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    Reggio Calabria, le idee de “La Strada” contro l’emergenza rifiuti

    Si è svolto mercoledì 26 febbraio presso la sede de La Strada, un importante Nodo Tematico dedicato al tema dei rifiuti, uno dei punti centrali del programma del movimento che sostiene alle prossime elezioni comunali il candidato sindaco Saverio Pazzano.

    L’incontro, svolto in un momento particolare in cui in città e nell’Italia tutta si vive il pieno allarme Corona Virus, è stato inoltre occasione per lanciare, all’attuale amministrazione comunale della città, la proposta di istituire un tavolo permanente informativo sulla situazione nazionale che riguarda tale emergenza.

    E di emergenza si parla anche in merito al sistema dei rifiuti, una delle massime urgenze del territorio reggino. “Rifiuti: problema o risorsa?”, questo il titolo dell’iniziativa, organizzata da La Strada insieme a DemA, per ragionare sulle modalità in cui un’amministrazione comunale possa raggiungere delle condizioni di normalità sul servizio di raccolta dei rifiuti e di pulizia della città. Campo su cui La Strada è già a lavoro da tempo con l’idea di implementare in città una raccolta differenziata agevole, funzionale ed economica. “Un tema che – esordisce Pazzano – non esauriremo con l’incontro di oggi, ma che continueremo ad analizzare su più punti di vista con altri interventi, rappresentando la situazione che più di tutte rende emergenziale la vita a Reggio Calabria, emergenziale per la gestione del porta a porta, per le condizioni igienico-sanitarie con i conseguenti rischi alla salute e per tutto ciò che comporta per i cittadini che ottemperano al pagamento delle tasse e differenziano correttamente i rifiuti, ma che non beneficiano di alcun buon servizio né risparmio economico. La gestione dei rifiuti – sottolinea Pazzano – è avvolta da una grande senso di confusione in città, e sappiamo bene che nella confusione vince sempre l’arbitrarietà, nell’arbitrarietà occorre avere il numero di telefono del consigliere o dell’assessore, e chi ne fa le spese sono sempre i cittadini e, fra i cittadini, gli ultimi dei cittadini”.

    All’incontro, nato per far incontrare esperti e cittadini, sono intervenuti Sasà Albanese, ambientalista, Comitato 11 Giugno, Maurizio Zavaglia, amministratore Comune di Gioiosa Jonica, già assessore all’ambiente e Francesca Panuccio, ambientalista e divulgatrice ambientale.

    Ad analizzare l’introduzione del sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta a Reggio Calabria è Francesca Panuccio. “Ad oggi quello dei rifiuti – esordisce– a Reggio Calabria è un problema per la loro gestione, anche se il rifiuto potrebbe diventare una vera risorsa. Inizialmente in città il porta a porta aveva tantissimi elementi di positività anche perché l’amministrazione comunale aveva fatto rete con le associazioni del territorio. Su alcuni quartieri, come Pellaro e Gallina, dove il senso di comunità è fortemente presente ed era stato fatto un lavoro importante di elaborazione del progetto di porta a porta. Nell’avanzamento verso altre periferie e verso il centro storico la fretta, per completare il porta a porta su cui era stato vinto un bando è stata cattiva consigliera”. E così il servizio è stato esteso, senza le opportune analisi specifiche sui territori, con la convinzione, poi rivelatasi erronea, che il modello che aveva funzionato nei quartieri iniziali avrebbe funzionato anche nel resto della città. Senza contare il problema connesso alla scarsa qualità dei rifiuti prodotti, anche in relazione alla mancanza di un sistema di controllo e vigilanza per sostenere l’operatore Avr.

    Ad affermare che il problema dei rifiuti non riguarda solo Reggio, ma l’intera regione Calabria è Sasà Albanese. “Il primo problema – afferma – è che molti degli impianti che sono stati pensati all’inizio degli anni ’90 non sono stati compiuti, mandando il tilt gli esistenti ed il sistema è collassato”. Ulteriore problema riscontrato è il fatto che un atteggiamento virtuoso nella raccolta dei rifiuti e nella differenziata da parte dei cittadini non si è tradotto in una diminuzione della tassa da pagare. “Immaginare nella regione Calabria – prosegue – tre, quattro impianti per la trasformare e valorizzare qui la plastica, la carta o il vetro si tradurrebbe anche in posti di lavoro e non solo in efficienza”.

    A raccontare il modello di raccolta dei rifiuti applicato nel Comune di Gioiosa Jonica è Maurizio Zavaglia dove – spiega – “dopo aver rimosso tonnellate di rifiuti, in una situazione d’emergenza, è stato deciso di restituire la gestione del servizio di nettezza urbana in capo al Comune”. Zavaglia ha opportunamente poi segnalato “l’importanza delle isole ecologiche e di protocolli con i consorzi nazionali del riciclo della differenziata, aspetto che ci consente di avere anche dai rifiuti delle risultanze economiche, cosa che da noi non era mai successa prima”. Maurizio Zavaglia ha poi sottolineato il valore della comunità come centrale nella cura della differenziata in collaborazione con l’Amministrazione e l’importantissimo ricorso alle “compostiere domestiche, alle compostiere di comunità”, insomma a quegli strumenti di compostaggio che possono notevolmente alleggerire i costi di smaltimento dell’umido. Dal racconto di Zavaglia emerge con chiarezza questo: il problema non è il porta a porta, che anzi resta l’unica possibilità di garantire una buona differenziata anche economicamente vantaggiosa, ma l’organizzazione che il Comune di Reggio avrebbe dovuto mettere in atto e che ha invece disatteso.

    Molte altre le sollecitazioni emerse, dalle quali La Strada sintetizzerà strumenti e linee operative. Nel frattempo il candidato Pazzano ha indicato alcuni punti del programma da perseguire subito dopo la sua elezione: immediato censimento delle utenze e rilevamento dell’evasione Tari, creazione di almeno due isole ecologiche ad aggiungersi a quella di Condera, ricorso alle compostiere di comunità. Anche su questo è chiaro a tutta la città, ha concluso Pazzano, come sia un alibi che non ci sono soldi: è che, per i rifiuti, i soldi sono stati spesi molto male e non è certo responsabilità degli operatori AVR, quanto di un’Amministrazione che ha operato con estrema disorganizzazione e senza una visione complessiva della città