testimonia la lettera inviataci dagli organizzatori dell’iniziativa che ci mettono faccia e nome nello spiegare la situazione.
    Domani tutto sarà ratificato e ufficializzato con una comunicazione a mezzo stampa da parte dell’ente.
    Riceviamo e pubblichiamo:
    Io, Marco Costantino,  e Francesco Gentile abbiamo creato una campagna di donazioni volontarie tramite la piattaforma accreditata GoFundMe. 
    La prima cosa  fatta è stata quella di contattare la direzione sanitaria del GOM in modo da poter canalizzare le somme direttamente su coordinate bancarie dell’ospedale.
    Dopo aver parlato telefonicamente con il direttore sanitario e alcuni dipendenti ci siamo fatti spiegare come effettuare tale richiesta. Abbiamo quindi inoltrato una PEC all’indirizzo protocollo@pec.ospedalerc.it specificando la finalità della raccolta fondi.
    Nella serata di ieri  il GOM ha creato un post sulla pagina Facebook per dire che ancora non eravamo stati autorizzati; a tal proposito ci tengo a sottolineare che l’iniziativa non necessita di alcuna autorizzazione: infatti come cittadino sono libero di lanciare e promuovere tramite mezzi trasparenti ed accreditati una raccolta fondi. Appena ci si è resi conto della portata delle donazioni abbiamo fatto in modo di dare garanzie a tutti i donatori mostrando la PEC a tutti i donatori.
    Aggiungo che iniziative analoghe sono state fatte a Milano, Napoli, Bari, Cremona, Pavia, Cosenza, etc..”.