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    Reggio Calabria – Un Referendum per progettare il futuro della Regione dello Stretto

    di Grazia Candido – Dopo aver riscontrato una forte reazione, sia positiva che negativa, alla proposta di andare nella direzione della costituzione di una Città Metropolitana dello Stretto, i Professori Daniele Castrizio e Tonino Perna, insieme ad alcune associazioni culturali e ambientaliste della città, questa mattina, presso la sala stampa del Museo Archeologico della Magna Grecia di Reggio Calabria, sostenuti dall’avvocato Francesco Zuccarello per il Touring Club RC e dal professore Fabio Cuzzola, hanno spiegato le ragioni del Referendum da indire al più presto, le modalità e gli obiettivi, evitando strumentalizzazioni di parte, perché il futuro della Regione dello Stretto appartiene a tutti i cittadini.

    “Il Referendum, con la raccolta delle firme o vedremo se basta un terzo dei consiglieri comunali per indirlo, è un modo per dare una mano progettuale al territorio e né da parte mia che del professore Perna, c’è la volontà di entrare politicamente in città – spiega il professore Castrizio – Siamo due docenti e, sinceramente, non vedo l’ora di tornare a fare le mie ricerche e togliermi di mezzo ma il problema è che noi dobbiamo cercare di aprire una stagione progettuale su Reggio e si può fare solo, trovando chi ha i nostri stessi problemi per risolverli. Io reggino come i messinesi, ho lo stesso problema dell’aeroporto, non c’è l’ho con quelli di Catanzaro e Cosenza ma non voglio pensare che in questa città, tutti i figli che sono andati via e non possono nemmeno tornare per le vacanze, non abbiamo nemmeno un aereo per rincasare. Da reggino, devo trovare una risposta ai miei problemi ma prima di trovare le risposte, dovremmo cercare le domande perché questa città le domande giuste non se le è mai fatte”.
    Secondo il docente “occorre dare un segno forte e non c’è più bisogno di venderci alla prepotenza delle città egemoni della Calabria perché qui, noi abbiamo già tutto ciò che serve”.
    “Siamo al museo e una campagna pubblicitaria basata su Le Castella o su qualche altra cretinata, non andrà da nessuna parte – tuona Castrizio – Il museo di Reggio Calabria è vendibile a livello mondiale. O noi cominciamo a ragionare per risolvere i problemi mostrando la parte migliore che abbiamo o siamo spacciati. Dobbiamo creare un tavolo progettuale che metta insieme tutti per trovare soluzioni non estemporanee ma stilare un quadro complessivo che tenga presente l’intera nostra area dello Stretto. Da qui, la necessità di chiedere un referendum e non ci faremo strumentalizzare da nessun politico di destra o sinistra. Quando la nostra idea andrà avanti, ci metteremo da parte ma bisogna che la città si esprima”.
    I promotori del referendum esigono chiarezza da parte dei cittadini e lo ribadisce più volte il professore Castrizio quando, rivolgendosi ai presenti, postilla: “Se vi vanno bene così le cose, votate favorevolmente, se non vi sta bene, facciamo le scelte giuste”.
    “L’unione tra Reggio e Messina prima o poi avverrà. La politica è risoluzione dei problemi. La città sta morendo, è senza figli, sta scomparendo sotto i colpi dell’Anas, della Sogas. Spero, ci sia uno scatto di orgoglio da parte dei consiglieri comunali e che chiedano loro questo referendum – conclude Castrizio – Le cose non sono facili: con la burocrazia abbiamo ammazzato l’economia, la cultura e, adesso, pure la politica. Noi dobbiamo vincere tutte le battaglie e non vogliamo mortificare Catanzaro, né farci un altro padrone, Messina, come sostiene qualcuno ma progettare questa nostra Città metropolitana per capire come possiamo vivere, come dobbiamo campare”.
    Il professore Perna sprona a “fare un passo in avanti visto che è mezzo secolo che se ne discute sull’Area dello Stretto” e per questa idea “non vogliamo nessuna primogenitura, né una parte politica che se ne appropri perché questa è una battaglia della città”.
    “Reggio è una città di frontiera che non ha futuro dentro l’attuale assetto istituzionale così come Messina che, prima del terremoto, era la città più importante della Sicilia mentre adesso, è una città marginale rispetto alla Regione così come Reggio lo è rispetto alla Calabria pur vivendo in un’area straordinaria dal punto di vista naturalistico, storico, paesaggistico. L’idea è di avere un giorno, la Regione dello Stretto e vuol dire che Reggio e Messina avranno gli assessorati, la direzione di questa aerea e non ci sarà più questo scandalo dell’aeroporto dello Stretto che è solo di nome senza alcun finanziamento pubblico capace di tirarlo fuori. Noi chiediamo ai cittadini se vogliono andare nella direzione della Città dello Stretto soprattutto, della Regione dello Stretto. La comunità di Messina se si parla di Regione dello Stretto è favorevole perché i messinesi sanno bene che non contano nulla e che l’asse che gestisce la Sicilia è Catania, Trapani e Palermo e loro sono diventati del tutto marginali – continua Perna – Anche Reggio è messa male con un dissesto pesante. Basta convegni, noi vogliamo sentire i cittadini e trovare la nostra centralità”.