• Home / CALABRIA / Coronavirus – Le richieste degli infermieri calabresi

    Coronavirus – Le richieste degli infermieri calabresi

    Il sindacato delle professioni infermieristiche scrive al presidente della Regione Calabria Jole Santelli e al Commissario dott. Saverio Cotticelli.
    Di seguito la nota diffusa:

    Gentilissimi,

    con la presente, la scrivente Organizzazione Sindacale intende condividere con voi le nostre preoccupazioni sulla situazione dei lavoratori del servizio pubblico, in primis, nella gestione dell’emergenza COVID-19.

    Ci rendiamo disponibili a discutere, al più presto, su come la Commissione Straordinaria possa affrontare e risolvere efficacemente cinque questioni cruciali:

    • garantire la piena e tempestiva disponibilità dei dispositivi di protezione individuale;
    • rafforzare il coordinamento e l’applicazione uniforme dei protocolli di sicurezza e delle linee guida sanitarie;
    • affrontare la carenza di personale sanitario;
    • affrontare i fattori critici relativi alla salute e al benessere del personale medico;
    • rafforzare il coordinamento e la comunicazione tra Asp Rc e Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli”.

    Gli operatori sanitari sono particolarmente vulnerabili per diversi motivi: in primo luogo, il Coronavirus altamente contagioso e gli operatori sanitari sono esposti a un numero maggiore di particelle virali rispetto al pubblico; in secondo luogo, i problemi si aggravano a causa della carenza di personale e della scarsità di forniture con l’aumento del grande afflusso di pazienti. In terzo luogo, una combinazione di stress associato a lunghe ore di lavoro rendono il sistema immunitario degli operatori sanitari più vulnerabile del normale.

    Proponiamo che la Commissione Straordinaria prenda in considerazione i seguenti elementi,sostenendo nel contempo i governi per assicurare un forte livello generale di preparazione per questa e per le future crisisanitarie:

    • garantire la piena e tempestiva disponibilità dei dispositivi di protezione individuale (DPI): il rispetto degli standard di utilizzo dei DPI è importante per la prevenzione delle malattie. I nostri iscritti, stanno segnalando la carenza di DPI. Per questo motivo è imperativo includere nella Direttiva sui Dispositivi di Protezione Individuale 89/686/CEE meccanismi di emergenza in caso di emergenza per garantire la fornitura e la disponibilità immediata di tali dispositivi per gli ospedali e il personale sanitario.
    • rafforzare il coordinamento e l’applicazione uniforme dei protocolli di sicurezza e delle linee guida sanitarie: abbiamo riscontrato l’applicazione di protocolli diversi tra i vari ospedali e regioni dello stesso Paese;ad attualmente esistono protocolli diversitra le due Aziende Sanitarie (ASP Rc e G.O.M), ma particolari differenze risaltano addirittura all’interno della stessa Asp Rc (vedi Spoke Locri, Spoke Polistena, P.O Melito Porto Salvo ecc…). Questo crea potenzialmente delle lacune nelle infrastrutture di sicurezza necessarie per proteggere il personale coinvolto nella crisi. Riteniamo, inoltre essenziale che le due Aziende Sanitarie applichino ulteriormente le linee guida sulla sicurezza e la salute sul lavoro nella loro Integrated Situation Awareness and Analysis (ISAA), a partire dalle strategie di prevenzione e controllo delle infezioni per proteggere gli operatori sanitari.Per tale motivo chiediamo, ai sensi dell’art 32, comma3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica, le seguenti misure allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del Virus COVID-19 le seguenti iniziative:
    • la limitazione dell’accesso dei visitatori alle aree di degenza, da parte delle direzioni sanitarie ospedaliere;
    • la rigorosa limitazione dell’accesso dei visitatori agli ospiti nelle residenze sanitarie assistenziali per i non autosufficienti;
    • l’obbligo con effetto immediato, che tutti gli operatori sanitari in servizio presso i luoghi di lavoro di tutto il territorio ASP Rc , indossino idonea mascherina (FFP3-FFP2) durante l’espletamento delle attività lavorative;
    • la rimodulazione delle attività ambulatoriale come segue: chiudere le prestazioni ambulatoriali garantendo esclusivamente le classi di priorità “U” (prestazioni da erogare entro 72 ore).
    • affrontare la carenza di personale sanitario: non possiamo evitare di notare, ancora una volta, come la nostra capacità di rispondere a questa emergenza sia messa a dura prova da gravi carenze di personale sanitario, soprattutto, per quei servizi che rappresentano la prima linea di difesa contro qualsiasi epidemia o pandemia (ad es. i servizi di pronto soccorso, i servizi di ambulanza).
    • affrontare i fattori critici legati alla salute e al benessere degli operatori sanitari, tra cui la gestione dello stress e la stanchezza: Come sottolinea l’OMS, la stanchezza e lo stress psicosociale sono tra i rischi più comuni per la sicurezza e la salute nelle emergenze. Le sue raccomandazioni per ridurre la fatica includono l’implementazione di politiche sull’orario di lavoro, la durata e la rotazione dei turni e dei periodi di riposo, oltre a misure preventive per prevenire la fatica che prevedono la delega di responsabilità, servizi di supporto e piani di emergenza.
    • rafforzare il coordinamento e la comunicazione tra le due Aziende Sanitarie.

    Riteniamo opportuno, porre alla Vs/ attenzione,la corretta applicazione delleseguenti procedure operative:

    Istituzione del PRE-TRIAGE.

    • In prossimità di ciascun PS aziendale è stata allestita una tenda da parte della Protezione Civile Regionale.
      La tenda ha funzione di pre-triage. Tutti i pazienti che arriveranno con i propri mezzi al PS saranno indirizzati presso la tenda saranno sottoposti al rilievo della temperatura frontale e a valutazione anamnestica secondo le indicazioni della circolare ministeriale prot. 0005443- 22022020 senza escludere la possibilità di contagio locale. Il personale sanitario presente h 24nella tenda è dotato degli opportuni DPI. Il paziente con rilievo febbrile e anamnesi clinico- epidemiologica positiva viene indirizzato verso il percorso protetto senza contatti all’interno del PS o locali ospedalieri appositamente individuati. Tutti gli altri pazienti vengono indirizzati presso il triage normale di PS.
    • I pazienti che giungono con mezzi di soccorso 118 o altri mezzi di soccorso sono sottoposti alle medesime valutazione all’interno della camera calda prima di sbarcare il paziente dall’ambulanza, in caso di sospetto vengono presi in carico da operatori sanitari dotati di appositi DPI.
    • Affissione della cartellonistica informativa sia nella tenda sia nelle sale d’attesa in lingua italiana, inglese e in cinese.

    TERAPIA INTENSIVA.

    Qualora il paziente presenti indicazioni al ricovero in ambiente intensivo verrà trasferito nella camera di isolamento della Terapia Intensiva dell’ospedale accettante. A questo punto risulterebbe necessariola riapertura di strutture sanitarie già trasformate per altre finalità o dismesse (es. Palmi, Gioia Tauro, Scilla e Siderno) funzionali alle terapie di contenimento del “Virus”, e altresì, diventerebbe prioritario, in una logica di piena uniforme copertura territoriale, rilanciare anche l’utilizzo dell’ospedale di Melito P.S. A tal fine si propone e si richiede l’attivazione di 6 posti letto di terapia intensiva e 4 posti letto di terapia sub-intensiva presso l’Anestesia­Rianimazione dell’Ospedale Territoriale di Melito di P.S. facendo presente, come a voi noto che l’U.O. di Anestesia-Rianimazione è già inserita nei decreti commissariali sulla riorganizzazione della rete ospedaliera della Regione Calabria ed inoltre logisticamente il Presidio è dotato di locali adeguati per l’ubicazione dei posti di T.I. (ex Terapia Intensiva di post-operatoria) e a norma attigui al complesso operatorio. Dunque, il Tiberio Evoli, dispone già di unità operativa e servizi accessori (laboratorio di analisi, radiologia, etc..) a supporto dell’eventuale Terapia Intensiva e del percorso diagnostico terapeutico necessario per i soggetti affetti da COVID-19.

    Fondamentale, sarebbe individuare nei vari distretti (Area della Piana, Area della Locride, Area Metropolitana e dello Stretto, Area Grecanica) i punti dove devono essere ricoverati i pazienti a medio/basso rischio cioè tutti coloro che non possono stare in quarantena a casa ma non necessitano nemmeno di ricovero in infettivologia o nelle Terapie Intensive.

    In conclusione, riteniamo che la crisi COVID-19 ci dia la possibilità di riflettere e di agire per ridurre al livello più basso possibile l’impatto delle epidemie di malattie infettive sugli operatori sanitari e di riflettere sulle strategie per la costruzione di una forza lavoro sanitaria robusta e pienamente attrezzata per rispondere alle crisi sanitarie. I governi, le istituzioni sanitarie e le altre parti interessate dovrebbero sforzarsi di imparare le lezioni delle precedenti epidemie per migliorare la cura degli operatori sanitari e indirizzare le innovazioni verso il personale sanitario. Mentre il virus COVID-19 continua a diffondersi, gli operatori sanitari che stanno dedicando la loro vita ad aiutare gli altri dovrebbero ricevere il sostegno chemeritano.

    Siamo disponibili a incontrare la Commissione Straordinaria per riferire le preoccupazioni dei nostri iscritti e fornire il nostro sostegno agli sforzi in corso per garantire che tutte le misure siano in atto per superare questa e qualsiasi futura epidemia.