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    Reggio Bene Comune: ‘Coronavirus ed emergenza rifiuti: servono misure urgenti’

    Di seguito il comunicato di Reggio Bene Comune:

    La fatalità, si sa, vuole che le “disgrazie” non capitino mai da sole; a Reggio, curiosamente, abbiamo da sempre “allineamenti” di emergenze da far invidia finanche alle peggiori previsioni astronomiche.

    Non bastava infatti l’emergenza interminabile dei rifiuti ( ad oggi senza soluzione); è dovuta sopraggiungere anche quella del “coronavirus” in un sistema di servizi sanitari che, a livello locale, è da terzo mondo.

    Mancano addirittura i farmaci per i pazienti di oncologia e vorremmo fronteggiare una ipotetica crisi per coronavirus?

    Avvertiamo in toto ( purtroppo solo adesso) il peso dei decenni di saccheggiamento della sanità pubblica che rimane orfana, a Reggio, delle più elementari forme di garanzie dei diritti del malato.

    La Costituzione, sul nostro territorio, è solo una cartaccia da aggiungere a quelle per strada.

    A dispetto dello stato nazionale di “allerta” proviamo a rispettare le direttive con la fatica e la lentezza tipica ed imbarazzante del nostro sistema istituzionale.

    Qui le cose vanno più lente a prescindere; anche se si rischia la vita.

    Mentre la situazione, nel settore della sanità, è difficile e delicatissima sussiste ancora una incomprensibile ed inaccettabile stasi rispetto all’emergenza-rifiuti divenuta ormai tanto “ordinaria” da non esser registrata più neppure con allarme o preoccupazione.

    Eppure proprio l’ospedale Morelli da anni è circondato da discariche abusive ( cosa più unica che rara in tutta Italia) ! Per non dire lo stesso Riuniti la cui strada di accesso principale ( lato alto parco Caserta) è continuamente sommersa di rifiuti .

    La città è cosparsa di micro e macro-discariche divenute parte del “paesaggio urbano”. Si trovano rifiuti ad ogni angolo “utile”: dalle fermate dei bus alle aiuole del Centro passando per le piazzuole autostradali o le strade buie.

    Una città che ha perso completamente il senso e la misura della dignità e giustifica a se stessa uno stato di pauroso ed inammissibile degrado.

    Abbiamo chiesto da mesi, ormai, un incontro a Sindaco ed Assessore all’Ambiente per proporre un modello di gestione dei rifiuti che superasse l’emergenza e facesse diventare virtuosa anche la quotidianità.

    Ad oggi non solo non è arrivata alcuna risposta alla nostra istanza ma apprendiamo che il Comune ha già partorito il nuovo Bando per l’affidamento del servizio per ben 9 mesi ancora (il passaggio di consegna a Castore a inizio anno era solo una barzelletta dunque)!

    In tutto ciò non vi è traccia alcuna, in questo nuovo bando, di provvedimenti che trasformino l’attuale sistema già rivelatosi abbondantemente fallimentare: perseverare è diabolico.

    Il Comune ha tenuto la città per 5 anni sotto lo scacco di un contratto che istituzionalizza una sorta di “danno” nei confronti dell’Ente e dei cittadini stessi: i materiali della differenziata vengono ceduti ad Avr rinunciando, dunque, ai proventi della vendita degli stessi.

    A fronte di questo dettaglio non vi è stato mai un significativo e progressivo scorporo di tali somme da quelle dovute per il servizio ed anche nel nuovo bando si parla di circa 17 mln di euro di appalto per soli 9 mesi.

    In pratica per anni siamo stati trasformati in “operai-raccoglitori” di materiali preziosi per conto di interessi privati senza trarne alcun beneficio.

    Non solo; il cittadino deve pure pagare per “lavorare” e procurare un profitto a privati!

    In pratica Palazzo San Giorgio continua a fare finta di soluzioni e modelli virtuosi, convenienti economicamente ed ecologicamente, che stravolgerebbero in poco tempo l’intero sistema-rifiuti offrendo opportunità economiche a tutta la cittadinanza.

    Chiediamo dunque al Prefetto ed alle Autorità preposte di verificare quali siano le ragioni per cui si protragga irrazionalmente, ed ai limiti stessi di ogni logica economico-amministrativa, una politica suicida e dannosa che reitera uno stato di disagio insostenibile per tutta la popolazione.

    Chiediamo che vengano analizzati i bandi, i contratti di servizio e la loro attuazione per evincere le motivazioni oggettive di anomalie così eclatanti che perdurano nel tempo a fronte di palesi, gravi e reiterate omissioni nei servizi oltre che di scelte amministrative contraddittorie e contrastanti anche rispetto alle direttive finanziarie del pre-dissesto.

    L’emergenza rifiuti ora diventa problema serio di carattere sanitario e il Sindaco ( in qualità di garante della salute dei cittadini) non può, per legge, non adottare gli opportuni e radicali provvedimenti in termini risolutivi.

    Immaginate un’emergenza coronavirus a Ciccarello, ad Arghillà o al rione Marconi? Quali condizioni serie di sanificazione del territorio sono state, ad oggi, adottate? Quali le contromisure rispetto ai criminali che continuano a smaltire per strada illecitamente rifiuti di ogni genere? Perché il Comune non concretizza soluzioni ampiamente suggerite?

    Forse la risposta è molto più semplice di quanto non sembri: non esiste la volontà politica.

    In tal caso questa accertata incapacità (nonché inadeguatezza ed ignavia) corrisponde di fatto ad un gesto criminale nei confronti di migliaia di cittadini.

    Il tempo dei proclami, della propaganda e delle narrazioni fantastiche lascia spazio ad una realtà che ci fa balzare ai primi posti delle classifiche al “contrario”.

    Ancora una volta Reggio è fanalino di coda nel garantire i servizi essenziali previsti dalla nostra Costituzione.

    Sopravviveremo al coronavirus, verosimilmente, ma non alla malapolitica.