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    Treno deragliato a Lodi: Reggio Calabria piange Giuseppe Cicciù. ‘Aveva sempre il sorriso’

    La storia di Giuseppe Cicciù assomiglia a quella di tanti altri reggini che avevano lasciato la loro terra per motivi di lavoro.

    L’epilogo della sua vita è stato tragico. Reggio Calabria piange un altro suo figlio, a poche settimane dalla morte di Nino Candido, pompiere deceduto ad Alessandria per delle esplosioni dolose in un casolare.

    Aveva compiuto 51 anni ad agosto. Era impegnato a livello sindacale, come delegato della Fit Cisl. Da poco aveva avuto una figlia.

    Il segretario lombardo racconta come lavorasse ormai da anni come macchinista ed era stato uno dei primi a condurre treni di alta velocità di ultima generazione.

    “Si faceva notare – rivela Giovanni Abimelech all’Ansa – perché arrivava sempre con il sorriso e ce lo ricordiamo tutti”.

    Si cercano spiegazioni per il treno deragliato a Lodi, su una delle infrastrutture più sicure al mondo.

    Nella foto tratta dal suo profilo Facebook è ritratto con l’attrice Teresa Mannino.