• Home / CALABRIA / Reggio Calabria, la UILPA Giustizia non ci sta: ‘Disattese tutte le promesse’

    Reggio Calabria, la UILPA Giustizia non ci sta: ‘Disattese tutte le promesse’

    A oggi, è con sommo rammarico che constatiamo, a ben più un anno di distanza e nonostante le promesse ricevute, le medesime criticità consistentisia nella carenza di organico,che nelle  infrastrutture di alcuni Uffici del Distretto.

    È Patrizia Foti – Vice Coordinatore Nazionale UILPA Giustizia – a denunciare, ancora una volta, la spinosa questione degli uffici giudiziari di Reggio Calabria.

    Il momento storico che stiamo vivendo- prosegue Foti – ci impone delle riflessioni su come vogliamo concretamentemodificare la realtà degli Ufficigiudiziari esu come dobbiamo superare il mancato turnover e l’attuale piano assunzionale.

    Importante per queste azioni il ruolo del sindacato, con il quale l’amministrazione è tenuta a dialogare, rispettando ruolo e prerogative riconoscendo, DEMOCRATICAMENTE,i diritti dei lavoratori.Noi siamo sindacalisti e questo è il nostro ruolo.

    Non basteranno le migliaia di assunzioni annunciate dal Ministro,per sanare l’emorragia organica che si sta registrando negli Uffici giudiziari a causa dei pensionamenti per raggiunti limiti d’età, delle dimissioni e per la quota cento.

    La carenza di personale amministrativo degli Uffici dell’intero Distretto,in particolare di alcuni Uffici come ilTribunale Distrettuale di Reggio Calabria, che soffre di una scopertura di personale superiore al 45%e della Procura della Repubblica, con una scopertura pari al 20%, associata all’aumento delle sopravvenienze dei flussi di lavoro, determinerà un grave danno alla salute dei lavoratori ed al regolare corso della giurisdizione civile e penale.

    E’ necessario – prosegue Foti – un progetto di pianificazione strategica che metta al primo posto l’implementazione dell’efficienza del sistema giudiziario e amministrativo, non solo attraverso un piano assunzionale triennale, ma anche e soprattutto con la valorizzazionedelleprofessionalità e dell’esperienza che il personale giudiziario ha maturato, oltre all’adozione di modelli organizzativi tesi a promuovere il benessere psicofisico dei lavoratori.

     

     

    Durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2020, sia il rappresentante del CSM Avv. Stefano Cavanna, che il Dott. Liborio Fazzi – intervenuto in rappresentanza del Ministro della Giustizia – hanno lodato il proficuo impegno del personale giudiziario e del lavoro svolto all’interno degli uffici del distretto nonostante le esigue risorse disponibili. NON BASTANO PIU’ LE ATTESTAZIONI DI LODE – tuona Foti – perché le attuali condizioni del personale amministrativo impongono, con urgenza, un piano straordinario d’intervento ed una tempestiva rimodulazione in ampliamento delle piante organiche,mai adeguate nel corso degli anni, neanche in funzione dell’aumento della pianta organica dei Magistrati.

    Il rischio che ne deriva è la paralisi del funzionamento degli uffici giudiziari, perché il personale è poco, è stanco ed è provato da ritmi giornalieri frenetici, con udienze che si protraggono anche fino a tarda notte.

    Irriguardosa nei confronti di tutti gli operatori della giustizia e di tutto il territorio metropolitano, l’esigua assegnazione di sole 54 al Distretto di Reggio Calabria,  sul complessivo di 3586 assunzioni di assistenti giudiziari al 31 dicembre 2019.

    Imprescindibile diventaquindi l’assegnazione di nuovi assistenti giudiziaripresso il distretto, noto come Ufficio di frontiera, siaper carico di lavoro che per numero di procedimenti,baluardo della lotta alla criminalità organizzata, che sino ad oggi ha registrato la percentuale tra le più esigue delle nuove assunzioni a livello nazionale.

    Ci aspettavamo – commentaFoti – una svolta da parte della politica in tema di finanziamenti al settore Giustizia, ma scrutando attentamenteil Documento di Economia e Finanza, che  descrive lo scenario economicoprevisto per l’attuale triennio,

    con interventi specifici su ciascun settore, quali la riduzione della durata del processo civile mediante una gestione efficiente deiprocedimenti e norme per assicurare la disciplina processuale edilpotenziamentodella lotta alla corruzione, purtroppo apprendiamo che,a causa dell’applicazione dellaspendingreview, formula oramai inserita nel processo di programmazione delle attività di bilancio, non sono stati previsti aumenti dei fondi da destinare per il personale amministrativo.

     

    A questo punto – prosegueFoti – riteniamo indispensabileinasprire la battaglia a tutela dei lavoratori, perchéènecessario lo stanziamento di fondi stabili,essenzialiper ridare ossigeno a tutte le attività dell’amministrazione giudiziaria, perché solo così possiamo  migliorare e soddisfare le esigenze sia del cittadino che del lavoratore!

    Lacune anche in materia di digitalizzazione dei servizi,cultura che dovrebbe pervadere l’amministrazione della giustizia, al fine di raggiungere l’obiettivo della dematerializzazione degli atti e di rendere sempre più funzionale l’utilizzo delle piattaforme digitali, di innalzare il livello dei servizi garantiti ai cittadini e alle imprese attraverso strumenti telematici.

    Ad oggi, constatiamo la scarsità di fondi destinati a tal fine, nonché la carenzadi supporti informatici avanzati.

    Tutto ciò si traduce nel rischio di non centrarel’obiettivo per il miglioramento della funzionalità degli uffici giudiziari.

    Al tempo stesso le esigenze di riorganizzazione dell’intero settore Giustizia, dovranno essere rivolte anche alla riqualificazione giuridica del personale in servizio, alla sua formazione e alle progressioni economiche, nonché allo scorrimento integrale delle graduatorie dei cancellieri e degli Ufficiali UNEP.

     

    Attualmente siamoancora in attesa della pubblicazione del bando di concorso per gli Ausiliari, la pubblicazione degli interpelli ordinari e straordinari, loscorrimento della graduatoria degli assistenti giudiziari idonei el’attuazione dell’art.492 bis CPC per gli Ufficiali giudiziari, che inficia, di fatto, il sistema giustizia ed incide negativamente sulle legittime aspettative dei creditori di recuperare il credito in tempi brevi e a costi ragionevoli.

    A risolvere tali criticità,che ledono ancora di più la dignità dei lavoratori,basterebbe attuare,con celerità e concretezza, gli impegni contenuti nell’accordo siglato tra le parti sociali e l’Amministrazione nel 2017.

    Non possiamo che rimanere sconcertati – commenta Foti–in merito al mancato completamento del nuovo Palazzo di Giustizia, da anni posto lì a ricordarci quanto inconcludenti siano i soli proclami; Le continue e quotidiane difficoltà che ne derivano e che si registrano negli Uffici giudiziari del Distretto in tema di sicurezza, della maggiore sofferenza che vivono i lavoratori e l’utenza presso le cancellerie e le aule di udienza del Tribunale di Reggio Calabria, per il mancato funzionamento del sistema di climatizzazione,già oggetto anche di un tavolo tecnico in Prefettura lo scorso 14 ottobre.

    Nonostante le continue azioni ed i profusi interventi da parte deicapi uffici e l’impegno di S.E. il Prefetto Massimo Mariani, non è stato possibile risolvere le problematiche evidenziate, a causa della solita lungaggine burocratica che non ha permesso lo sblocco dei fondi economici da parte del Ministero della Giustizia.

    Disattese, quindi,tutte le promesse messe in campo durante la predetta riunione, ad oggi, stiamo a lottare e lavorare con cappotti d’inverno e ventagli d’estate.

    Le consuete problematiche – conclude Foti – in materia di sicurezza e di scarsa igiene, presenti all’interno del CEDIR, accompagnano ed attanagliano quotidianamente tutti i lavoratori e gli avventori della struttura, costretti, oramai, alla più eroica delle sofferenze e cioè la consapevole rassegnazione sociale, dalla quale è impossibile fuggire e per la quale, ad oggi, nessuna soluzione è stata attuatadall’amministrazione centrale che ha il compito di tutelare i propri dipendenti, perché “La giustizia” è la costante e perpetua volontà, tradotta in azione, di riconoscere a ciascuno ciò che gli è dovuto; unufficio deontologico ed inviolabile!