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    Covid-19, bimbi autistici sempre più soli. La lettera di una mamma al premier Conte: “Ci sostenga per correre insieme”

    di Grazia Candido – Alla mamma di Matteo non resta altro che scrivere, inviare lettere e continuare da casa, la battaglia per il suo bambino affetto da sindrome di Asperger e se da un lato accetta le urla di un figlio che, disperatamente, chiede a modo suo un aiuto, dall’altro sopporta il silenzio assordante delle istituzioni che, ancora una volta, l’hanno lasciata sola.

    Sono 25 giorni che il piccolo Matteo, come tanti altri suoi coetanei, per l’emergenza Covid-19, non va più a scuola né fa le sue terapie e in questa dovuta “reclusione”, il suo stato di salute fisico ed emotivo sta iniziando a cedere. Mamma Angela con il cuore in frantumi, dopo gli accorati appelli agli amministratori locali, scomoda il premier Giuseppe Conte perché la situazione per il suo piccolo sta precipitando e al Presidente del Consiglio prova a spiegare cosa significhi realmente convivere con chi è affetto da autismo.
    Carissimo Presidente, mi chiamo Angela Villani, vivo a Reggio Calabria e sono una caregiver, ossia una madre H24 di un bimbo di 6 anni affetto da autismo di terzo livello. Ho desiderato Matteo con tutto il mio cuore e l’ho amato dal primo momento che l’ho stretto al mio petto e continuo ad amarlo follemente nonostante abbia reso il mio compito di madre incredibilmente difficile. Il giorno in cui gli è stato diagnosticato l’autismo, ho pianto notte e giorno perché non riuscivo ad immaginare come sarebbe stata la nostra vita. Ero sopraffatta dal dolore per quel bambino che, così piccolo, era stato messo già ad una dura prova che gli precludeva l’opportunità di amare, vivere ed imparare. Ed io, caro Presidente, mi sentivo completamente responsabile. Nel mare di incertezze e timori, sono riuscita col tempo, a trovare un barlume di speranza e ad iniziare la battaglia per i diritti di mio figlio perché Matteo ha diritto di vivere dignitosamente e in una società che lo ami e non lo isoli. Sono stati anni duri, ce ne saranno tanti altri ancora, e la girandola di specialisti, esami, ricoveri per valutazione, ci ha trascinato verso un abisso di preoccupazione ed angoscia. In queste settimane, la parola “isolamento” riecheggia nelle nostre vite e sovrasta questa Primavera d’anno bisestile, ma Matteo l’isolamento lo conosce da quando è nato. Il “mostro” dell’autismo infatti, lo costringe a vivere nel suo silenzio, in quel buio che non trova una luce, in quell’isolamento che limita la sua libertà individuale e tra gli sguardi insensibili di chi non vede le persone affette da questa subdola sindrome. Ma oggi, grazie alle terapie, Matteo mi guarda, non parla ma mi sorride, mi bacia, mi abbraccia mostrandomi il suo amore. Io voglio dare a mio figlio una normalità, una stabilità psico-fisica perché Matteo non è un bimbo diverso ma speciale – continua la mamma – Qualche giorno fa, ha annunciato a tutti gli italiani il trasferimento di 4,3 miliardi di euro ai Comuni e a questi ha aggiunto la somma di altri 400 milioni destinati esclusivamente ad aiutare quei cittadini che, in questi giorni di emergenza, non hanno soldi per fare la spesa. Tutto ciò però, è offensivo e alimenta le aspettative di chi, accanto all’emergenza Coronavirus, sta vivendo quella economica perchè 400 milioni possono bastare soltanto fino alla prima metà di Aprile e bisogna pensare invece ai mesi che verranno. In Calabria e non solo, non vengono erogati servizi per soggetti autistici, le terapie sono a spese delle famiglie e, naturalmente, anche in questa situazione, noi autistici non siamo neanche considerati e l’attuale condizione di “restrizione domiciliare”, giustificata ed osservata con prudenza da tutti noi, ha arrecato molteplici problemi ai nostri fragili figli. Molti genitori del Sud, come me,  per poter assistere  i propri bimbi con deficit non possono lavorare e in questa nostra meravigliosa terra oltre alla carenza di posti di lavoro mancano le strutture adatte dove poter curare determinate patologie e i diritti delle persone disabili sono una vera utopia. In Calabria, ci sono tantissime persone oneste con una dignità e, nonostante i pregiudizi, lavorano spesso per un misero stipendio, per assicurare ai propri figli una vita discreta, un futuro diverso, migliore. Il mio, caro Presidente, non è uno sfogo, ma una concreta richiesta a guardare le primarie esigenze delle famiglie, a garantire i prodotti di prima necessità e, soprattutto, a permetterci di aiutare i nostri figli. Stiamo rispettando le norme e le restrizioni, come il Governo italiano ha stabilito, per salvaguardare la nostra salute e quella degli altri, ma in tutto questo restano le necessità. Presidente Conte in tutti i suoi discorsi, ha sempre ripetuto che lo “Stato italiano non lascia nessun cittadino da solo” ma noi siamo realmente soli nel concreto – conclude la mamma – I nostri bimbi autistici non sono ascoltati, aiutati, sono soli e questo non possiamo permetterlo, né accettarlo. Le parole servono a poco, la dignità dell’essere umano va preservata e rispettata. Matteo, Giovanni, Maria, Giulia e tanti altri non sono invisibili. Mi auguro che Lei prenda in considerazione la delicata situazione dei nostri bambini, del Sud, perché potrebbe degenerare e arrivare ad un punto di non ritorno. Il mondo ha bisogno anche degli autistici, nonostante non sia ancora pronto a valorizzarli. Sono certa però, che qualcosa stia cambiando e spero che quando passerà questa emergenza sanitaria, ci sia un posto nel mondo anche per il mio Matteo e che gli venga riconosciuto il suo valore. Come ha detto Lei: “Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con più calore e per correre insieme più veloci domani”. Corriamo insieme Presidente, ci sostenga in questa difficile ma fattibile corsa con i nostri bambini”.
    Anche la speranza può prendersi a volte un po’ di riposo ma poi, quando meno te lo aspetti, ritorna a bussare alla porta della vita e il rumore che fa è talmente forte che non può rimanere inascoltato.