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    A 4 mesi dalla strage di Quargnento, Reggio chiede l’intitolazione del Viale Europa a Nino Candido

    di Grazia Candido – Ogni giorno che passa, ogni mese che va via, scandisce un insopportabile dolore accentuato dall’inspiegabile domanda “perché mi hanno portato via Nino?”, di una famiglia che, per forze maggiori, va avanti in questa vita oramai “monca” di una parte importante.

    Oggi, sono quattro mesi, dalla strage di Quargnento dove furono uccisi per il crollo di una cascina tre giovani vigili del fuoco, Antonino Candido, Marco Triches e Matteo Gastaldo del Comando di Alessandria, una tragedia che ha scosso l’Italia intera e che ha lasciato sgomenta ed incredula una comunità che non rivedrà più i suoi tre figli, impeccabili ed onesti lavoratori, sempre pronti ad onorare quella divisa per loro “speciale”.
    Il tempo scorre inarrestabilmente, portando via una cosa dopo l’altra, ma non riesce a togliere il ricordo e l’amore per Antonino al quale la città di Reggio Calabria dopo una mobilitazione popolare, ha scelto di intitolare una strada.
    “Nino, un figlio di questa città, esempio di passione per il proprio lavoro e di sacrificio, merita l’intitolazione di un luogo che lo ricordi perché fa parte della storia di questa terra e rientra fra gli esempi positivi da seguire – aveva affermato qualche giorno fa, il primo cittadino Giuseppe Falcomatà – Interpretando il sentire comune di una città che ha chiesto a gran voce che questo uomo sia ricordato per sempre attraverso la dedica di un luogo della nostra Reggio, abbiamo chiesto una deroga alle istituzioni competenti per poter ufficializzare l’intitolazione senza attendere il decorrere dei 10 anni dalla morte che la legge prevede per le intitolazioni toponomastiche”.
    Già dopo un mese dal tragico evento, gli amici di Nino avevano organizzato una raccolta firme registrando migliaia di adesioni perché il giovane pompiere è per tutti un esempio, un simbolo di passione e sacrificio, un punto di riferimento per tanti giovani che, ogni giorno, lottano per realizzare i loro sogni.
    L’Amministrazione comunale ha dato l’avvio all’iter burocratico e adesso, la domanda è al vaglio della Commissione toponomastica per poi passare in Giunta e infine, in Prefettura.
    In questi mesi, i racconti di mamma Marina, papà Angelo e della dolce consorte Elena, i video e le foto di Nino che scorrono sui social postate dalla sorella Ilaria e dagli amici, hanno fatto amare questo giovane pompiere con la passione per i tatuaggi e la musica ad un’Italia intera e non solo: tantissime adesioni sono giunte anche dai Paesi Europei sconvolti da questa tragedia che poteva, doveva essere evitata perché come scrive una firmataria della petizione: “Nino era un figlio, un fratello, un amico di tutti. Nino, Matteo e Marco sono vittime della bieca crudeltà umana e la Giustizia non deve essere clemente con i colpevoli che hanno annientato tre famiglie”.
    E c’è anche chi ci tiene a precisare che “Nino deve rimanere oltre che un ricordo di affetto, una storia da raccontare a chi verrà dopo. Per questo il Viale Europa che porta alla Caserma dei Vigili del Fuoco potrebbe chiamarsi viale Antonino Candido, eroe di questa città, così ogni volta che l’autobotte dei vigili passerà di là sarà come portarsi dietro anche lui”.
    Un modo per sentirlo sempre accanto e per mantenere viva la sua memoria, un piccolo ma importante gesto che potrebbe servire a dare sollievo e conforto quotidiano a chi ha voluto bene a Nino e gliene vorrà per sempre, un pensiero che consentirà ai suoi cari di sopportare questo macigno di dolore e percorrere con questo atto d’amore, la via della malinconia scandita dall’assenza di una persona che non la si può più avere vicino ma che ci cammina ogni giorno nel cuore accarezzandoci l’anima.