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    Salvini sul cantiere del Palazzo di Giustizia: “Troppi ritardi e costi lievitati: chi ha sbagliato pagherà”

    di Grazia Candido – “Vogliamo ripartire da qui, da questo Palazzo, sede e simbolo della Giustizia. Basta opere incompiute”.
    Il leader della Lega Matteo Salvini da ieri in riva allo Stretto, continua il suo tour e questa mattina come promesso, si è presentato sul cantiere del Palazzo di Giustizia, una delle tante incompiute di Reggio Calabria promettendo che “chi ha sbagliato pagherà”.

    “Vengo da Bagnara dove ho incontrato i pescatori che non vengono messi in condizione di pescare e qua, ci sono avvocati, giudici, lavoratori che non vengono messi in condizione di amministrare la giustizia. Quindici anni, mi sembrano troppi per ultimare i lavori. Ieri, ho incontrato la nuova presidente della Regione, Jole Santelli, e cominceremo a lavorare presto. Non è possibile avere ottanta milioni fermi con una città che aspetta da anni il nuovo tribunale, è evidente che bisogna correre. Ricorsi, controricorsi, appalti, rescissioni, aggiornamento lavori: il problema è che quando i lavori ricominceranno, e spero presto, una struttura che si fa deve essere rivista prima ancora di essere inaugurata”.
    Il leader della Lega aspetta con ansia le nuove amministrative ed è particolarmente fiducioso.
    “A Reggio, ci saranno a breve le elezioni comunali, un’altra inversione di tendenza, un altro cambiamento positivo. Il nostro impegno sia in Regione che in Comune appena arriveremo come Lega, sarà di concludere il primo possibile i lavori del Palazzo di Giustizia e poi, andare a vedere chi ha sbagliato perché i costi sono lievitati e, evidentemente, qualcuno ha sbagliato qualcosa. Per le amministrative, ci sarà la lista della Lega per la prima volta a Reggio Calabria e mi piacerebbe che il candidato sindaco o la candidata sindaco, fossero indicati dal centrodestra compatto. Non scegliamo in base al sesso ma in base alla bravura di una persona e penso che la Lega abbia tante persone su cui poter contare”.
    Poi un passaggio sullo Statuto regionale della Calabria che, secondo Salvini, “andrebbe cambiato perché l’assessore deve fare l’assessore e il consigliere deve fare il consigliere”.
    “Un esempio positivo è nella regione Lombardia dove chi fa l’assessore si sospende da consigliere e di conseguenza, subentra un altro consigliere – continua il numero uno della Lega – Chi è in Giunta deve occuparsi della Giunta e chi è in Consiglio deve occuparsi del Consiglio. Fare tutte e due le cose insieme non mi sembra produttivo. Se uno vuole cambiare lo Statuto lo cambia in fretta. Non c’è ancora la convalida degli eletti quindi, aspettiamo la settimana prossima per sapere chi sono i consiglieri regionali e poi, conto entro breve tempo, che ci sia la squadra. Noi abbiamo le idee chiare però, aspettiamo ovviamente che i tribunali facciano il loro corso, aspettiamo i nomi ufficiali che ancora non ci sono”.
    Nella mattinata, l’ex ministro ha incontrato a Bagnara i pescatori che ha rassicurato ribadendo che “il lavoro è davanti a tutto. Agricoltura, pesca e turismo sono l’oro della Calabria quindi, ci piacerebbe mettere in questi settori l’esperienza che la Lega ha in altre regioni italiane”.
    “Un pescatore mi ha detto che desiderava essere inglese perché le attuali normative rendono impossibile fare questo mestiere. Pertanto, cercheremo di andare in Europa per portare avanti una battaglia, tagliare un po’ di burocrazia e permettere ai pescatori di pescare e agli agricoltori di fare agricoltura perché ci sono regole europee che stanno massacrando la pesca e l’agricoltura. Non vedo l’ora di cominciare, l’importante è iniziare anche sulla sanità – continua Salvini – Qui, c’è un buco da 3 miliardi, c’è un Commissariamento che va avanti da anni, ci sono reparti chiusi e strumenti inutilizzati da troppo tempo quindi, è una sfida che mi appassiona quella della regione Calabria. E ci tornerò spesso”.
    Poi una “bacchettata” all’attuale Governo che “tira a campare nel nome del rinvio, rinvia la tassa sulla plastica, la tassa sullo zucchero, rinvia l’autonomia, rinvia la prescrizione, vogliono cancellare quota cento e i decreti sicurezza. Daremo battaglia perché l’Italia non si può permettere di perdere tempo. Questo è un Governo fondato sul rinvio e sulla paura di andare a casa. Con la libertà dei cittadini non si scherza e sulla giustizia non si può arrivare ad un compromesso – continua Salvini – ma anche, sulle autostrade ci sono investimenti di miliardi di euro fermi perché nessuno ha capito se revocano la concessione. E’ un Governo che rinvia tutto ma noi, già dalla settimana prossima, porteremo in Parlamento idee chiare sul rinnovo delle concessioni delle autostrade, sulla riforma della Giustizia, sulla tassa sulla plastica, sui decreti sicurezza. Diamo la possibilità di confronto alla maggioranza basta che non ci offra altri 38 rinvii. Lo ripeto, questo è un Governo fondato sul rinvio e non è più possibile”.
    Prima di andare via, acclamato da molti cittadini, il leader leghista rassicura di non essere affatto preoccupato sull’eventualità di andare a processo.
    “Settimana prossima, il Senato deciderà. Se mi manderanno, ci vado a testa alta perché ritengo di aver difeso il mio Paese senza nessun timore. Penso che chi sta lavorando contro l’Italia e gli italiani sia qualche ministro di questo Governo che ha riaperto i porti e i portafogli perché aumenterà la spesa per la gestione dell’immigrazione che torna a sbarcare. Non andranno avanti molto: il voto dei calabresi lo ha dimostrato, gli italiani hanno bisogno di risposte, certezze e non di perdite di tempo”.