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    Asp Reggio cosa ci nasconde? Fuori i dati o intervengano Prefetto e Arcuri

    “In ossequio agli obblighi di corretta e tempestiva informazione che gravano sulle Pubbliche Amministrazioni, l’Asp di Crotone porta a conoscenza della cittadinanza…”
    Comincia così il comunicato quotidiano dell’Azienda sanitaria di Crotone, al pari di quello di centinaia di altri Enti in Italia (Gom reggino compreso).
    Reggio, anche stavolta, fa storia a parte, visto che la sua Asp si è chiusa (lei si, murata dentro) e non comunica all’esterno nessun dato.
    Gli operatori dell’informazione e la gente che volessero capire sono costretti ad operare uno scorporo tra i dati forniti dalla Regione Calabria e quelli del Gom; per sottrazione si arriva a quelli che dovrebbero essere addebitati all’Asp di Reggio Calabria.
    Ma, nel frattempo, non si conosce il numero dei tamponi effettuati (dato decisivo per operare il rapporto con i contagiati al fine di avere la curva e quindi l’andamento del contagio), nè, tantomeno, si conosce cosa stia accadendo in porzioni specifiche di territorio. (Il sito dell’Asp è fermo da cinque giorni).
    A titolo di esempio, ormai tre giorni fa, Jole Santelli ha comunicato che nel territorio di Melito Porto Salvo si erano improvvisamente registrati 24 contagiati, dato altissimo, al punto da renderne necessaria la “chiusura”.
    Da allora, il giorno successivo, si è valutato “a naso”, secondo il principio dello scorporo di cui sopra, poi si sono rincorse le voci che indicavano un’estendersi del contagio nell’area grecanica. Il tutto senza uno straccio di smentita, conferma o dato numerico dall’Asp.
    Ora, non sappiamo se i dirigenti dell’Asp siano rientrati dall’esilio dorato a casa loro nel quale si erano auto-posti, come da denuncia del sindacalista Azzarà, ma questo, francamante, è l’ultimo dei pensieri adesso.
    Fatto è che l’Asp continua a negare alla gente un diritto fondamentale, quello dell’informazione.
    Non sappiamo cosa abbiano da nascondere all’Asp di Reggio, ma qualche preoccupazione sale, in tal senso; fatto è che, mentre, ad esempio, il il dirigente della Protezione civile regionale  si dimette (rectius, annuncia le dimissioni) in meno di 24 ore, il muro dell’Asp reggina sale sempre di più.
    A Reggio siamo abituati ad ogni tipo di schifezze, è vero, ma stavolta la posta in palio è troppo alta per voltarsi dall’altra parte.
    L’intervento del Prefetto di Reggio e/o del Commissario nazionale per l’emergenza Covid, Arcuri, riteniamo sia indifferibile e necessario.

    (gibì)